Patrimonio artistico: la ricchezza semi-sconosciuta

1Iniziamo dai dati positivi: il 75% del patrimonio artistico mondiale si trova in Italia. Il 75% del patrimonio artistico italiano si trova a Roma. In pratica viviamo nell’ombelico del mondo della cultura. Ma a quanto pare ce ne frega poco. A noi in quanto italiani, cittadini ed istituzioni.

Giri e vedi monumenti umiliati dai soliti graffitari senza arte né parte, ma provvisti evidentemente di tanto, troppo, tempo libero. Esci e vedi musei semi vuoti, tranne nei giorni in cui si entra gratis; allora vedi delle file apocalittiche. Come quando al supermercato c’è l’offerta sui formaggini, vai lì 2 ore dopo e lo scaffale dei formaggini è vuoto come una città fantasma del far-west. Fatemi capire: vi piacciono o non vi piacciono i formaggini? E i musei? O basta che una cosa sia gratis e vi tuffate senza pensiero? È anche vero che i musei italiani sono i più cari d’Europa. Continuo a domandarmi come mai. È risaputo che i musei vengano finanziati anche tramite il gioco del lotto. E basta entrare in un qualsiasi bar, a qualsiasi ora, per vedere decine e decine di persone ansiose di buttare i propri (magari pochi) soldi con le diverse varianti di questo gioco. Quindi in pratica l’ingresso al Vittoriano (il più caro) me lo pagano i giocatori. Ma evidentemente poi non è proprio così.

2Tornando a noi ed al nostro rapporto con gli straordinari tesori che abbiamo la fortuna di poter ammirare ogni volta che vogliamo; perché non riusciamo ad apprezzarli abbastanza? Forse proprio perché ci siamo abituati e non li “vediamo” più? In parte è vero, ma è altrettanto vero che anche diversi turisti non si rendono conto del valore di ciò che a volte rovinano o distruggono. E questa è IGNORANZA pura e semplice, nel senso che intendevano Aldo, Giovanni e Giacomo: ignorante in quanto ignora… e imbecille perché imbelle.

Ignorano (italiani e stranieri) che quella statua, quel palazzo storico, quel museo, sono scrigni della memoria. Non c’è futuro senza storia e molti di noi non hanno seguito abbastanza attentamente la lezione e ignorano il valore ed il dovere della memoria. Le persone che si permettono di far del male ad un’opera d’arte mi fanno pena, poiché è evidente il vuoto della loro mente. Ma ovviamente mi fanno anche rabbia. E mi fanno rabbia le istituzioni che permettono simili scempi, non controllando adeguatamente i nostri tesori e non punendo severamente chi si permette simili atti.

Ma quali sono, secondo la legge, i doveri delle Istituzioni nei confronti del patrimonio artistico?

D.Lgs 112/1998, art. 148 (ora abrogato dal Codice)

3– Tutela:ogni attività diretta a riconoscere, conservare e proteggere i beni culturali e
ambientali
– Gestione: ogni attività diretta, mediante l’organizzazione di risorse umane e
materiali ad assicurare la fruizione dei beni culturali e ambientali, concorrendo al
perseguimento delle finalità di tutela e valorizzazione
– Valorizzazione: ogni attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e
conservazione dei beni culturali e ambientali ed a incrementarne la fruizione
– Promozione: ogni attività diretta a suscitare e sostenere le attività culturali

Quindi: Tutelare + Gestire + Valorizzare + Promuovere.

Poi:

Art. 1 del Codice del 2004:

1. In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e
valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui
all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente
codice.

2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a
preservare la m4emoria della comunità nazionale e del suo territorio e a
promuovere lo sviluppo della cultura.

3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le Province e i Comuni assicurano
e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la
pubblica fruizione e la valorizzazione.

Di nuovo: Tutela + Valorizzazione + Promozione + Conservazione + Pubblica fruizione.

Purtroppo, soprattutto in tempi di crisi economica, i primi fondi a venir tagliati sono sempre quelli dedicati alla cultura. Come se fosse un argomento di serie b. Solo quando ci renderemo conto che l’arte, la cultura, la storia, sono le fondamenta del nostro vivere civile potremo sperare in reale progresso. Sino ad allora resteremo incollati agli schermi dei nostri smartphone, televisori, computer, ecc credendo che questo sia il progresso.

– Monia Guredda –

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