Patrimoni dell’umanità italiani: Il Centro storico di Napoli

1E anche questa settimana proseguiamo il viaggio temporale che ci porta a conoscere i gioielli della nostra cultura, inseriti tra i patrimoni dell’intera umanità dall’Unesco: Il Centro storico di Napoli è entrato nella lista nel 1995, grazie alle sue belle piazze, alle chiese e i monumenti che le impreziosiscono, nonché ai castelli, che rendono il tutto uno splendore per gli occhi e un bene prezioso storico e artistico. Comincio, come sempre, andando a sottolineare i criteri che hanno portato l’associazione a sceglierlo per l’iscrizione:
1. Napoli è una città molto antica, sviluppatasi secondo un percorso storico che l’ha esposta ad una vasta gamma di influenze culturali, che hanno lasciato le loro tracce nella struttura urbanistica della città, nell’architettura e nei monumenti. Allo stesso tempo, Napoli ha esercitato una notevole influenza nel resto d’Europa fin dall’antichità, quando fu uno dei centri più importanti della Magna Grecia e della Repubblica Romana. Il suo ruolo come uno dei centri culturali più influenti nella regione del Mediterraneo fu riconfermato nel Medioevo e ancora dal XVI al XVII secolo, periodo nel quale fu una delle principali capitali europee ed esercitava rilevanti influssi in molti campi della cultura, legati soprattutto all’arte e all’architettura;
2. Il centro storico di Napoli affacciato sulla baia di Napoli è un esempio eccezionale di complesso urbanistico e monumentale che illustra stadi significativi della lunga storia della penisola italiana e del bacino del Mediterraneo. Lo schema urbano dell’antica Neapolis è ancora visibile e costituisce il modulo fondante del tessuto attuale del centro storico di Napoli. Dal Medioevo al XVIII secolo Napoli fu uno dei centri più vivaci dal punto di vista delle produzioni artistiche e architettoniche che si espressero nelle sue antiche fortezze, nei suoi complessi reali, come il Palazzo Reale 2del 1600, e l’insieme delle chiese e palazzi commissionati da nobili famiglie. Questi elementi fornirono un contributo determinante, in particolare, allo sviluppo dell’architettura di interni, della pittura e della scultura.
Il centro storico di Napoli, il più vasto di Europa, raccoglie dunque testimonianze di diversi stili e periodi, dalla fondazione, nell’VIII sec. a.C., della colonia greca Partenope alla successiva dominazione romana, dal periodo Svevo-Normanno al regno angioino, dall’Impero aragonese ai Re di Francia fino ad arrivare a Garibaldi e al Regno d’Italia.

Il centro storico di Napoli è un grande esempio, dunque, dell’evoluzione storico-artistica vissuta dalla città, dal suo primo insediamento greco fino al periodo barocco spagnolo, mostrando i segni al suo interno, in modo incredibilmente affascinante. L’area considerata patrimonio dell’UNESCO è estesa per circa 981 ettari e contiene i seguenti quartieri: Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Chiaia, San Ferdinando, Stella, San Carlo all’Arena, San Lorenzo e Vicarìa e parte delle colline del Vomero e Posillipo. L’inserimento tra i patrimoni dell’Unesco, ha permesso al sito di chiedere dei fondi quando, nel 2012, la regione Campania, il comune e il ministero dei Beni Culturali 3hanno denunciato la necessità di lavori di restauro per i monumenti del centro storico più a rischio.

Sempre per sottolineare ciò che sopravvive dei vari periodi della storia, andiamo ad elencare alcuni esempi: dell’epoca greca delle origini abbiamo i resti delle muraglie difensive dell’are nord-occidentale della città; dell’epoca romana abbiamo cimiteri, reperti vari conservati nei musei e nelle zone archeologiche della città; dopo la caduta dell’Impero Romano abbiamo un inserimento di chiese, tra le quali la Basilica di San Gennaro; del periodo svevo-normanno conserviamo il Castello dell’Ovo, che è oggi sede di esposizioni ed eventi culturali; della successiva dominazione angioina abbiamo gioielli dell’architettura – nello stile gotico-provenzale predominante all’epoca – come la nuova Cattedrale, che conserva la Cappella del tesoro di San Gennaro, le chiese di san Lorenzo Maggiore, san Domenico Maggiore e Santa Chiara e il Castel Nuovo detto anche “il Maschio Angioino”; nel dominio aragonese abbiamo l’innalzamento del Palazzo Reale, abitazione dei Borbone, dei Savoia e grande centro simbolico della città.

Tutto questo, unito alle strade moderne, alla capacità di rendersi attuale rende tale centro un fulcro di storia e bellezza assolutamente da visitare, apprezzare e rispettare.

– Lidia Marino – 

 

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