Patrimoni dell’umanità italiani: La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto

1Il sito Unesco “La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto” è esito di due successivi riconoscimenti da parte dell’associazione ed è tutt’ora uno di quelli con più monumenti protetti (ben quarantasette), anche se l’intera città è considerata patrimonio dell’umanità. La concentrazione dei lavori di Andrea Palladio nella città di Vicenza, infatti, rivela l’importanza non solo di ogni edificio, ma dell’intero prodotto che ha valorizzato il territorio nel suo complesso. Iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1994, il sito inizialmente comprendeva solo la città di Vicenza, con i suoi ventitré edifici attribuiti a Palladio, così come tre ville extra muros. Ventuno ville situate in diverse province vennero poi incluse nell’estensione del 1996. Fondata nel secondo secolo a.C., Vicenza prosperò sotto il dominio veneziano dai primi del quindicesimo secolo fino alla fine del diciottesimo. L’opera di Andrea Palladio (1508-1580), sulla base di uno studio dettagliato dell’architettura classica romana, dà alla città questo suo aspetto unico, dove il tessuto urbano medievale vede combinato al suo interno lo stile gotico veneto delle strade con il classicismo articolato di Palladio. Il grande architetto ha donato alla città, inoltre, la basilica palladiana, il palazzo Chiericati e il Teatro Olimpico.

Le ville palladiane non erano destinate unicamente allo svago dei proprietari, ma erano prima di tutto dei complessi produttivi: circondate da vaste estensioni di campi coltivati e vigneti, le ville comprendevano magazzini, stalle e depositi pensati appunto per il lavoro agricolo. Solitamente presentano delle ali laterali, chiamate barchesse, destinate ognuno ad un ambiente di lavoro, dividendo lo spazio dal corpo centrale, destinato ai proprietari, da quello dei lavoratori, per non sovrapporre le diverse attività. Tutto ciò le rende ben diverse dalle ville romane o medicee. Le ville non hanno più nulla del castello né sono luoghi di delizie e di spassi, come il Palazzo Te a Mantova: sono ampie case di campagna, con annessi i rustici per la gestione della tenuta; la loro pianta è aperta, sciolta, articolata secondo lo spazio, le pendenze del terreno, le opportunità climatiche; i saloni non sono luoghi di rappresentanza, ma ambienti destinati all’ospitalità, alla vita 2mondana, ai balli, ai concerti”: questa è la descrizione che ne viene fatta da Giulio Carlo Argan nel suo Storia dell’arte italiana.

Quali invece sono stati i criteri d’iscrizione inseriti dall’Unesco? 
(I): Vicenza rappresenta un’opera artistica unica fra le varie realizzazioni di Andrea Palladio, integrata nel contesto storico e partecipe del suo carattere urbano. I complessi architettonici di Palladio nel territorio di Venezia mostrano la singolare impronta che l’artista è stato in grado di lasciare sul territorio vista la relazione formale tra le ville ed il paesaggio veneto, che rivela una qualità unica che gli conferisce un valore universale.
(II): Attraverso la sua architettura la città e le architetture del Palladio sul territorio del Veneto hanno esercitato un’eccezionale influenza sull’architettura, l’urbanistica e un punto di riferimento culturale nella maggior parte dei paesi europei ed in tutto il mondo.

Vi lascio con una curiosità: nella chiesa di Santa Corona è custodita la tomba di Luigi Da Porto, autore della novella Giulietta e Romeo dalla quale Shakespeare trasse ispirazione per il suo celebre dramma.

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– Lidia Marino – 

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