Quello che so sulle donne – distruzioni per l’uso. il nuovo romanzo di @Adessoscrivo

@Adessoscrivo è il nickname di un navigante solitario ormai acclamatissimo sul web, porto sicuro di migliaia di giovani scrittori in ascesa. L’identità ignota, ma talentuosa dell’autore traspare energicamente dalle pagine dei suoi libri: la sua prima fatica “Diecimagnitudo” ha catturato l’anima di migliaia di lettori in poche settimane, mentre la seconda “Quello che so sulle donne – distruzioni per l’uso” potrebbe erroneamente presentarsi come l’ennesimo manuale per uomini che tentano, non sempre con successo, di interpretare il complesso mondo femminile, ma la verità è che questo caso editoriale cela al suo interno un contenuto tutt’altro che banale.

Le sue parole, il suo messaggio e le citazioni ai brani musicali sono diventate a tutti gli effetti un “fenomeno instagrammabile”, per usare un linguaggio consono alle nuove generazioni. Sebbene l’autore sia un giovane, egli sa dosare il linguaggio nel modo più indicato per un romanzo che tratta d’amore: è forse questa la chiave per diventare “fenomeno dell’internet”? Una cosa è certa. Le sue frasi cariche di passione sono sulla bocca (o meglio, sui social!) di tutti.

Si parte con la cronaca di una quotidianità scandita dall’inesorabile ritmo delle abitudini e lo si fa avvolgendo il lettore che, inerme, può solo lasciarsi prendere dall’incalzante brevità dei capitoli ed assistere alla nascita di una storia. La vita di William, giovane psicologo, si intreccia con quella di Sofia, ragazza tatuata della porta accanto (letteralmente, dato che i due sono vicini di casa!) durante la bollente estate di una cittadina di mare non meglio precisata. Un rapporto che parte dall’osservazione silenziosa e nascosta che il protagonista riserva alla dirimpettaia, aiutato dalle grandi vetrate oscurate della sua casa, e che culmina nell’innamoramento. Le giornate di William si dividono tra la travolgente presenza di Sofia e la sua professione presso un centro di recupero per ragazze con disturbi alimentari: qui c’è Francesca, con il suo accento romano appena accennato, problematica e fragile come una crisalide. La vera anima del testo sta proprio nella contrapposizione di questi due universi femminili: il primo pazzo, passionale, lunatico e il secondo impegnativo, difficile.
Sofia incanta William come nemmeno lui stesso credeva possibile e mentre lei lo ammalia  lui ne interpreta le movenze, il linguaggio nascosto nelle espressioni del viso, persino i capelli e il modo di fare l’amore.

La sua schiettezza e la sua “pazzia” portano il ragazzo a riflettere su tutto quello che sa sulle donne, appunto. Mentre l’anima turbata di Francesca lo costringono ad interrogarsi sul proprio operato sanitario, riportando in vita i fantasmi del passato.  La consapevolezza che pensava di aver acquisito dalle relazioni precedenti e per via del suo mestiere delicato vacilla difronte alla scoperta di quanto volubili e diverse possono essere le donne che attraversano l’esistenza di un uomo. Un libro leggero ma di ottima compagnia. Un testo piacevole e rilassante, perfetto per chi ha bisogno di staccare dalla routine per immergersi un po’ nell’abisso delle emozioni umane, quelle che chiunque ha provato almeno una volta nella vita. Il classico breviario del sognatore, da tenere in borsa in modo da potersi assentare un po’ durante le frenetiche corse in metropolitana.  Ad  ogni capitolo corrisponde una colonna sonora, quell’ancora di salvezza che fa da sottofondo sia alle giornate vacue che a quelle piene. L’ideale è accarezzarne il testo con le cuffie nelle orecchie.

– Myriam Guglielmetti –

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