Patrimoni dell’Umanità italiani: Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica

La Sicilia torna ad essere protagonista nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 2005, dopo tre anni dall’iscrizione delle città di Val di Noto, annettendo un altro prezioso sito, quello di Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica. Lascio la motivazione – come se ce ne fosse bisogno… – alle stesse parole dell’Unesco: “L’area rappresenta un’eccezionale testimonianza dello sviluppo della civilizzazione di oltre 3 millenni senza soluzione di continuità dando testimonianza di uno straordinario livello culturale. L’area urbana di Siracusa antica con i suoi aspetti romani, greci e barocchi raggruppa il più grande esempio di creazioni architettoniche di importanza universale.”

Criteri iscrizione
(ii): i siti e i monumenti di Siracusa-Pantalica formano un “insieme” che costituisce una raccolta unica quale straordinaria testimonianza delle culture del Mediterraneo attraverso i secoli e nello stesso spazio;
(iii): l’insieme Siracusa-Pantalica offre, attraverso la sua straordinaria diversità culturale, una eccezionale testimonianza dello sviluppo della civilizzazione di oltre 3 millenni;
(iv): il gruppo di monumenti e siti archeologici situati a Siracusa, tra il centro di Ortigia e i vestiggi localizzati in tutta la zona urbana, sono il più grande esempio dell’eccezionale creazione architettonica che raggruppa diversi aspetti culturali (Greco, Romano, Barocco);
(vi): l’antica Siracusa era collegata direttamente ad eventi, idee e lavori letterari di eccezionale importanza universale.

Stiamo parlando, del resto, della città che Cicerone definì “la più bella della Magna Grecia”, nonché della patria di Archimede. Insomma, un vero e proprio concentrato di pura cultura ancora oggi percepibile tra le sue strade. Chiamata Siracusa da Sùraka (abbondanza d’acqua), la città fu uno dei principali centri della Magna Grecia, per splendore artistico e per potenza commerciale, e uno dei primi centri di diffusione del Cristianesimo nel medioevo. Il nucleo urbano più antico è situato nella piccola isola di Ortigia, dove si trovano il tempio di Apollo, il più antico della Sicilia, i resti del Tempio di Atena (V° secolo a.C.) e il Tempio di Zeus detto “rui culonne” (due colonne) perché dell’intera costruzione restano in piedi, appunto, solo due colonne. Passando al periodo della dominazione romana, l’edificio più noto è il bellissimo anfiteatro, ma anche il Castello di Maniace, un forte bizantino riconvertito da Federico II di Svevia. Molti resti testimoniano la travagliata storia della Sicilia, dai Bizantini ai Borboni, intervallati dagli arabo-musulmani, i Normanni, Federico II di Hohenstaufen (1197-1250), gli Aragonesi e il Regno delle Due Sicilie. Siracusa offre una precisa testimonianza di tutta questa storia e delle civiltà che l’hanno attraversato nel corso dei secoli.

Non lontano da Siracusa, invece, è situata la necropoli rupestre di Pantalica, che unisce in sé rilevanza ambientale e valore archeologico. Pantalica era un insediamento su un altopiano dei Monti Iblei, dove trovarono rifugio gli abitanti della fascia costiera in fuga per l’arrivo dei Siculi e delle popolazioni italiche nella prima metà del XIII secolo a.C. A questo periodo risalgono le particolari necropoli, costituite da circa 5000 tombe a grotticella scavate nella roccia naturale, e l’Anaktoron (Palazzo del principe), posizionato sulla cima della collina. La località di Pantalica ha dato il nome a un celebre racconto di Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica in cui l’altopiano assumeva il ruolo di metafora del cammino dell’uomo.

– Lidia Marino – 

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