Quarantena cinematografica – 13 film mind-blowing

L’articolo di oggi fornirà una lista maggiore di film e il motivo è semplice: non è possibile svelare il finale. Se in alcuni casi il godimento per la sceneggiatura, l’aspetto visivo e sonoro e la recitazione rendono piacevole la pellicola pur conoscendone la fine – come accade con i film che riguardiamo in continuazione – in questo caso il plot twist è parte fondamentale della visione. Con “mind-blowing movie”, infatti, si intendono quei prodotti che, come l’arte contemporanea, invitano lo spettatore a partecipare attivamente, ragionando su ciò che sta guardando; per alcuni si tratta di narrazioni con il plot twist finale suggerito da una serie di indizi riconoscibili quasi esclusivamente a una seconda visione, per altri è una sorta di escape room, un mistero da risolvere prima della conclusione del film. Ecco alcune pellicole che possono spiegare meglio di cosa si tratti.

 1) The Others (2001)

L’horror è il genere più adatto per rappresentare il mind-blowing e il film di Alejandro Amenábar ne è l’esempio migliore. Ambientato durante il 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale, The Others narra la storia di una madre (Nicole Kidman) che attende il ritorno del marito (Christopher Eccleston) dal fronte, mentre con regole ferree cerca di far sopravvivere i due figli affetti da una grave malattia che impedisce loro di stare alla luce del sole. L’atmosfera cupa e l’arrivo di nuovi domestici appesantiscono l’alone di mistero, che si trasforma in terrore quando i bambini scorgono la presenza di inquietanti visitatori.

2) Identità (2003)

Identità di James Mangold unisce all’horror la componente thriller. Ispirandosi a Dieci piccoli indiani, Mangold riunisce alcune persone all’interno di un motel e comincia a farle morire per mano di un misterioso e sadico killer. Nel frattempo, una storyline parallela comincia a spiegare ciò che stiamo davvero osservando. Da registrare la presenza nel cast di John Cusack, Alfred Molina e John C. McGinley (il dottor Cox di Scrubs).

3) I am Mother (2019)

Passiamo alla fantascienza con un film più recente di produzione australiano-americana. Clara Ruggard interpreta Figlia, ultima persona vivente dopo l’estinzione dell’umanità; a prendersi cura di lei è Madre, un robot progettato per svegliare e crescere i feti raccolti nel laboratorio in cui entrambe vivono, allo scopo di ripopolare la Terra. Quando Figlia, però, incontra una donna (Hilary Swank) proveniente dal mondo esterno, che Madre sosteneva essere completamente privo di vita, la ragazza deve cominciare a scorgere la verità tra le bugie raccontate da entrambe.

4) Fight Club (1999)

Passiamo ora a un classico del mind-blowing, trasposizione del capolavoro omonimo di Chuck Palahniuk. Edward Norton si confronta  con Brad Pitt ed Helena Bonham Carter all’interno di una pellicola pulp diretta da David Fincher (Seven). Quando il protagonista senza nome (Norton) si stufa della propria vita, incontra in Tyler Durden (Pitt) e nel Fight Club da lui creato un modo di rimettersi in pista, fino a quando i giochi cominciano a farsi troppo pesanti. Una curiosità per chi lo ha già visto: c’è una teoria secondo cui “anche Helena Bonham Carter lo è” – e non aggiungo altro.

5) I soliti sospetti (1995)

Andiamo ancora più indietro nel tempo con un thriller vincitore di ben due premi Oscar nel 1996, diretto da Bryan Singer (che purtroppo non è riuscito a mantenere la stessa grandezza nella serie sugli X-Men). Cinque noti delinquenti decidono di unirsi per effettuare un colpo, salvo poi scoprire che il boss criminale Keiser Söze, di cui nessuno conosce l’identità, intende servirsi di loro per vendicarsi di torti passati che hanno inconsapevolmente compiuto ai suoi danni. Un cast tra cui figurano Kevin Spacey e Benicio Del Toro per un cult del cinema americano.

6) Shutter Island (2010)

Torniamo al cinema più recente con uno dei film che avrebbero potuto consegnare a Leonardo DiCaprio l’Oscar. Con Mark Ruffalo e Michelle Williams, Shutter Island è tratto dal libro L’isola della paura di Dennis Lehane e diretto da un estimatore di DiCaprio, Martin Scorsese. Due agenti FBI vengono chiamati per risolvere un caso di sparizione: una delle pazienti dell’ospedale psichiatrico che sorge su un’isola è scomparsa improvvisamente ed è essenziale ritrovarla. Se finora abbiamo parlato di film che presentano principalmente un plot twist finale, ora lo spettatore è chiamato a interagire con la visione, a cercare di decifrare gli indizi e gli enigmi intricati proprio come il personaggio di DiCaprio.

7) Mulholland Drive (2001)

Un posto speciale spetterebbe a tutte le opere di Lynch, ma forse non sarebbe giusto classificarle “solo” come film mind-blowing: si tratta di una poetica, della definizione di un’artista riguardo il cinema moderno, quindi ci limitiamo a riportare il solo film – oltre a The Elephant Man – che potrebbe avere una spiegazione “ovvia”. Naomi Watts è un’attrice in erba che spera di sbocciare a Los Angeles e che offre una casa a Laura Harring, una donna in fuga che soffre di amnesia; a metà film, un evento capovolge la storia. Sebbene una teoria sia la più gettonata tra altre, esiste un sito, MD Theories, che analizza ogni singolo aspetto della pellicola e, indirettamente, mostra perché tutte le riviste e i critici abbiano definito Mulholland Drive tra i migliori film della storia.

8) Old Boy (2003)

No, non stiamo parlando del remake di Spike Lee del 2013, ma dell’originale sudcoreano di Park Chan-Wook, secondo capitolo della sua “Trilogia della Vendetta” iniziata con Mr Vendetta. Tratto dall’omonimo manga, Old Boy narra la storia di uomo (interpretato da Choi Min-Sik, che ritornerà in Lady Vendetta) costretto a vivere per anni in una stanza, fino a quando non giungerà per lui il momento della liberazione. Non si tratta di un film mindblowing a tutti gli effetti, ma la spiegazione del suo rapimento e il plot twist finale sono talmente intricati e disturbanti da fargli valere un posto nella classifica.

9) M. Night Shyamalan

Ci sono registi che non possono essere rappresentati unicamente da una pellicola: è il caso di Shyamalan, che porta la poetica del mind-blowing in due sue opere in particolare. La prima è Il sesto senso (1999), con Bruce Willis e Haley Joel Osment, storia di uno psicologo infantile che, dopo avere fallito con un suo paziente, decide di occuparsi di un bambino che dichiara di vedere i morti. La seconda, di cinque anni più tardi, è The Village: Bryce Dallas Howard interpreta una donna non vedente innamorata del personaggio di Joaquin Phoenix, Lucius, e non sono gli unici importanti nomi del cast; entrambi vivono in un villaggio situato accanto a un bosco che li divide dalla città e che non devono assolutamente attraversare, per via dei mostri che vi abitano. Purtroppo, però, la donna è costretta a farlo quando il suo amato giunge in fin di vita e ha bisogno di medicine dalla città.

10) Christopher Nolan

Come sarebbe possibile parlare di un solo film di Nolan? Anche nella trilogia su Batman il regista ha inserito colpi di scena insospettabili, memore delle sue opere passate. Memento (2000) è la più importante, storia narrata attraverso il personaggio di Guy Pierce che cerca di capire cosa gli sia accaduto, in un gioco di montaggio che, se da una parte mostra il presente di un uomo che soffre di amnesia anterograda, dall’altra cammina all’indietro, fino a portare il protagonista e lo spettatore alla comprensione della verità. The Prestige (2006) è un altro successo, un vero e proprio gioco di magia tra gli illusionisti interpretati da Christian Bale e Hugh Jackman, con un cameo di David Bowie nel ruolo di Tesla. A chiudere questo piccolo cerchio è Inception (2010), con Leonardo DiCaprio ed Ellen Page, la messa in scena di strati su strati di sogni. La realtà, però, qual è? Se Shyamalan punta sul capovolgimento, Nolan fa invece sua la lezione già citata dell’arte contemporanea, invitando lo spettatore a partecipare e, in alcuni casi, a decifrare un finale aperto.

– Sara Carucci –

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