Popcorn Letterario – Dimmi chi sono di Elena Brusco

Dopo aver intervistato l’autrice la settimana scorsa, eccoci oggi a parlare di Dimmi chi sono di Elena Brusco.

SCHEDA TECNICA
TITOLO Dimmi chi sono
AUTORE Erica Brusco
EDITORE Leucoteca
FORMATO Cartaceo, 190 pagine

SINOSSI

Nicolas è un diciottenne che vive una vita apparentemente perfetta, attorniato da una famiglia che lo ama. Fin da piccolo, però, si è sempre sentito diverso dai compagni e ad oggi non ha ancora una meta precisa per il futuro. Tutto cambia quando incontra Aurora, bella e sicura. L’intera vita del ragazzo cambia quando una sera viene a conoscenza di una terribile e sconvolgente verità sulle sue origini. Privo di identità e senza radici, Nicolas si troverà ad affrontare i fantasmi del passato partecipando ad una missione a Londra per fermare un medico senza scrupoli che ha architettato un abominevole progetto su di lui fin dalla sua nascita. Riuscirà a salvare Aurora rapita dal medico. Sarà in grado di mettere da parte la rabbia e riprendere in mano le redini della propria vita?

RECENSIONE

Nella sinossi che potete trovare su Google Books vi è narrata quasi tutta la storia, compresi alcuni colpi di scena.

Ma andiamo con ordine.

Come anticipato dall’autrice durante l’intervista, “Dimmi chi sono” è una storia per ragazzi che presenta diverse storie d’amore. Il libro, infatti, ne presenta molte, sia tra adulti che tra giovani, come quella che sboccia tra i diciottenni Aurora e Nicolas. Ma non è solo un libro che parla di sentimenti: ci sono svariati colpi di scena all’interno della storia, che passano dal rapimento, all’omicidio, ad uno scienziato pazzo ed al salvataggio del mondo.

In questo libro, troviamo esperimenti genetici, una cospirazione, uomini in stile Men in Black, identità fasulle, organizzazioni segrete e tanto altro, condito, però, da personaggi comuni, apparentemente normali.

Il romanzo presenta diversi filoni, che più che intrecciarsi vengono fatti collimare, come pezzi di puzzle simili ma non combacianti. Forse ogni filone avrebbe potuto svilupparsi in un romanzo a se stante; invece tutto è stato fuso insieme in un unicum che funziona poco, poiché molti spunti vengono lasciati senza uno sviluppo a discapito di un intreccio che non lega le idee una all’altra.

Abbiamo la madre di Aurora, insegnante precaria, ma piena di passioni e ideali. Il padre di Aurora è desaparecido e il ruolo di figura paterna è svolto dal miglior amico di Micaela, innamorato di lei fin dal liceo. Senza che lei sospetti nulla. Quando dopo vent’anni lui esplode e confessa, anche lei si scopre innamorata. Micaela poi entra in classe dove fa un discorso lunghissimo sull’importanza di seguire i propri sogni, essere se stessi e non stare sempre attaccati al telefono. Questa pare essere la morale del libro, soprattutto perché, invece di essere un messaggio da scovare tra le righe, viene ripetuto da vari personaggi, in modo ripetitivo, che può risultare anche fastidioso.

Molte le domande che affollano la mente del lettore.

  • Come hanno fatto i genitori di Nicolas a ricostruirsi la stessa identità lavorativa, solo con nomi diversi? E ora che son saltati gli altarini non incorreranno in nessuna sanzione per aver rapito un bambino e aver simulato la propria morte? Nel finale pare non vi siano conseguenze.
  • Nelle prime pagine vengono nominate una zia materna (incinta) e una nonna di Nicolas. Poi puff, sparite. Non se ne fa più alcuna menzione, come non fossero mai esistite.
  • Perché viene usato un gergo molto erudito per tutti i personaggi, che parlano in tal modo anche nelle vicissitudini mondane?
  • Perché il narratore onnisciente spiega sin da subito ogni singolo particolare dei personaggi, senza lasciarci nulla da scoprire su di essi?

Come avrete intuito dai dubbi esposti, l’intreccio è piuttosto confuso, in quanto molti elementi non vengono spiegati. Anche le scelte prese e ripercorse dai personaggi sembrano essere dettati più dall’impulso o dal caso, piuttosto che da una decisione ben ponderata, arrivando, a volte, a percorsi meno coerenti con i personaggi a favore della trama.

Inoltre, si vogliono far notare i numerosi refusi e gli errori nella costruzione di alcuni periodi, che sembrano sfuggiti all’Editing. Spiace davvero non poter parlar bene del lavoro di una coetanea, di una donna che sicuramente si impegna molto nello svolgere il mestiere di insegnante e che dedica tanto tempo alla lettura e alla scrittura. Ma purtroppo non posso esimermi dal far notare che, se si vuole proseguire su questa impervia strada, il lavoro da svolgere è difficile, impegnativo e richiede uno sforzo costante, tanto da parte dell’autore quanto da parte delle case editrici, che davvero non possono pretendere di mandare in stampa un libro senza prima averlo letto accuratamente, corretto e rielaborato in costante collaborazione con  lo scrittore

Per oggi vi saluto qui!

Vi aspetto nel nostro salotto per il prossimo Popcorn letterario!

Come di consueto vi auguro

Buona lettura!

– Monia Guredda –

 

 

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