Quarantena cinematografica – Film ispirati a 10 veri serial killer

Cinema e televisione, proprio come la letteratura, sono pieni di omicidi, violenza e altri crimini efferati: la “passione” del pubblico per i serial killer è stata evidente fin dalle prime saghe, da Venerdì 13 a Halloween; non solo lo spettatore vuole scoprire prima dei personaggi chi si celi dietro la maschera dell’assassino, ma anche comprenderne le motivazioni, scoprire la sua infanzia, scovare ciò che lo lega alle sue vittime. Il proliferare di talk show e ricostruzioni televisive riguardanti omicidi realmente accaduti mostra come l’uomo necessiti di colmare la propria curiosità anche riguardo ciò che lo circonda, quindi non potevano che nascere film e documentari ispirati a veri serial killer. Per il momento ne ricordiamo dieci, alcuni dei quali già noti al pubblico di American Horror Story.

1) Ted Bundy

Di Carl Gallagher (Shameless) i fratelli dissero che somigliava a Ted Bundy, ma per quale motivo? Omicidi seriali? No, non si tratta dei suoi crimini, bensì della caratteristica più nota di Bundy: sapeva ammaliare le persone. I processi erano il suo palco, la giuria il pubblico, e non lo fecero demordere le due incarcerazioni dalle quali riuscì a evadere; fu proprio la sua capacità di instillare fiducia nelle vittime a renderle tali. La sua carriera criminale è compresa negli anni tra il 1974 e il 1978 e conta 30 vittime sicure e oltre 36 le sospettate: ciò gli valse la sedia elettrica.

La prima pellicola su Bundy fu girata per la televisione e andò in onda nel 1986 con il titolo The Deliberate Stranger; il serial killer era interpretato da Mark Harmon, mentre decenni più tardi a prestargli il volto fu Michael Reilly Burke in Ted Bundy (2002). Altre pellicole degne di nota sono Ted Bundy – Il serial killer (2003, con Billy Campbell) e il recente Ted Bundy – Fascino criminale (2019), con Zac Efron, Kaya Scodelario e Lily Collins.

2) Il Killer dello Zodiaco

Nel 1968, un uomo cominciò a inviare alla stampa messaggi cifrati nei quali annunciava la sua identità da serial killer e descriveva particolari di omicidi non ancora resi noti al di fuori della centrale di polizia. Nacque subito una caccia all’uomo, accusato di avere ucciso almeno cinque persone (più due feriti) e sospettato di averne assassinate ben 37 tra il 1968 e il 1969. Non fu mai arrestato, perché la sua identità non è ancora stata scoperta; addirittura la rivista italiana Tempi in un’inchiesta ipotizzò che si fosse trasferito nella penisola per diventare il Mostro di Firenze.

I film che si ispirarono alla sua figura cercano di ipotizzarne la vera identità, basandosi anche sull’identikit fornito al tempo: questo fa proprio Zodiac (2007) di David Fincher, con Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo e Robert Downey Jr. Ulli Lommel girò addirittura due pellicole, Zodiac Killer (2005) e La maledizione dello Zodiaco (2007).

3) Aileen Wuornos

Non fu la sola donna a macchiarsi di crimini reali, ma è sicuramente la più nota: tra il 1989 e il 1990, in Florida, Aileen Wuornos attirò con la prostituzione sette uomini che poi uccise; fu condannata a morte tramite iniezione letale. Il film che descrive la sua vicenda è uno dei più famosi all’interno del genere, grazie soprattutto alla splendida interpretazione di Charlize Theron, che le valse l’Oscar come Migliore attrice protagonista; il titolo è Monster (2003) e vede nel cast anche Christina Ricci nel ruolo della sua compagna. Nel 2015, inoltre, Lily Rabe le prestò il volto per due puntate di American Horror Story: Hotel, una delle stagioni maggiormente ispirate ai reali serial killer.

4) Jeffrey Dahmer

Diciassette vittime per il Cannibale di Milwaukee o il Mostro di Milwakee tra il 1978 e il 1991; catturato, Dahmer fu ucciso in carcere da un carcerato schizzofrenico. Anche lui ricordato in Hotel (con il volto di Seth Gabel), deve i suoi soprannomi alla violenza con cui disponeva dei corpi delle vittime, mangiandoli o arrivando addirittura alla necrofilia; Dahmer puntava a giovani omosessuali, che adescava proponendo una notte di sesso o la registrazione di sex tape, e gli uccideva strangolandoli o, in un solo caso, pugnalandoli. In seguito affermò di avere scelto unicamente uomini con significativi precedenti penali.

Il film che meglio descrive la sua storia è Dahmer – Il cannibale di Milwaukee (2002), dove è interpretato da Jeremy Renner, ma ricordiamo anche My Friend Dahmer (2017) con Ross Lynch.

5) Ed Gein

Ed Gein uccise solo due persone, forse tre, tra il 1944 e il 1957. Perché annoverarlo tra i più famosi serial killer, quando purtroppo molti altri hanno compiuto un numero maggiore di uccisioni? Per ciò che Gein fece dei loro corpi: rese la propria casa un museo del macabro. Utilizzò parti del corpo, principalmente vulve e capezzoli, per creare abiti e cinture, decorò la camera da letto con teschi di donna e cercò di utilizzare il resto dei cadaveri nei modi più fantasiosi e orripilanti possibili. Non bastandogli le donne che aveva ucciso, depredò anche i cimiteri, riesumando cadaveri. Tutto ciò gli valse la reclusione nell’ospedale psichiatrico in cui morì.

Due film dallo stesso titolo (Ed Gein – The Butcher of Plainfield) furono girati nel 2001 e nel 2007, e il ruolo di Gein fu dato prima a Steve Railsback e poi a Kane Hodder, ma a renderlo famoso nel cinema e nella televisione sono stati i personaggi ispirati a lui: Norman Bates (Psyco, 1960), Leatherface (Non aprite quella porta, 1974), Buffalo Bill (Il silenzio degli innocenti, 1991) e Bloody Face (American Horror Story: Asylum, 2013).

6) John Wayne Gacy

Se Gein ha contribuito, inconsciamente, a creare alcuni dei più celebri serial killer della finzione, Gacy è il motivo per cui abbiamo tanto paura dei clown. La sua esistenza non è certo l’unica spiegazione, ma nell’immaginario collettivo dell’epoca i clown erano ormai collegabili a Pogo, l’alter ego con cui Gacy allietava i bambini alle feste, salvo poi adescare adolescenti maschi e ucciderli. Tra il 1972 e il 1978, si contano 33 vittime, che gli sono costate l’iniezione letale.

I film su di lui sono vari e basta citarne tre: Gacy (2003), con Mark Holton e Scott Alan Henry; Dear Mr Gacy (2010), con William Forsyte; To catch a killer (1992), con Brian Dennehy. Gacy appare anche in American Horror Story: Hotel con il volto di John Carrol Lynch, ma la serie lo ha “omaggiato” creando l’anno precedente, per Freak Show, un altro personaggio: Twisty il Clown, il villain più spaventoso della saga. È inoltre plausibile ipotizzare che abbia ispirato la figura di Pennywise in It di Stephen King.

 7) Il Killer di Hwaseong

Tra il 1986 e il 1991, la Corea fu il palcoscenico di 14 omicidi e 31 stupri da parte di un uomo che solo nel 2019, accusato di ergastolo per l’omicidio della cognata, decise di confessare tutte le sue colpe, a eccezione di un assassinio che si ritiene essere opera di un copycat. Il suo nome è Lee Choon-jae. Prima di allora, i registi non avevano ancora idea di chi potesse essere il serial killer, ma provarono a ipotizzarlo in Confession of murder (2012) e Tunnel (2017), anche se il tentativo migliore fu fatto da Bong Joon-Ho, vincitore degli ultimi Oscar con Parasite, che descrisse la sua storia in Memorie di un assassino (2003).

8) Il Mostro di Firenze

Purtroppo, non poteva mancare l’Italia con il suo serial killer più noto, già citato in relazione al Killer dello Zodiaco. Tra il 1968 e il 1985, nelle campagne toscane intorno a Firenze, sette coppie – forse otto – furono uccise mentre erano appartati in intimità, diventando tristemente protagoniste del primo omicidio seriale italiano. Furono infine accusati i “compagni di merende” Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Nel 1986, dopo l’ultimo duplice omicidio si cercò di cavalcare l’onda emotiva con due film, il primo dei quali ebbe scarsissima risonanza (L’assassino è ancora tra noi di Camillo Teti), mentre il secondo fu censurato in molte sale, tra cui quelle toscane (Il Mostro di Firenze); con l’omonimo titolo, fu girata poi nel 2009 una miniserie televisiva a opera di Antonello Grimaldi.

9) Charles Manson

Manson è uno dei più famosi serial killer, nonostante non lo sia stato in senso stretto; fu soprattutto un mandante, dato che a operare per lui erano i membri della “Manson Family”. La “Famiglia”, infatti, contava circa cento adepti e si era stabilita in un ranch; si trattava di una comune hippie che venerava Manson e che si macchiò di due grosse stragi tra il 1967 e il 1969, tra cui la famosa “strage di Cielo Drive”, raccontata in The Manson Massacre (1972): l’attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, fu uccisa nella sua villa all’ottavo mese di gravidanza insieme ad alcuni ospiti che dormivano da lei. I membri della Famiglia, che si occuparono di Tate e dei suoi amici, non sono dunque esenti da colpe, tanto che il cinema ha dedicato delle pellicole anche a loro, come nel caso di Leslie, il mio nome è il male (2009).

Le opere più famose sono state prodotte per la televisione: la miniserie Bel Air – La notte del massacro (1976), con Steve Railsback, e il film Helter Skelter (2004), con Jeremy Davies. Recente è inoltre C’era una volta… a Hollywood (2019) di Quentin Tarantino, che narra la vicenda di Cielo Drive e ciò che la precedette attraverso gli occhi dei personaggi di Leonardo DiCaprio e Brad Pitt; qui Manson è interpretato da Damon Harriman, ma maggiore risonanza viene data alla Famiglia.

10) Jack lo Squartatore

Non poteva certamente mancare il celebre serial killer inglese che nel 1888, nel quartiere Whitechapel di Londra, uccise cinque prostitute, sebbene si ritiene che fossero in realtà 15. Il suo metodo prevedeva la rimozione degli organi a omicidio avvenuto, motivo per cui tra i principali sospettati ci fu anche un chirurgo. Dei film tratti su di lui ricordiamo Jack lo Squartatore (1959), The Ripper – Nel cuore del terrore (1997) e ovviamente La vera storia di Jack lo Squartatore (2001), con Johnny Depp e basata sulla graphic novel From Hell. Come in altri casi, i registi scelsero il “proprio” assassino, perché il più noto serial killer della storia non è mai stato catturato.

Alcuni di questi film, potete trovarli su Amazon Prime Video.

– Sara Carucci –

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