I Principi nella Torre di Paul Delaroche

Qualche settimana fa, cari lettori, ho deciso di analizzare con voi il meraviglioso quadro dal titolo “L’Esecuzione di Lady Jane Grey nella Torre di Londra nell’anno 1554” del pittore Paul Delaroche. Vi confesso che non conoscevo questo straordinario artista e grazie alla delicatezza di questo dipinto, facendo ricerche e sbirciando qua e là nel magico mondo del web, ho scoperto la peculiarità di questo pittore: quella di riportare su tela avvenimenti storici che, superficialmente, consideriamo minori. Sempre spulciando ho scoperto un altro suo quadro che segue le stesse caratteristiche: sto parlando del dipinto dal titolo I Principi nella Torre.

L’opera è conservata al Musée du Louvre di Parigi alla sala 76 del Salon Denon. Il dipinto, olio su tela, è caratterizzato dalle notevoli dimensioni (1.81 m x 2.15 m) e dai due protagonisti che rappresentano una scena piena di terrore e di solitudine. L’ambiente circostante è spoglio, la luce velata e la sensazione di freddo, che regalano i colori, contribuiscono a rendere evidente il senso di abbandono di questi due piccoli protagonisti. I fratelli sono sul letto e leggono, o per lo meno tentano di leggere, un libro quando un rumore, forse nato dai passi del loro carnefice che si avvicina alla loro stanza, li distoglie dalla lettura. Il pittore sottolinea, con maestria, la differente reazione dei due principi: il primo a sinistra, Riccardo di York, è visibilmente terrorizzato e cerca conforto nell’abbraccio di suo fratello, Edoardo V. Quest’ultimo, invece, rivolge lo sguardo verso lo spettatore. Edoardo, anche se sembra guardare un punto indefinito nel vuoto, ha un sguardo consapevole, rappresenta, quasi, lo sguardo di un uomo maturo che ha ormai ben chiaro il destino che lo attende. Nella tela è presente anche un cane, posto ai piedi del letto. Il piccolo animale simboleggia la fedeltà: lui è l’unico essere vivente a cui sta ancora a cuore la sorte dei piccoli principi, ed è evidente la posizione di difesa assunta, dal fedele animale, a causa del rumore appena sentito dalle tre anime rinchiuse nella Torre.

Una rilettura del tema dei fratellini rinchiusi nella Torre la si deve al pittore brasiliano Pedro  Américo che con il suo “Os filhos de Eduardo IV da Inglatera” sottolinea, mentre i bambini sono abbandonati al sonno, il loro futuro sospeso tra la vita e la morte. Nel 1878, dopo Delaroche, anche Sir John Everett Millais rappresenta su tela i due fratellini all’inizio della loro prigionia. Anche in quest’opera  si percepisce un senso di vuoto e di grande solitudine. Tuttavia anche se Millais cerca di riproporre lo sguardo perso, alla ricerca di un qualcosa o di qualcuno che possa aiutarli, non raggiunge la profondità e il senso di cieco terrore che si percepisce, chiaramente, nel dipinto di Delaroche. Ma cosa è successo a questi bambini, a questi piccoli principi, da ispirare questi grandi autori? I principi nella Torre sono Edoardo V d’Inghilterra e suo fratello Riccardo di Shrewsbury,  figli di Edoardo IV d’Inghilterra e della regina Elizabeth Woodville, ancora oggi considerata una delle regine d’Inghilterra più odiate. Alla morte del re, Riccardo di Gloucester, loro zio e capo del consiglio di Reggenza in qualità di Lord Protettore, elimina i loro parenti materni: lo zio sir Anthony e il fratellastro lord Grey, e riesce a costringere alla fuga la loro madre e le sue figlie. Riccardo convince i piccoli principi a dover alloggiare, per preservare la loro incolumità, nella Torre di Londra in attesa dell’incoronazione che possa ufficializzare l’ascesa al trono di Edoardo V. I bambini vengono rinchiusi nella Torre di Londra verso la fine del mese di maggio dell’anno 1483. Quelle stesse porte non si sono mai più riaperte per rendere la libertà ai due piccoli principi prigionieri. Il 9 luglio dello stesso anno, Riccardo di Gloucester riesce a far approvare dal Parlamento inglese un atto, passato alla storia col nome di Titulus Regius, che dichiara il matrimonio di Edoardo IV illegittimo, e quindi illegittimi anche i suoi figli. A seguito di tale atto Riccardo sale al trono con il nome di Riccardo III. Degli sfortunati principi non si sentì più parlare.

Ufficialmente si ignorano la data e la causa della loro morte ma, quasi certamente, sono assassinati durante la loro permanenza tra le mura della fredda Torre. Nel 1674 alcuni operai, intenti al lavoro di ristrutturazione della Torre, scoprono una scatola di legno con dentro due piccoli scheletri umani proprio nei dintorni del luogo in cui si è sempre creduto che fossero sepolti gli sfortunati principi. In quello stesso anno Carlo II d’Inghilterra, fermamente convinto che fossero i resti dei due bambini, decide di trasferirli nell’abbazia di Westminster.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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