Patrimoni dell’umanità italiani: Area Archeologica di Agrigento

1Arriviamo in Sicilia, rimanendo nell’anno 1997, per parlare più approfonditamente dell’Area Archeologica di Agrigento: fondata nel VI secolo a.C. come colonia greca, Agrigento diventò una delle più importanti città del mondo mediterraneo. Questa sua supremazia è ancora evidente ai nostri occhi grazie alle rovine degli imponenti templi dorici quasi intatti, le agorà, le necropoli pagane e cristiane e la fitta rete di acquedotti sotterranei, che costituiscono la ricchezza di un territorio esteso su circa 1300 ettari, il più grande sito archeologico del mondo.

Criteri d’iscrizione:
(i): rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo;
(ii): mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
(iii): essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
(iv): costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri una o più importanti fasi nella storia umana.

L’espansionismo militare di Akragas (nome greco della nostra moderna Agrigento) ebbe particolare impulso al tempo del tiranno Terone (488-473 a.C.) e della vittoria sui Cartaginesi: i grandi templi, costruiti nel V secolo, testimoniano proprio la prosperità della città. “La Valle dei Templi”, dunque, indica al suo interno dieci templi di ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli, opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei), fortificazioni, parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca, due importanti luoghi di riunione: l’Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio di Zeus Olimpio) e l’Agorà superiore (che si trova all’interno del complesso museale), un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca. Il Tempio di Zeus risulta uno dei più grandi templi greci dell’epoca, mentre il più antico di Agrigento è quello di Eracle; tra tutti, comunque, il Tempio della Concordia è quello giunto al nostro tempo in modo più intatto. Nella ricca zona di necropoli greche, romane e paleocristiane, poco fuori dalla città antica, da annotare la tomba di Terone, così denominata per un errore di attribuzione, che non aveva nulla a che fare con l’antico tiranno ellenico di Akragas.

– Lidia Marino – 

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