PopCorn-Art – Davide Vendetta

Per il mese #savetheart, abbiamo deciso di ricorrere a questi articoli per aiutare artisti di vario genere, emergenti e non. Oggi parliamo di un poli artista: fumettista, sceneggiatore di fumetti e scrittore. Non tutti lo conosceranno, ma io ho avuto il piacere di conoscerlo grazie a questo nostro spazio: Davide Vendetta.

1) Iniziamo a parlare di D-Istruttori. Si tratta di un manga tra l’utopico-distopico in cui gli studenti devono sopravvivere ai professori, si può trovare su Astromica un sito dove si possono trovare fumetti gratis. Come nasce l’idea? E quando avremo il piacere di leggerne il secondo capitolo?

D-Istruttori nasce dall’idea di proporre un mondo dove c’è una pseudo dittatura in cui, invece di portare il popolo all’ignoranza, come accade nella realtà e in opere come 1984, lo stato obbliga le persone ad acculturarsi per farli essere più responsabile e produttivi apprezzando meglio anche la vita, questo però va a discapito del sentimento di umanità, visto che i non-diplomati vengono trattati come oggetti e non come persone. Questo crea una situazione di superiorità e rispetto verso i “più grandi” ma in particolare verso i diplomati. In ciò si racchiude un discorso complesso che riguarda la fraternità che si crea tra persone simili spronando a collaborare, che potremmo paragonare al patriottismo, essere compaesani, avere la stessa età o persino fan di stesse serie tv o manga, in poche parole cose in comune che creano un forte legame basato sul fatto di condividere qualcosa che altri non hanno. Inoltre il razzismo tra gli adulti non è presente perché quel disprezzo, spesso usato per sfogo, viene indirizzato ai non-diplomati, e questo razzismo viene anche ben accolto perché è pubblicamente accettato maltrattare gli ignoranti. Creandosi in questo modo anche una sorta di gavetta imparziale (come nel lavoro in cui i più giovani vengono trattati da servi, senza però raccomandazioni poiché “tutti i non-diplomati fanno ugualmente schifo”). Questa idea, di insegnanti che uccidono alunni, è anche frutto di un’educazione che segue lo stile dei “vecchi tempi” quando in Italia gli insegnanti picchiavano i nostri nonni e bisnonni per educarli. Prendendo di esempio questa “educazione ai vecchi tempi” ho pensato di trasporla in uno stile futuristico ed esagerato in cui non solo gli insegnanti possono uccidere gli alunni, ma hanno perfino dei superpoteri. Inoltre la società cerca di seguire quella corrente di pensiero per cui “gli stupidi dovrebbero morire” frase che si sente spesso, specie in merito a risse tra giovani, politica o momenti comuni (come quando per strada accade di vedere chi spacca bottiglie e fa casino). Un dei temi dell’opera, oltre a mostrare una realtà dove educazione e cultura sono quotidiane, è cercare di trattare temi di cui ognuno può dare una propria visione, gradendo e criticando, anche in confronto alla realtà. In più lo scenario viene caratterizzato con altri modelli a cui molti non sono abituati. Oggi vengono visti come “fichi” chi ha i soldi, chi è cafone, chi mostra nudità invece di qualità, chi veste con marca e ciò non è dato solo dalle persone ma dai media che mettono sotto una bella luce tanti atteggiamenti che poi a convenienza loro stessi criminalizzano. Il secondo capitolo uscirà il 20/11/20 in cui faremo conoscenza dei personaggi principali e del loro temibile Istruttore.

2) Parliamo invece del tuo progetto di Facebook, No-Hero: da cosa hai tratto ispirazione?

No-Hero è uno dei lavori a cui ho tenuto di più e per me è stato di ispirazione My hero academia, uno dei manga che ho maggiormente amato non solo per la storia, ma per la bravura dell’autore nel raccontarlo con coerenza e senza classici cliché visti e rivisti nei battle shonen di quando eravamo piccoli. Durante una comunione stavo riflettendo a My hero academia e come era interessante un mondo dove tutti, o quasi, hanno dei poteri, e pensavo che se dovevo sceglierne uno avrei scelto telecinesi, sebbene anche il fuoco mi sia sempre piaciuto. Continuando a vagare tra un pensiero e l’altro mi veniva in mente come sarebbe stata la mia vita con un potere come il fuoco, sicuramente difficile da gestire. Inoltre, con la giornata di sole, mi veniva in mente che probabilmente avrei preso fuoco quel giorno, e se prendevo fuoco quel giorno, chissà quante volte sarebbe accaduto, ritrovandomi ogni volta nudo e imbarazzato. Insomma qualcosa che a prima vista è spettacolare per poi rivelarsi una fregatura, e subito si è accesa la scintilla di questa storia in cui contrariamente da MHA il protagonista ha un potere, molto potente, ma che gli rovina la vita portandolo al disprezzo. Ho cominciato così a disegnare questa storia, nel primo capitolo mettendo i disagi del protagonista comicizzando la sua disperata quotidianità rendendolo anche lamentoso di questo suo potere-rovina, proseguendo poi con il secondo capitolo dove c’è un improvviso cambio analizzando il mondo in cui lui vive, tra stati pro e contro le “doti” (il nome usato per i poteri) accennando anche a come tutto sia iniziato. Nel terzo invece si conclude questa finestra sul mondo dando inizio alla storia vera, in cui il protagonista dovrà imparare a controllare il suo potere, ma non per diventare come gli eroi che lui disprezza ma per passare la vita in pace senza rischi di ferire le persone attorno lui. Il suo obiettivo sarà ottenere la “carta di idoneità delle doti” grado verde.

3) A parte i progetti, chi è Davide Vendetta e chi sogna di diventare?

Davide Vendetta è un ragazzo, forse pazzo, con la passione per scrivere. Mi è sempre piaciuto inventare storie: da piccolo creavo le mie idee di sequel sui videogiochi che mi piacevano. Con il tempo ci ho rinunciato, riprendendo dopo questa passione vedendo serie che, provocandomi emozioni come curiosità, felicità o stupore, mi hanno spinto a provare a creare a mia volta storie che sprigionassero questi sentimenti in chi le leggesse. Ho capito che questo è ciò che voglio fare nella vita, anche se non mi porterà alla ricchezza che comunemente si desidera, già riuscire a vivere facendo quello che mi piace per me sarebbe una vittoria personale sufficiente a sentirmi realizzato, e penso che questo è quello che ognuno di noi dovrebbe cercare: una realizzazione che non dipende dagli altri, ma da qualcosa di personale che ci renda felici. Io sogno di diventare e vivere come fumettista.

4) Sulla tua pagina Facebook si possono trovare anche dei racconti. Vuoi consigliarne uno? E perché?

Consiglierei Sagome cioccolatee: è una racconto breve e semplice, ma con un suo perché. Solitamente non amo le storie brevi, specie se brevissime, ma in questo caso con poche pagine ho scritto qualcosa di cui ero fiero e soprattutto apprezzato dai lettori nonostante i pochi elementi, apparendo anche su una raccolta di Letteraturahorror.

Per chi ama i saggi invece consiglio Ultraviolenza (cambiato poi in Oltreviolenza), un saggio che menziona un nuovo genere letterario, che esiste già, ma che nessuno ha mai menzionato e che io definisco genere rosso, riguardante l’Oltreviolenza. Non è solo uno stile letterario, ma una corrente di pensiero che va contro il politicamente corretto e ogni forma di oppressione come la censura. Esistono già molte opere Oltreviolenza come V per vendetta, Fight club. Queste opere si distinguono per particolari criteri, che leggerete meglio nell’articolo, uno dei quali è il combattere non contro un singolo nemico o boss ma contro un intero sistema intenzionato a condizionare le vite di alcune o tutte le persone, una ricerca non a bottini o amore ma alla conquista della libertà.

5) Da chi trai ispirazione? Chi sono i tuoi idoli? (Sia narrativi, che fumettistici, ovviamente).

Il primo autore ad introdurmi nel fantastico è stato Lovecraft, per me è stato l’inizio proseguendo poi con Poe, Matheson e King. Riguardo il fumetto avevo fatto qualcosa per poi abbandonarlo, l’ho ripreso solo in seguito ispirato da ONE l’autore di One punch man, lui mi ha dimostrato che anche senza talento nel disegno con una buona storia potevo fare qualcosa di interessante. Quindi mi sono cimentato nel fumetto con i miei pessimi aborzetti (aborti-bozzetti) cercando di entrare in questo mondo, come si può vedere nelle opere Frammenti di cuore e Nohero su Vendettafantasy. Altri fumettisti che mi hanno ispirato sono Horikoshi (mha), Hiramoto (ps), Araki (jojo) e molti altri. Mi piacciono molti autori di entrambi i campi: mi servirebbe la lista di babbo natale per scriverli tutti.

– Giorgio Correnti –

 

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