Popcorn letterario – I romanzi di Fabio Andruccioli

Bentornati, Fedeli Lettori e benvenuti al nostro Popcorn Letterario. Quest’oggi ospitiamo nel nostro salotto letterario un giovane autore contemporaneo, che ha già al suo attivo diversi romanzi e racconti pubblicati con noti editori che lavorano nell’ambito del genere fantasy – horror – fantascienza come Lethal Books, Delos Digital, Italian Sword & Sorcery. Vi presento Fabio Andruccioli, nato a Pesaro nel 1985, e vorace lettore tanto di romanzi quanto di fumetti.

Fabio si laurea in Comunicazione e Pubblicità e lavora nel settore del web marketing, ma una volta tolti i panni di cittadino modello indossa quelli dello scrittore e del musicista! Oggi parleremo dell’Andruccioli scrittore presentandovi tre sue creature letterarie che ho avuto il piacere e l’onore di leggere in queste giornate invernali. Apriamo le danze con Il cacciatore di Incubi, edito da Delos.

Parte col botto, ve lo dico. Il prologo ti cattura e ti strascina per i piedi come farebbe un serial killer con la bionda di turno in un teen horror. Poi vi ritrovate a Pesaro. Diciamo che si rimane un attimo spiazzati dalla scelta delle location, inizialmente, ma poi ci si rende conto che funzionano alla perfezione. Intanto perché l’autore è di lì e la cosa migliore è sempre scrivere di ciò che si conosce, e poi perché ehi, X Files in salsa marchigiana funziona davvero. Dico X Files perché il protagonista, Andrea, è un agente di un’organizzazione che opera in segreto sotto la direzione del Ministero degli Interni. Questo gruppo si occupa di occultare notizie e persone riguardo una questione delicata: l’esistenza di altri mondi e, di conseguenza, di altre creature. Alcune persone dotate di particolari sensibilità possono percepire messaggi dall’Altrove e questo può condurle alla follia. Tra coloro i quali accettano questo dono c’è gente che decide di usarlo per portare il nostro mondo nel caos e chi invece come Andrea usa i suoi incubi premonitori per combattere le creature lovecraftiane che tentano di passare attraverso i portali e soprattutto gli umani che le evocano. Al fianco di Andrea la bella e coraggiosa Giulia, amici, colleghi, doppiogiochisti. La storia si divide in 4 capitoli autoconclusivi ma che vanno letti di seguito a formare il puzzle completo. Il finale aperto è intrigante.

Veniamo alle note dolenti. Trovo l’idea originale e ben pensata, ma per quanto mi riguarda l’intero volume risente di una sorta di fretta, una sensazione di non detto, non approfondito, che non sono mai riuscita a togliermi di dosso. Il protagonista, Andrea, ha un dono particolare ed un passato misterioso, ma nessuno di questi due fondamentali elementi viene adeguatamente descritto ed approfondito. Lo stesso si può dire per l’idea del reparto segreto del Ministero degli Interni che si occupa di monitorare eventi sovrannaturali, fornire a stampa e cittadini scuse plausibili per eventi inspiegabili e far sparire in vari modi testimoni scomodi. Per non parlare della Setta dedita all’apertura di un varco con gli altri mondi e all’assoggettamento del’umanità per mezzo di creature mostruose. Sono tutte idee geniali e sfiziose a cui non è stato dato sufficiente respiro. L’azione serrata può essere un ottimo mezzo per mantenere alta l’attenzione del lettore, ma durante la corsa bisogna fermarsi ogni tanto a riprendere fiato, per ammirare il panorama e rendersi conto della strada già fatta e di quella ancora da percorrere.

Proseguiamo il viaggio con I racconti della stua, edito da Lethal BooksDelizioso. Inizio subito con il dirvi che questo volumetto di 160 pagine è proprio il regalo adatto da fare durante le festività invernali (sono appena passate, ma non è mai troppo presto per organizzarsi). I ragazzini lo adoreranno, ma anche gli adulti, ai quali evocherà immagini di antichi natali, con la famiglia riunita a giocare e i racconti di nonna. I racconti della stua, ovvero della stanza riscaldata nella quale appunto si riunivano le famiglie trentine durante i lunghi inverni montani. Per passare il tempo gli anziani raccontavano le leggende ai ragazzi, che ascoltavano rapiti storie di bregostane, vivane, orchi e valorosi guerrieri, fedeli lupi-cani e mostri lovecraftiani sul fondo di cristallini laghi di montagna. Racconti sull’eterna lotta tra la luce e il buio, l’amore e l’odio, la morte e la rinascita, il peccato ed il riscatto. Quindici capitoli attraverso cui si dipana la storia del misterioso viandante, Zan, che chiede ospitalità per la notte e che il vecchio Vic invita ad entrare, a scaldarsi intorno al fuoco e a raccontare, soprattutto ai bambini, cosa si cela là fuori, tra le ombre della notte ed il freddo dell’inverno… 

Il nostro viaggio si conclude (per il momento) con Rus’, edito da Italian Sword & Sorcery (vedi articolo), volume impreziosito dall’introduzione curata dal presidente, Francesco La Manno, e da un approfondimento curato da Lorenzo Pennacchi. La favolosa copertina è invece stata realizzata dal talentuoso Andrea Piparo.

Dieci racconti che si snodano nelle zone più impervie della Russia e della mente umana, tra nuovi culti imposti (il Cristianesimo) e antiche, potenti credenze pagane che pretendono il rispetto a loro dovuto. Dieci racconti autoconclusivi ma legati tra loro da diversi fili rossi, non ultimo quello rappresentato dalla potenza della donna. Potenza generatrice e distruttrice, potenza che protegge e che punisce, che versa sangue per il bene della comunità, che risorge in forme tanto mostruose quanto conturbanti per vendicare gli orrori subiti in vita. Il tutto su un livello superiore ma nascosto rispetto a quello in cui operano gli uomini, che si limitano a lottare sul piano fisico per beni terreni, uomini che sono anche a conoscenza dell’esistenza di un piano più alto, ma che non hanno la forza di guardarlo in faccia e di affrontarlo. Uomini che periranno di fronte a potenze che si rifiutano di comprendere e che li fagociteranno. Imperi sorgono e periscono, mentre le forze che sottendono alla Natura e alla nostra vita ci osservano, a volte con orrore e disprezzo, a volte, quando siamo fortunati, con materna indulgenza.

Il nostro incontro con Fabio Andruccioli si conclude qui, per il momento. Nella speranza di aver stuzzicato la vostra curiosità vi auguro sempre e comunque

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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