Racconti da Quarantena – Assedio

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– Generale, posso farvi una domanda?
– Oh, mio caro attendente… siamo su una torre fortificata nel bel mezzo di una fottuta tempesta di sabbia in piena notte… credo di avere tutto il tempo di rispondere a una vostra domanda. Sparate, dunque.
– L’assedio di Semaglie… la vostra più grande vittoria… vorrei sapere come andò veramente.
– Leggi uno degli articoli dell’epoca, ragazzo, lì troverai tutto…
– No, dico, signore… come andò… davvero.

– Come andò davvero… già… questa è una buona domanda… davvero buona. Beh, c’è un po’ da dire, in verità… sapevamo dell’arrivo delle Ombre da giorni e sapevamo che avrebbero bussato alle nostre porte per chiedere la vita di tutti noi. Sapevamo che non si sarebbero fermati di fronte alle donne, ai bambini, ai nostri genitori… sapevamo che rimanere dentro era la cosa migliore. Sapevamo che per vincere dovevamo rimanere dentro e resistere finché non sarebbero arrivati i rinforzi da giù a valle. Sempre che l’Uomo col Cappello arrivasse davvero…

Dovevamo rimanere dentro e aspettare giorni e giorni… sapendo che niente, dopo quelle notti, sarebbe stato come prima. I nostri villaggi erano stati devastati della guerra. Certo, l’Uomo Nero sarebbe arrivato e avrebbe salvato tutti noi, ce l’aveva promesso… e lo avrebbe fatto eh, sia chiaro. E’ una brava persona, ed era chiaro già allora. Ma nel frattempo il nostro villaggio era isolato, noi stessi lontani gli uni dagli altri, e gli spettri alle porte… quando arrivarono la situazione cominciò subito ad andare male, sapete? Le persone erano isteriche. Tentavamo di farle rimanere dentro, ma loro fuggivano e venivano prese dalle Ombre. Tanti si persero, in quelle notti, ragazzo. Dicevano che non avrebbero barattato la loro libertà con la loro vita. Che eravamo esagerati… poveracci, è quel che succede in situazioni del genere.
Le Ombre ci assediarono per due settimane, giorno e notte, giorno e notte… le sentivamo passare di fronte alle nostre porte, graffiarle, sussurrarci di raggiungerle. “Venite, venite… è tutto un inganno, venite a noi…”.
Tanti cedettero. Tanti…
– Ma voi nel quartier generale no. Siete rimasti dentro, protetti…
– … per due lunghe settimane di tentazione, sì. E sai come riuscimmo a farcela, e a resistere finché l’Uomo col Cappello e l’Armata Bianca non raggiunsero il villaggio ed esorcizzarono tutte quelle figlie di puttana?
– Combattendo? Facendo fronte all’orrore con la disciplina?

– Sognando il momento in cui saremmo usciti fuori, avremmo sentito di nuovo il sole baciare la nostra pelle, udito le risate di chi non vedevamo da tanto tempo se non su uno schermo, e li avremmo abbracciati forte. Sognando la libertà, ragazzo. E’ il sogno della libertà, la sua possibilità, ad averci salvato…
– Un sogno di libertà?
– Com’è logico, per ogni uomo.
– Logico…
– … e sacrosanto, figliolo. Fottutamente sacrosanto.

– Fabio Antinucci –

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