Popcorn Letterario – Liberi tutti di Irene Drago

Bentornati, Fedeli Lettori! Siamo lieti di potervi ospitare di nuovo nel salotto letterario di YouPopcorn. Questa settimana abbiamo il piacere di fare la conoscenza di una giovane autrice che però ha già al suo attivo numerose pubblicazioni con alcuni prestigiosi editori. Vi presento Irene Drago, genovese, classe 1990. Irene è un medico che però da anni dedica il proprio tempo libero alla sua passione per la scrittura, sbocciata durante l’adolescenza. I suoi primi racconti vengono però pubblicati sotto lo pseudonimo di Oskar Felix Drago; solo in seguito Irene inizierà a firmare i propri lavori con il suo nome. Come già accennato, Il/la Drago ha firmato racconti e saggi per diversi editori, tra i quali: La Ponga Edizioni, Altrimedia Edizioni, Delos Digital, Kipple Officina Libraria e Watson Edizioni, Cordero Editore, Delmiglio Editore, Liberodiscrivere, Edizioni Tabula Fati, Edizioni della Sera. Un carnet notevole, considerata la giovane età e l’impegno nella professione medica.

Quest’oggi vogliamo puntare i riflettori su  un racconto edito da Delos e intitolato “Liberi tutti”. Come di consueto, iniziamo con la scheda tecnica.

SCHEDA TECNICA
TITOLO: Liberi tutti
AUTORE: Irene Drago
EDITORE: Delos Digital
FORMATO: Epub
PREZZO: euro 2,99
GENERE: Fantascienza
COLLANA: Futuro Presente
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

SINOSSI

Vladimir è in prigione da 25 anni. Fuori, per quanto ne sa, continua ad imperversare una guerra civile. Edna si prende cura di lui…

RECENSIONE

“…mentre si parla a voce alta di condivisione, vivere assieme, restare umani. Sono certo che non sia la fame; è la mediocrità, il problema, il loro affannarsi a resistere, come bestie, senza bellezza né aspirazioni”.

Liberi tutti è un racconto lungo che si legge in un paio d’ore. E non solo grazie al ridotto numero di pagine, ma soprattutto perché si fa leggere. Intendo proprio questo, che dopo aver letto la frase d’introduzione devi continuare. E quando alzi la testa è finito. Intendiamoci, non c’è nulla di sconvolgentemente nuovo, non vi sto dicendo questo; vi sto dicendo che l’apparente semplicità del racconto, che mira al cuore delle cose, degli eventi, dei personaggi, vi trascina nel vivo dell’azione e vi costringe a seguire il percorso di Vladimir, detto Vlad, detenuto in una prigione ultratecnologica da ben 25 anni. Dire “vi trascina nel vivo dell’azione” è in effetti un paradosso, considerato il fatto che nel primo capitolo l’azione è assente; Vlad sopravvive da 25 anni in uno spazio ristretto, facendo le stesse identiche cose nello stesso identico ordine. I suoi compagni di prigionia sono morti uno alla volta sino a quando, due anni fa, Vlad si è trovato solo. Ma non completamente. Con lui c’è Edna, il cervellone tentacolare che gestisce prigione e prigionieri, regolando luci, aria, cibo, scandendo i tempi e gli impegni e cercando anche di fare conversazione. La risposta femminile ad Hal 9000, più materna, ancor più inquietante nella sua totale assenza di malvagità. Ma giro giro tondo io giro intorno al mondo… il mondo gira, la guerra finisce e Edna apre le porte della prigione. Vlad è libero. Dopo 25 anni! Non ricorda quasi nulla della sua vita precedente, della vita in generale, della musica… quanto gli è mancata la musica! Edna non la riteneva indispensabile alla sopravvivenza e non ne somministrava dosi ai prigionieri. Ora Vlad è fuori dalla prigione, ma può essere considerata la sua vera libertà? Il mondo di fuori è distrutto, in preda al caos. Passano i giorni e Vlad si rende conto di essere spaventato da quella totale assenza di ordine e di logica, nonché di vita; nessun essere umano, pochi animali, pochi alberi, un robot nanny… Poi eccoli, i sopravvissuti! Ora finalmente può avere inizio un nuovo capitolo, del libro e della vita di Vlad. Che ovviamente non vi svelerò, perché voglio lasciarvi il piacere di leggerlo. Durante un viaggio in treno o sdraiati sul divano verrete comunque catturati dalla scrittura limpida e ricca di richiami di Irene Drago, uno stile semplice ma accattivante, levigato ma non piatto che vi trasporterà, pur se per un breve viaggio, in un mondo altro, ma che ricorda così tanto il nostro.

Nella speranza di avervi incuriosito a puntino vi saluto, anticipandovi che la prossima settimana ospiteremo un altro racconto lungo della talentuosa Irene Drago.

Per oggi, come di consueto, vi saluto augurandovi

Buona lettura!

– Monia Guredda –

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