Patrimoni dell’umanità italiani: Villa Adriana di Tivoli

1I criteri indicati dall’Unesco al momento dell’iscrizione di questo sito meraviglioso alla lista dei patrimoni dell’Umanità, tra il 29 novembre e il 4 dicembre 1999, sono stati:

(i) e (iii): Villa Adriana è un capolavoro che in modo unico riunisce le più alte forme di espressione della cultura materiale dell’antico mondo mediterraneo;
(ii): lo studio dei monumenti che compongono Villa Adriana ha giocato un ruolo cruciale nella riscoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del periodo Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato numerosi architetti e progettisti del XIX e XX secolo.

Stiamo parlando di un’antica residenza, voluta – come dice il nome – dall’imperatore Adriano, realizzata sulla base di un edificio preesistente di proprietà della moglie Vibia Sabina, che ne costituì il primo nucleo. La Villa, pur riprendendo il linguaggio e l’iconografia architettonica tradizionali romane, venne progettata in maniera diversa e originale, presentando una struttura basata su una serie di edifici collegati fra loro, ciascuno con una sua precisa funzione. Nella sua dimora, inoltre, l’imperatore volle riprodurre luoghi e monumenti che lo avevano affascinato durante i suoi viaggi. Tra i vari agi presenti in Villa, non posso che citare l’enorme e stupendo giardino, circondando da un porticato con una piscina centrale e i due stabilimenti termali: le Grandi Terme e le Piccole Terme. Queste ultime erano dotate di un frigidarium a cielo aperto e di una sala rotonda con cupola a cassettoni, dove si aprivano cinque grandi finestre. Il tempo ha mantenuto più o meno intatte diverse zone della Villa, tra le quali l’accademia, lo stadio, il palazzo imperiale, la Sala dei filosofi, il Teatro greco e la Piazza d’oro e lo splendido Teatro Marittimo, dove l’imperatore si rifugiava per pensare.

“Fece costruire con eccezionale sfarzo una villa a Tivoli dove erano riprodotti con i loro nomi i luoghi più celebri delle province dell’impero, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo, il Pecile e la valle di Tempe; e per non tralasciare proprio nulla, vi aveva fatto raffigurare anche gli inferi.”
(Historia Augusta, Vita Hadriani, XXVI, 5).

– Lidia Marino – 

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