Popcorn Letterario – Intervista a Marco Palumbo

Eccoci in una edizione speciale di Popcorn Letterario. Abbiamo già parlato del suo romanzo Kairos Il Divino – Viscere. Oggi, invece, ne parleremo insieme all’autore, con una piccola intervista a Marco Palumbo.

MG: Cominciamo col fare la conoscenza dell’autore nostro ospite. Marco, vuoi raccontarci qualcosa di te?

MP: Ciao a YouPopcorn e grazie per questa intervista! Mi chiamo Marco Palumbo, ho 40 anni, mi sono diplomato in grafica pubblicitaria e ho conseguito una laurea in Storia dell’Arte. fin da piccolo sono appassionato di mitologia, una materia che poi mi è stata molto utile nel mio percorso di studi. In più amo molto la cultura classica e la filosofia antica.

MG: Quali autori ti fanno compagnia, di solito?

MP: Gli autori antichi che prediligo sono Omero, Platone, Senofonte, Ovidio, Lucrezio, Cicerone, Plutarco, Dante, Boccaccio… tra i contemporanei invece amo Tolkien, Howard e Martin.

MG: Ritieni che ti abbiano influenzato?

MP: Sicuramente, ma sono stato influenzato anche dal cinema, da quei film che mi hanno fatto crescere in un mondo ancor più immaginifico. Trovare sul grande schermo alcuni eroi della Mitologia che comunque sulle pagine dei libri avevi sognato e visto con gli occhi della mente era davvero una scoperta… a volte soddisfacente, a volte deludente…

MG: Quando hai iniziato a scrivere?

MP: Dopo aver conseguito la laurea. L’approccio alla Storia, all’Arte, alla Mitologia e alla Filosofia sono divenute composizioni in forma saggistica per alcune riviste di settore. Ma solo da pochi anni ho iniziato a scrivere una saga dal sapore epico…

MG: E arriviamo a Kairos! Hai già tutta la saga in mente?

MP: Sì, ho tutta la saga in mente, con possibili spin-off che potrebbero parlare di alcuni personaggi più importanti

MG: A quale capitolo stai lavorando?

MP: Attualmente sto lavorando al secondo libro. Ma ho già finito il terzo e iniziato il quarto.

MG: Come e quando sei entrato in contatto con Mazzafirra Editrice?

MP: Nell’agosto del 2018. È una giovane casa editrice che pubblica prevalentemente storia dell’arte. mi hanno dato molta libertà e fiducia. Conoscevo i loro lavori e sapevo che erano disposti a pubblicare anche romanzi e narrativa.

MG: Parliamo della fase creativa vera e propria. Qual è stata la scintilla? Quando è stato il momento in cui ti sei detto “Voglio scrivere questa storia!”?

MP: La scintilla è nata a più riprese, come l’acciaio battuto sull’incudine. E ogni volta quelle scintille mi dicevano “scrivi”. È stato un percorso lungo. Scrissi due pagine che ancora conservo come monito affinchè possa dirmi “ecco, così non va bene”. Ho buttato al macero molte pagine. Poi una sera, saranno state le 21, ho iniziato a scrivere di getto come se fossi stato posseduto.

MG: Una volta avuta la visione d’insieme come hai proceduto nel lavoro? Per creare lo scenario, i personaggi…

MP: La visione è sempre la stessa: la fine del romanzo e come far sì che tutti i capitoli e le sottotrame arrivino a quell’ultima pagina. Tutte le situazioni che ho riportato nel mio libro e tutte le scene sono state meditate molto per quanto riguarda la composizione. Altre invece sono uscite spontaneamente come tratte dal cappello. Tenendo presente l’ispirazione, in seguito le ho modellate nella composizione della saga. I personaggi sono nati prevalentemente nei dialoghi che in testa già mi ronzavano. Sono numerosi poiché ho pensato ad un romanzo polifonico. Molte voci, con molti suoni.

MG: Hai voluto fondere diverse culture e far convivere tra loro diversi Miti, come quelli greci e quelli giapponesi. Quali letture ti hanno ispirato in questo senso?

MP: Le letture che hanno direttamente influenzato la trama sono i Classici. E ovviamente il mio interesse per la Mitologia e le altre culture. L’unica figura che è emersa dall’immenso pantheon di divinità è stata quella bistrattata di Kairos, di cui solo Omero e pochi altri parlano. Kairos non è un dio avvenente o importante come Chronos, il dio del tempo, ma aveva per me un significato  molto più fondante di tutti gli altri messi insieme. Se neanche Zeus poteva afferrarlo o stringerlo tra le mani… ho immaginato cosa sarebbe accaduto se tale potere fosse finito sulla terra e se un uomo ne fosse divenuto il possessore…

Quest’ultima frase, ci da l’aggancio per consigliarvi di leggere l’articolo in cui parliamo del libro.
E a risentirci presto.

– Monia Guredda –

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