Pittrici nella storia: esempi di tenacia e grande talento

1In un’epoca di soli uomini dove qualsiasi mestiere, arte o dialogo era sottoposto al loro giudizio, alcune donne, in questo caso nella pittura, si sono distinte catturando la scena, gridando al mondo il loro genio attraverso una tela ed un pennello. Tra queste pittrici vogliamo ricordare Levina Teerlinc, minatrice e ritrattista fiamminga che, lavorando presso i regnanti della corte dei Tudor (Edoardo VI, Maria Tudor, meglio nota come “Maria la sanguinaria” ed Elisabetta I), riuscì ad affermarsi al punto da guadagnare cifre superiori rispetto ai suoi colleghi uomini dell’epoca.

Considerata invece la prima esponente Rinascimentale italiana è Sofonisba Anguissola: nata a Cremona nel 1535, riceve formazione presso la bottega di Bernardino Campi. Michelangelo stesso la apostrofò con l’appellativo di “pittrice talentuosa”. Fu il padre della giovane a scrivere al famoso pittore, inviandogli i disegni della figlia e fra questi da sottolineare la presenza di Fanciullo morso da un granchio, nel quale l’artista cremonese poco più che ventenne aveva rappresentato l’espressione del dolore infantile con un’invenzione che piacque molto al grande artista fiorentino. Invece fa il suo ingresso nella corte Papale, nel 1603, Lavinia Fontana per intercessione del Papa Gregorio XIII, che, acquisendo una fama senza precedenti, viene apostrofata come “la Pontificia pittrice”: un risultato davvero notevole, se consideriamo l’epoca. Rimanendo sempre nella capitale non si può non nominare una “femminista” della pittura, Artemisia Gentileschi, donna forte e tenace, che non è stata spezzata dai pregiudizi degli uomini: la talentuosa artista, infatti, fu vittima di stupro appena diciottenne e ciò influì molto sulla sua immagine in quel tempo. Pensate che la ragazza venne obbligata a testimoniare contro il suo aggressore, Agostino Tassi, contro la sua volontà: accettò di farlo dopo una tortura molto dolorosa e deleteria, soprattutto per una pittrice, che consisteva nello schiacciamento dei pollici. La donna è stata una delle più grandi esponenti della scuola Caravaggesca, portando nelle sue opere il suo grido di dolore per il suo orgoglio calpestato e per la sua vita travagliata.

2Un caso di grande di precocità artistica è invece quello di Elisabetta Sirani, considerata già a diciassette anni un “maestro”, insegnando nella sua “Scuola d’arte per fanciulle”. Affermatasi nelle maggiori corti europee per i dipinti espressivi e luminosi, morì solo dieci anni dopo il proprio esordio nell’arte, forse avvelenata per mano della gelosia e dell’invidia. Sembra infatti che tra le sue discepole una in particolare, Ginevra Cantofoli, possa aver provocato questo decesso, anche se nei secoli vennero accusati anche il padre – anch’esso artista, forse invidioso del successo della figlia – e una domestica. Parlando del Settecento italiano, vediamo invece dominare le femminili pennellate di Rosalba Carriera, pittrice veneziana accolta sia nell’Accademia di Bologna che nel “Accadémie Royal de Peinture et sculture” di Parigi. Distintasi nell’arte della ritrattistica, è riuscita a catturare e a trasmettere con i suoi ritratti la psicologia dei modelli da lei rappresentati. Ottenne riconoscimenti in tutta Europa, al punto che a commissionarle ritratti, oltre che principi e principesse, vi fu persino il re di Francia Luigi XV. Tra le sue opere più significative ricordiamo l’ultimo autoritatto, del 1746, dove viene rappresentato dall’artista una se stessa con un volto molto invecchiato e impassibile, triste e duro, ad indicare il proprio stato d’animo dopo gli esiti negativi di un’operazione alla cornea che la portarono alla cecità totale. Morì nel 1757.

Queste sono solo alcune delle donne che si sono distinte nella storia, portando nuova vita nella pittura; vogliamo ricordarle con orgoglio perché, seppur sconosciute alla massa, hanno lasciato un messaggio – che non andrebbe mai dimenticato – di tenacia e di indipendenza contro un mondo che voleva respingere la loro arte, ma non c’è riuscito.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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