Pretty Little Liars in 10 pillole trash

In attesa che cominci la sesta stagione, ho colto l’occasione per riassumere Pretty Little Liars in 10 pillole trash: la serie prodotta da I. Marlene King e basata sui romanzi di Sara Shepard sa alternare momenti di noia a puntate epiche (solitamente omaggi ad Alfred Hitchcock), ma non rinuncia mai a donarci quel trash che neanche Once Upon A Time, per quanto si impegni, riesce a darci.

10) I poliziotti di Rosewood sono sempre corrotti.

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 E se non lo sono si comportano come imbecilli (ringraziamo Caleb per aver espresso il parere di tutti).

Wilden e l’abuso di potere, Garrett e le prove nascoste, Holbrook e la relazione con Alison… Quando Toby è entrato nella polizia, ci aspettavamo che desse una mano alle Liars, ma anteporrà il dovere all’amore per Spencer, nonostante mettere al sicuro la sua ragazza fosse il motivo per cui ha frequentato quell’accademia di cui parla tanto.

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 9) Se sei attratta dalle donne, Emily diventerà la tua ragazza.

Che Emily sia un gran bel “bocconcino” è innegabile, ma non riesco più a star dietro alle mille donne che si prendono una cotta per lei: Alison, Maya, Samara, Paige, la cuoca dell’improbabile locale di Ezra (professore, libraio e presto barista, dopo che il proprietario del Brew si è rivelato un pedofilo)… Nel primo episodio dedicato a Halloween, perfino Jenna le rivolge uno sguardo carico di significati!
E quelle poche donne appena giunte in città che non hanno avuto una relazione amorosa con lei? Hanno ripiegato su Jenna. E, immancabilmente, nuotano negli Sharks.

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 8) Muori solo quando cadi dal letto.

 I personaggi di Pretty Little Liars sono duri a morire, e lo dimostra bene Alison; d’altronde, non vediamo quasi mai il momento del loro omicidio e ormai siamo pronti ad aspettarci di tutto. Come CeCe Drake che, dopo un volo di cinque metri, scompare dalla vista delle Liars con la stessa velocità della rigenerazione di Matt Smith in Peter Capaldi. Quando Shana cadrà dal palco di un teatro (altezza trenta centimetri), morirà invece all’istante.

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7) Mona nei panni di Alison.

 

Con mio enorme gaudio, la morte di Mona non era reale: nell’ultima puntata andata in onda si scopre che la ragazza è ancora in vita, rinchiusa in un bunker e trasformata dal suo aguzzino in… Alison. Stessi vestiti, stessi capelli, che hanno ben poco di naturale; di fronte all’ennesima avversità, Mona sa come reagire, interpretando alla perfezione il ruolo di Ali per compiacere A.
Lo ammetto, se non fosse stato per le evidenti differenze fisiche fra le due, la componente trash avrebbe qui lasciato spazio a un bellissimo colpo di scena (non per originalità, ma per la felicità di rivedere Mona in azione).

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6) Emily e Hanna ad Amici.

 Hanna ha bisogno di soldi per potersi iscrivere al college, così Emily decide di aiutarla a diventare una Velina per un concorso che ha un premio decisamente sostanzioso. E viene dato il via a scene fin troppo lunghe di cui la quinta stagione avrebbe potuto fare a meno. A esse aggiungo l’episodio in stile country con relative danze. Sto sperando vivamente in una puntata musical.

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5) Lo stile di Aria.

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Potevamo scordare gli splendidi outfit di Aria? Ciondoli di ragni grossi quanto una mela, orecchini a forma di forchette, scarpe gialle come un elenco del telefono… Lo stile di Aria è talmente imbarazzante da mettere in secondo piano gli abiti che ha scelto senza lanciarsi a occhi chiusi nell’armadio.
Leopardato e zebrato insieme? Gonne lucide e camice da vecchia duchessa? Direi che Piper ha ragione a non fidarsi del suo gusto.

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4) Ancora Mona, ma nei panni di Loredana Bertè.

D’accordo, Janel Parrish è una bravissima attrice, è giusto darle ruoli da psicopatica/reginetta della scuola/studentessa modello, ma c’è davvero bisogno di giocare anche col suo abbigliamento, nonostante la presenza di Aria nel cast?
Nell’episodio natalizio della quinta stagione, il fantasma di Mona perseguita Alison, facendole perfino rivivere il passato, nell’ennesima citazione del Canto di Natale. Nulla di male, se non fosse per la sua acconciatura e l’improbabile abito che indossa.

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3) L’episodio in bianco e nero.

 Non se ne sentiva il bisogno (come per mille altre cose), ma qualunque idea venga in mente agli sceneggiatori viene prontamente realizzata, e di questo sono molto grata. Spencer è sotto l’effetto di pillole, per questo si immagina di trovarsi al centro di un film noir in bianco e nero, con un Ezra cattivo (ma loro non ne sapevano ancora niente) e un’Alison rediviva. Lo ripeto: attendo la puntata musical.

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2) La Grunwald “percepisce” Alison in pericolo.

Pretty Little Liars è sempre stata in grado di mettere agitazione e paura negli spettatori, dando una spiegazione logica per ogni scena; tuttavia, dall’ingresso di Carla Grunwald nello show, le cose sono cambiate (e fortunatamente ridotte al suo ruolo). La donna è una sensitiva da cui Alison, sapendosi in pericolo, si era recata ed è grazie a lei che si salverà quando verrà sepolta viva: la Grunwald l’aveva sentita soffrire, così è corsa in suo aiuto e ha afferrato la mano che era emersa dal terreno.
C’è bisogno di aggiungere altro?

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1) Ravenswood.

 In cima alla classifica del trash non poteva che esserci lo spin-off di Pretty Little Liars, ambientato nel paesino in cui abita la Grunwald e dove Ezra ha il suo covo. Sembrava una buona idea, all’inizio: Caleb era uno dei personaggi più amati, le componenti horror della serie originale avevano successo… Ma inserire il soprannaturale cosa comporta? Che a qualche kilometro di distanza da Rosewood ci sono fantasmi e maledizioni. “It’s complicated” continua a ripetere Caleb quando cerca di lasciare Hanna per un fantasma, e credo che la traduzione letterale sia “È una cagata.”
Lo spin-off ha avuto successo? Basti dire che uno dei pesci d’aprile di quest’anno parlava del suo rinnovo.
Fortunatamente la serie è stata invece cancellata al termine della prima stagione e Caleb è tornato a Rosewood a fuffeggiare con la sua amata Hanna.

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Spero che Pretty Little Liars ci proponga nuove scene trash nella sesta stagione, ma anche una risposta a tutte le domande che ci assillano dal pilot, sebbene puntata dopo puntata gli interrogativi e i misteri da risolvere aumentino a vista d’occhio, tra omicidi, sparizioni e stalker. Ringrazio Shana per aver espresso in poche parole quel che volevo dire.

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– Sara Carucci –

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