Quadri maledetti: Quadro del demonio

Continua la nostra rubrica riguardante i quadri maledetti. Parliamone: si contano poche opere d’arte (ammesso che esistano) che non nascondano un simbolo, un messaggio segreto rivolto a chi saprà coglierlo ed interpretarlo. La Primavera e La nascita di Venere del Botticelli sono veri e propri trattati di filosofia e simbologia. Per non parlare di Michelangelo o di Leonardo! Fiumi di inchiostro sono stati scritti per analizzarli in articoli, romanzi e sceneggiature cinematografiche.

Poi c’è un dipinto di cui nessuno parla.
Siamo nel 996 d.C. e, sopra una precedente cattedrale, inizia ad essere edificata la Basilica di San Pietro a Perugia, che verrà ampliata ed abbellita fino al XVII secolo, motivo per cui presenta un affascinante miscuglio di generi architettonici come il romanico, il gotico ed il barocco. Gli interni della basilica sono abbelliti da quadri, affreschi e statue di grande pregio ed infatti è uno dei luoghi di culto e artistici più ricchi e più visitati di tutta la bella Umbria.

Agli inizi del Seicento vengono commissionati una serie di importanti dipinti al pittore Antonio Vassilacchi. Vassilacchi è nato a Milos, in Grecia, nel 1556 e si è trasferito da piccolo con la famiglia a Venezia. Nella città lagunare è andato a bottega dal Veronese, seguendo la corrente artistica del Tintoretto e diventando un pittore molto apprezzato, anche se verrà sempre chiamato “Lo straniero” (fora i greci dal Veneto!). Vassilacchi vive una storia personale molto travagliata dal momento che si sposa tre volte e tre volte rimane vedovo e con figli a carico. Comunque. Vassilacchi realizza i lavori che gli erano stati commissionati. Tra questi figura quello che è a tutt’oggi il quadro più grande del mondo, con una superficie di 92 metri quadri. Parliamo del dipinto intitolato “Il trionfo dell’ordine dei benedettini”, perfettamente visibile da chiunque visiti l’interno della basilica. Il quadro rappresenta santi, papi, cardinali, vescovi, abati e fondatori dei vari ordini benedettini, camaldolesi e silvestrini. Al centro di questa folla troviamo San Benedetto da Norcia.  Se lo si osserva da vicino si può ammirarne la cura dei dettagli di ogni singolo personaggio ritratto. Se si osserva da lontano, le singole figure rimpiccioliscono e si uniscono a formare una sola, grande immagine; quella di un volto demoniaco. San Benedetto è il naso, i santi Pietro e Paolo le orecchie e gli anonimi benedettini di spalle formano le zanne.

Sembra che per secoli nessuno se ne sia accorto.
Io lo avevo sentito nominare di sfuggita così ho googolato “diavolo affresco perugia” (perché ne avevo sentito parlare proprio come di un affresco, ma è un dipinto su tela). Ho ottenuto diversi risultati, ma tutti articoli di blog dedicati al paranormale. Ho cliccato sul primo risultato e ho letto la storia del dipinto, senza cenni alla basilica o al nome del pittore. Però l’autore del pezzo diceva che è difficile reperire notizie in rete, persino tramite wikipedia. Così sono tornata indietro è ho visto che in effetti (al quarto o quinto posto) c’era anche la pagina wiki relativa alla basilica. Apro e leggo tutta la storia della basilica di San Pietro a Perugia; il dipinto più grande del mondo viene citato (senza foto) en passant insieme alle altre opere del Vassilacchi, il cui nome è blu. Clicco e leggo la storia del pittore greco-veneto, che ho condiviso con voi. Anche qui il quadro viene citato insieme alle altre opere da lui realizzate, ma il titolo non è in blu e non compare una foto.
Io non credo nel soprannaturale e non sono una gomblottara, ma il silenzio che circonda il quadro più grande del mondo che mette in mostra (non nasconde, come altre opere, ma lo mette ben in evidenza) un volto maligno mi fa pensare che qualcuno non vuole che se ne parli.

Dite: perché non rimuoverlo e amen? Perché se si dovessero rimuovere tutte le opere che nascondono messaggi contro la dottrina della Chiesa si svuoterebbero le chiese ed i musei! Osservate sempre con attenzione!

– Monia Guredda –

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