Programmi di cucina: passione o moda furba?

2In principio era Wilma De Angelis. Poi, la crisi.
Le persone fanno mille lavoretti diversi per mettere insieme uno stipendio decente. Non c’è più tempo per cucinare; via con i 4 salti in padella. Però prolificano i programmi di cucina.
Per carità, qualcuno li seguirà con interesse mentre si impegna a riprodurre i manicaretti proposti sullo schermo, ma molte persone sintonizzate su La Prova del Cuoco intanto preparano pasta burro & parmigiano e buttano due sofficini in padella. Perché?

La crisi. Mancano i soldi ed aumentano i negozi ed i siti per le scommesse ed il gioco d’azzardo. So che c’è una logica dietro, ma mi sfugge. Una logica contorta. Personalmente, prima della morte di mia nonna Gina, non avevo mai mangiato cibo precotto, non credevo nemmeno che esistesse. Poi mi son dovuta arrangiare: ogni tanto cucino, ogni tanto salto in padella, ma non seguo mai i programmi di ricette in tv. Sono troppi, mi deprimono. Alcuni propongono ricette per cui ci vorrebbe lo staff di Ratatouille e uno stipendio intero, solo per una cena; altri ricette semplici ed economiche, ma grazie, quelle le conosco! Mica mi vorrete insegnare a fare la frittata di pasta: io son mezza napoletana!

2Come mai, quindi, ogni canale ha almeno un programma di cucina? Alcuni sono addirittura reality, talent o comunque vengano definiti quelli in cui un gruppo di aspiranti cuochi si batte per la vittoria, giudicati da snobbissimi chef che li umiliano e li insultano – che poi però fanno la pubblicità ai cibi precotti e alle patatine in busta. Comunque, tornando alla domanda, la risposta è sfaccettata: in primo luogo, questo genere di programmi costa poco (a meno che non preveda come ospite il già citato chef) e poi… attirano. Non c’è niente da fare, la gente li guarda, o almeno si sintonizza, mentre magari fa altre cose. Le persone scommettono e giocano al lotto, alle slot machines e ai gratta & vinci, sperando nel colpo di fortuna che cambia la vita, e probabilmente guardano i programmi di cucina con la stessa speranza di veder materializzarsi per magia nella loro cucina quei manicaretti, senza costi e senza fatica.

Io cuocio sempre più riso del dovuto quando faccio i risotti, così il giorno dopo ci faccio i supplì. E aggiungo più pasta, per poterne fare poi una bella frittata. Ricette della nonna, mica di quella milionaria della Clerici! Buon appetito!

– Monia Guredda – 

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