Patrimoni dell’Umanità italiani: Le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia

Bentornati all’appuntamento con la rubrica che analizza i tesori della nostra cultura, resi patrimoni dell’umanità dall’Unesco. Oggi siamo ancora al 2004, anno in cui sono state annesse alla lista le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Luoghi molto vicini a dove abito attualmente, ho avuto la fortuna di visitare entrambi i siti ed è incredibile il fascino che la civiltà di quel popolo così antico riesca ancora ad esercitare, senza dubbio. Per collegarmi al sito ufficiale dell’Unesco, la presentazione delle necropoli inizia proprio parlando degli Etruschi come di una popolazione carica di mistero, capace di attirare la nostra percezione come una delle pagine più complesse del percorso evolutivo del bacino del Mediterraneo. “Popolo fiero e combattente giunse ad altissimi livelli nelle arti e nella struttura sociale. Ebbero una egemonia secolare soprattutto nella bassa Toscana e nel Lazio prima dell’avvento di Roma. Il grande senso di devozione e rispetto per i defunti è testimoniato negli straordinari siti funerari come le Necropoli di Cerveteri e Tarquinia che, con la loro struttura urbanistica e gli affreschi delle camere sepolcrali rappresentano una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca.”

Criteri iscrizione
(i) le Necropoli di Cerveteri e Tarquinia rappresentano un capolavoro del genio creativo dell’uomo: l’estensione delle pitture decorative di Tarquinia è eccezionale sia per le forme che per i contenuti poiché rivelano gli aspetti della vita, della morte e delle credenze religiose degli antichi Etruschi. Cerveteri presenta, nel contesto funerario, le stesse concezioni urbanistiche e architettoniche di una città antica.
(iii) le due Necropoli costituiscono una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, unica tipologia di civilizzazione urbana dell’Italia pre-romana. La descrizione della vita quotidiana, rappresentata sugli affreschi delle tombe, molti dei quali presenti nelle abitazioni etrusche, costituisce una testimonianza unica della scomparsa di questa cultura.
(iv) molte delle tombe di Tarquinia e di Cerveteri rappresentano le tipologie di costruzione che non esistono in nessuna altra forma. I cimiteri, progettati come le città etrusche, sono tra i più antichi della Regione.

Le due necropoli sono tra i primi esempi di nuclei sepolcrali esistenti in Italia. La necropoli della Banditaccia di Cerveteri si è sviluppata dal IX secolo a.C. e fu ampliata a partire dal VII secolo, seguendo un piano urbanistico ben definito. Simile è la storia e lo sviluppo della necropoli dei Monterozzi di Tarquinia. Queste tombe, sia quelle dei nobili che quelli più semplici, sono le uniche straordinarie testimonianze della vita quotidiana, delle cerimonie, della mitologia e delle capacità artistiche del popolo etrusco rimaste fino a noi. Le tombe delle due necropoli hanno caratteristiche molto diverse tra loro in riferimento sia al periodo sia al sistema di sepoltura. Quelle del vasto sito archeologico di Cerveteri sono migliaia. La più famosa è però la Tomba dei Rilievi, che, risalente al IV secolo, comprende 13 nicchie funerarie matrimoniali di stucco dipinto con cuscini rossi, oggetti di uso domestico ed animali, un vero spaccato di vita quotidiana di una agiata famiglia etrusca del IV-III secolo a.C.  La necropoli di Tarquinia è famosa per le sue tombe dipinte, ricavate nella roccia e accessibili da corridoi inclinati o gradini. La Tomba della Caccia e della Pesca, una delle più famose e studiate, è composta da due camere, dove nella prima vi è una rappresentazione di danza dionisiaca in un bosco sacro, mentre nella seconda, si trova una scena di caccia e pesca insieme ai ritratti dei proprietari della tomba.

– Lidia Marino – 

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