Patrimoni dell’umanità italiani: I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera

1Un buon lunedì (no, non è un ossimoro) si può augurare in vari modi e uno di certo interessante è parlare di quelli che sono gli orgogli del nostro Bel Paese, no? Ebbene, arriviamo al 1993 con l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco dei Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera, che costituiscono una testimonianza unica dell’attività umana. Come sempre, prima di approfondire la storia e le caratteristiche di tale sito, andiamo a vedere i criteri decretati dall’Unesco che hanno portato a tale inserimento:

(I): I Sassi e il Parco di Matera sono un notevole esempio di insediamento rupestre perfettamente adattato al contesto geomorfologico e all’ecosistema attraverso una continuità di oltre due millenni;
(II): la città e il Parco sono un notevole esempio di complesso architettonico e paesaggistico che illustra un numero significativo di stadi della storia dell’umanità;
(III): la città e il Parco sono un notevole esempio di insediamento umano e di uso del territorio tradizionali che mostrano l’evoluzione di una cultura che ha mantenuto nel tempo relazioni armoniose con l’ambiente naturale.

Si tratta del primo sito iscritto dell’Italia meridionale, al quale poi nel tempo se ne sono aggiunti molti altri. I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. I Sassi sono davvero un paesaggio culturale, per citare la definizione con cui sono stati accolti nel Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il territorio di Matera è talmente suggestivo da essersi meritarsi l’appellativo di “seconda Betlemme”, dato che ha inoltre ispirato nei secoli scrittori, artisti e registi come Mel Gibson, che l’ha scelto per ambientare la sua Passione di Cristo. Tra i vari Sassi abbiamo quello Barisano, che è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono2 il cuore sotterraneo e il Sasso Caveoso, disposto come un anfiteatro romano, con le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il nome dalle cave e dai teatri classici. I Sassi sono dominati dal fascino delle chiese rupestri, caratterizzate da peculiarità differenti: dalla imponenza di San Pietro Barisano alla ricca di iconografie Santa Lucia alle Malve. All’interno del Sasso Caveoso si trovano le chiese di Santa Maria de Idris e San Giovanni, che formano un unico complesso chiesastico. Questo solo per citarne alcune.

Carlo Levi visitò i Sassi in un periodo di grande collasso demografico, iniziato quattro secoli prima. Gli abitanti erano aumentati sempre di più, mentre la pastorizia era in declino, portando la popolazione a vivere in condizioni igieniche e umane estremamente precarie. Lo sfollamento avvenne a partire dal 1952, proprio in seguito all’opera di sensibilizzazione avviata dal libro di Levi, che portò diversi uomini di cultura e del mondo politico a visitare la città; tale operazione fu resa necessaria dalle cattive condizioni di vita in cui versava la popolazione. Lo sfollamento dei Sassi ebbe come conseguenza un notevole sviluppo urbanistico per la città di Matera, portandola allo splendore odierno.

Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante. (Cristo si è fermato a Eboli, Carlo Levi).

– Lidia Marino – 

 

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