Quando c’era Festivalbar

01Chi è stato bambino negli anni ’90 e adolescente nei primi 2000 ha un diverso ricordo dei mesi estivi. Per noi era estate quando iniziavano a vedersi tre cose in TV: la pubblicità della Cedrata Tassoni ed il suo indimenticabile Jingle, quando partivano gli improbabili Giochi Senza Frontiere e, soprattutto, quando c’era Festivalbar.

Anche chi aveva gusti completamente differenti per tutto l’anno, ascoltando solo album degli AC/DC o di Nino D’Angelo, arrivata l’estate, poteva comodamente aggiornarsi sulla musica del momento. Festivalbar arrivava nelle nostre case attraverso il tubo catodico (altro che LCD ultra piatti), armato di presentatori scelti tra quelli in voga tra i giovani. Tra essi ricordiamo Gerry Scotti ai tempi di Radio Deejay, o Amadeus o Fiorello in coppia con la Marcuzzi. Ma soprattutto ricordiamo Vittorio Salvetti, colui che ha presentato più Festivalbar di tutti, oltre ad essere stato il primo. Ovviamente, poi, nel 2006 è stato scelto il Mago Forest: l’inizio del declino.

02Festivalbar iniziò nel lontano 1964. Primo vincitore Bobby Solo. Da quel momento, ogni estate veniva premiata la canzone italiana che più segnava i mesi caldi dell’anno, con altri premi secondari come il miglior album o rivelazione italiana, che però venivano dati a caso durante le varie edizioni (a volte sì, a volte no… a caso). Ma a noi importava poco chi vincesse: a noi importava vederlo, sentire le canzoni del momento, capire come si stava muovendo il panorama musicale italiano ed internazionale. Sì, anche internazionale, perché, nonostante i premi venissero dati solo agli artisti italiani (loro erano in gara), quel magico palco veniva calcato anche dai cantanti o gruppi internazionali del momento, dai Tokyo Hotel ai Black Eyed Peas… e tu ancora che ascoltavi Nino D’Angelo!

03Festivalbar iniziava sempre intorno a maggio/giugno, quando l’estate era alle porte. Le scuole stavano finendo e già sentivi quell’aria estiva grazie a questo programma indimenticabile. Poi continuava per tutta l’estate, ma non in TV: nelle nostre radio, quando compravi le musicassette o i cd di Festivalbar per continuare a sentire quella musica che, in altri contesti, non avresti ascoltato. E terminava con la serata finale, quella con la premiazione, intorno a fine agosto/inizio settembre, a sancire la conclusione dell’estate. E noi, tristemente, capivamo che era il momento di andare a comprare il nuovo diario di Smemoranda per il successivo anno scolastico.

Poi, nel 2008, i fondi non ci sono più stati e il Festivalbar non si è potuto organizzare, prendendo un anno di pausa. Un anno di pausa che dura ormai da 8 anni. Ora c’è il Coca Cola Summer Festival, ma non è la stessa cosa.
Ed io continuo a non sentire il clima estivo – nonostante il caldo torrido di quest’anno – orfano di due miei piloni emotivi. Niente più Festivalbar e Giochi Senza Frontiere… e di quest’ultimo, ne riparleremo un’altra volta. Ora vado a piangere nostalgicamente in un angolo.

– Giorgio Correnti –

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