Reality Show, spiare la vita in TV

1Una volta c’era solo Real TV che mostrava fatti realmente accaduti. Dopo decenni di cinema, di attori e di finzioni ben recitate, la gente ha iniziato a richiedere a gran voce la realtà anche nella TV. Fu così che nel 1995 negli Stati Uniti fu trasmetto il primo Reality Show: Survivor.

Da quel momento, il genere ha iniziato una vera e propria progressione verso l’eccesso. Abbiamo iniziato a vedere prima reality basati sul talento (come il primo Amici di Maria de Filippi che seguiva i ragazzi anche all’interno di una casa), fino ad arrivare alle svariate stagioni del Grande Fratello, dove un gruppo di persone sconosciute venivano infilate all’interno di una casa, completamente esclusi dal resto della civiltà.

Poi si è arrivati ad avere reality su tutto: la squadra di calcio (Campioni del Cuore), vip che lavorano la terra (La Fattoria), vip sperduti su un’isola “disabitata” (L’isola dei famosi), le ginnaste olimpioniche (Ginnaste vite parallele), tentativi di accoppiamenti tra sfigati secchioni e pupe senza cervello (La pupa e il secchione), un gruppo di coatti americani presi a casaccio (Jersey Shore), ristoranti che fanno schifo (Cucine da Incubo), la rapidità dell’edilizia in America (Extreme Makeover Home Edition) o la vita di vip americani famosi in declino (The Osbournes e Hogan knows best).

2Insomma, di reality ce ne sono di tutti i gusti. Basta accendere il televisore per imbattersi in un qualsiasi programma di questo tipo. La gente ama inserirsi nella vita degli altri, in una sorta di pettegolezzo generale e mediatico, come ci mostrò nel 1998 Peter Weir nel film The Truman Show. Gli spettatori si affezionano, si schierano, parlano dei concorrenti del reality come se fossero loro amici di vecchia data. Il tutto perché, che siano sconosciuti o vip, tutti i protagonisti di questi show vengono denudati del loro aspetto di “personaggi famosi”, dalla finzione di una fiction o di un film o di un programma e messi sullo stesso livello dell’uomo comune. Almeno finché il reality non finisce e vedremo mucchi di persone mettersi in fila per entrare in quella discoteca dove c’è ospite un concorrente del Grande Fratello, diventato famoso per non saper fare niente dentro una casa, ma che verrà pagato fior di soldi per attirare gente nel locale. C’est la vie!

Che ci piaccia o non ci piaccia, i reality show sono ormai il pane quotidiano delle nostre TV. E, come dice il buon Truman, “Buongiorno…e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!”.

– Giorgio Correnti –

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