Patrimoni dell’umanità italiani: Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani

L’ultimo patrimonio italiano inserito nella lista nel 2000 è Assisi, città natale di San Francesco e strettamente associata con il lavoro dell’Ordine francescano. Qui sono conservati grandi esempi di arte e architettura medievale, come la Basilica di San Francesco e gli affreschi di Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Giotto.

Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani.
Criteri Iscrizione:

(i): Assisi rappresenta un insieme di capolavori del genio creativo umano come la Basilica di San Francesco, riferimento fondamentale per la storia dell’arte in Europa e nel mondo;
(ii): la diffusione del messaggio artistico e spirituale dell’Ordine Francescano ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo dell’arte e dell’architettura nel mondo;
(iii): Assisi è un esempio unico di continuità di una città santuario nel suo ambiente naturale dalle sue origini umbro-romane e medievali fino ai giorni nostri, rappresentato dal paesaggio culturale, dagli insiemi religiosi, dai sistemi di comunicazione e da un tradizionale uso del territorio;
(iv): la Basilica di San Francesco è un eccezionale esempio di un tipo di complesso architettonico che ha influenzato in maniera significativa lo sviluppo dell’arte e dell’architettura stessa;
(vi): Assisi, luogo di nascita dell’Ordine Francescano, è stata strettamente associata fin dal medioevo al culto e alla diffusione dello stesso movimento francescano nel mondo, trasmettendo un messaggio universale di pace e di tolleranza.

 

Dobbiamo il nome di Assisi (Asisium) al dominio romano iniziato nel 295 a.C. e viene interpretato in due differenti modi: Città del falco, o dell’astore oppure dalla base latina ossa ovvero torrente con ovvio riferimento al fiume Assino. Dopo la caduta dell’ Impero Romano la città divenne un insediamento dei Goti, intorno al 545. Più tardi cadde sotto mano Longobarda. Intorno all’anno 1000 divenne, invece, un comune indipendente e conobbe uno sviluppo straordinario soprattutto grazie ai movimenti monastici (in special modo i Benedettini). Intorno al 1180 nacque San Francesco, di certo l’abitante più famoso di questa città. Nel 1202, durante una guerra con la vicina Perugia, Francesco fu fatto prigioniero e tenuto in carcere per oltre un anno. In seguito si dedicò al servizio di Dio, attraverso l’aiuto nei confronti dei poveri, vivendo egli stesso senza possedimenti, nonostante avesse genitori facoltosi. Francesco venne poi proclamato santo nel 1228, due anni dopo la sua morte, da Papa Gregorio IX. La città, nel frattempo, passò sotto le mani dell’impero, del papato e poi delle signorie, rimanendo un fulcro sempre abbastanza ambito.

La basilica di San Francesco è il luogo che dal 1230 conserva e custodisce le spoglie mortali del santo. Voluta da papa Gregorio IX venne insignita dallo stesso Pontefice del titolo di Caput et Mater dell’Ordine minoritico e contestualmente affidata in perpetuo agli stessi frati. La basilica è formata da due chiese sovrapposte, legate a due diverse fasi costruttive: la prima di derivazione lombarda, la seconda di matrice francese. Straordinario è, in entrambi i casi, l’apparato decorativo interno. La chiesa inferiore fu iniziata sotto la soprintendenza di frate Elia nel luglio del 1228 e i lavori terminarono nel 1230. Alle decorazioni della basilica hanno collaborato i più illustri artisti del tempo, da Giotto a Cimabue a Simone Martini. La parte inferiore ha funzione di luogo sepolcrale, sottolineata anche dalla presenza della cripta. Appare ancora quasi romanica: è priva di elevazione, i pilastri sono bassi e grossi per sostenere il peso della chiesa superiore, ma si può notare l’influsso gotico del periodo di costruzione dal distacco dei costoloni dalle vele, che fa risaltare l’ossatura in maniera più sentita che nel romanico. La chiesa superiore presenta, invece, una facciata semplice a “capanna”. La parte alta è decorata con un rosone centrale, con ai lati i simboli degli Evangelisti in rilievo. La basilica superiore fu poi modello e ispirazione per le chiese francescane costruite in seguito. Di capitale importanza anche gli altri siti francescani che riescono a testimoniare tutt’oggi l’importanza del santo nella vita della sua città: Chiesa Nuova, Oratorio di San Francesco Piccolino, Eremo delle Carceri, Rocca Maggiore, Chiesa di San Damiano, Basilica di Santa Maria degli Angeli e Porziuncola, la Basilica di Santa Chiara e la Piazza del Comune.

– Lidia Marino – 

 

 

 

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