Rainer Maria Rilke, il poeta citato nel film Jojo Rabbit

Se avete visto Jojo Rabbit (film di cui abbiamo parlato in quest’altro articolo), il film di Taika Waititi, non può esservi sfuggito il nome Rainer Maria Rilke, il poeta citato durante tutta la pellicola.

Rainer Maria Rilke è uno scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema, nato a Praga il 4 dicembre del 1875.
Sensibile e fragile, Rainer passa un’infanzia e un’adolescenza infelice a causa della separazione dei suoi genitori avvenuta quando aveva solo 9 anni. Tra gli undici e i sedici anni, suo padre lo obbliga a frequentare l’accademia militare. Ma nel 1890, per cause non ancora chiare, il giovane disobbedisce al suo volere e abbandona la scuola militare di Mährisch-Weisskirchen. Dopo due anni decide di preparare privatamente l’esame per conseguire la licenza liceale.
Incoraggiato dalla madre coltiva le materie letterarie e tra il 1896 e il 1899 prosegue gli studi di arte e di letteratura a Monaco e a Berlino. Tuttavia sarà sempre Praga ad ispirarlo nelle sue opere.
Nel 1897 conosce la donna amata da Nietzsche, Lou Andreas-Salomè che, oltre a rivelarsi un’amica fedele, lo soprannomina Rainer (il vero nome dell’artista è René) che in tedesco significa “puro”. Nel 1900 Rilke entra a far parte di una colonia di artisti a Worpswede, presso Brema. Qui conosce la scultrice Clara Westhoff e dopo soli pochi mesi decidono di diventare marito e moglie.
Il matrimonio fallisce poco dopo la nascita della loro figlia. Rainer, durante un viaggio in Russia, conosce un ormai anziano Tolstoj e il padre di Boris Pasternak. Da questa esperienza, nel 1904, pubblica Storie del buon Dio, opera caraterizzata da un garbato umorismo che porta alla luce il suo interesse per la teologia.
A Parigi, invece, collabora con Rodin e viene colpito dall’avanguardia artistica e dal fermento culturale della città. Nel 1910 pubblica i “Quaderni di Malte Laurids Brigge” e l’anno dopo è ospite presso il castello della principessa von Thurn-und-Taxis, a Duinon (Trieste). Nel 1923 pubblica “Elegie duinesi” e “Sonetti a Orfeo”, due lavori conosciuti come l’opera di poesia più complessa e problematica del XX secolo. In quello stesso anno Rilke accusa i primi sintomi della leucemia. Muore il 29 dicembre del 1926 a Valmont (Montreux), dopo terribili sofferenze.

Mi sembra giusto concludere “regalandovi” l’intera poesia citata nel film di Taika Waititi.
Pronti? Buona lettura.

“Dio parla a ciascuno solamente prima ch’egli sia creato,
poi va con lui silente nella notte.
Ma le parole, quelle prima dell’inizio di ciascuno,
le parole, come nubi, sono queste:
Sospinto dal tuo intendere,
va’ fino al limite del tuo anelare;
dai a me una veste.
Dietro alle cose come incendio, fatti grande,
sicché le loro ombre, diffuse,
coprano sempre me completamente.
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.
A me da’ la tua mano.”

– Giuseppina Serafina Marzocca –

Rispondi