Patrimoni dell’Umanità italiani: I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato

“Il sito costituisce una testimonianza unica di una tradizione culturale viva e un esempio eccezionale di rapporto tra l’uomo e la natura per più di due millenni. I filari dei vitigni storicamente coltivati nel territorio, le tipologie di coltura, il ricco sistema dei luoghi produttivi e degli insediamenti tradizionali evidenziano un paesaggio “vivente”, in cui ogni sua evoluzione avviene nel costante rispetto ed equilibrio di tradizione e innovazione. Il paesaggio vitivinicolo di Langhe, Roero e Monferrato è dunque il risultato eccezionale di una “tradizione del vino” che si è trasmessa ed evoluta dall’antichità fino ad oggi, costituendo il centro della vita socio-economica del territorio. La continua ricerca di miglioramento del ciclo produttivo ha portato, e ancora oggi porta, alla produzione di vini di eccellenza e qualità internazionale (quali il Barolo, il Barbaresco, l’Asti Spumante e il Barbera d’Asti), grazie ad un ricco patrimonio di saperi e tecniche, basati sulla profonda conoscenza dei vitigni qui coltivati da secoli (Nebbiolo, Moscato Bianco, Barbera) e della loro capacità di adattamento alle condizioni ambientali.”

Criteri iscrizione:
(iii) i paesaggi culturali vitivinicoli piemontesi offrono una eccezionale testimonianza vivente delle tradizioni di viticoltura e vinificazione che vantano una lunga storia e che sono state continuamente migliorate e adattate fino ad oggi. Essi testimoniano l’esistenza di un contesto sociale, rurale e urbano estremamente inclusivo e di un tessuto economico sostenibile. Essi includono inoltre una armoniosa molteplicità di manufatti che testimoniano la storia e le attività lavorative.
(v) i vigneti delle Langhe-Roero e Monferrato costituiscono un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale. Grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e delle conoscenze sulla viticoltura, è stato realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, adattamento che a sua volta è legato alle competenze sulla vinificazione diventando così un punto di riferimento internazionale. I paesaggi vitivinicoli esprimono anche grandi qualità estetiche, rendendolo un archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo.

La zona classificata dall’Unesco ha un’estensione di oltre 10.000 ettari e comprende numerosi comuni e sei aree: Langa del Barolo, che si estende a sud del Piemonte, dove viene prodotto uno dei migliori vini del mondo, il Barolo; le colline del Barbaresco, che comprendono vigneti prevalentemente coltivati a Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barbaresco; Castello di Grinzane Cavour, famoso, oltre che per il vino anche per il bellissimo castello in cui ogni anno si svolge l’asta per il pregiato tartufo bianco; Canelli, dove si produce il vino spumante aromatico Asti, uno dei vini bianchi italiani più esportati all’estero; il Nizza Monferrato, zona di diffusione e coltivazione del vitigno Barbera; Nizza Monferrato, identificata come la “capitale” del Barbera e il Monferrato degli Infernot, dove sono presenti vecchie cantine profonde diversi metri e scavate direttamente in una particolare roccia simile al tufo (la Pietra da Cantoni).

Questi posti, oltre ad essere suggestivi e senz’altro prolifici per le tasche dei viticoltori italiani, viene scelta dall’Unesco perché testimonia proprio la capacità lavorativa dell’uomo e la tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino.

– Lidia Marino – 

Rispondi