Otello al Globe Theatre

1Qualche sera fa ho avuto la fortuna di assistere all‘Otello, mia opera preferita di Shakespeare, al Globe Theatre di Roma. Voglio prima di tutto dedicare qualche riga a chi non è mai entrato in un teatro così bello: è davvero d’effetto, sembra di partecipare a qualcosa di antico, di viaggiare nel tempo e, se il cielo è stellato, diventa ancora più suggestivo. Insomma, non dovreste lasciarvi sfuggire questa occasione, anche perché i biglietti sono davvero incredibilmente economici.

Detto questo, parliamo della rappresentazione in sé: la regia, di Marco Carnitisi è focalizzata moltissimo sul ruolo di Iago, dando molto spazio al suo personaggio, che è senz’altro uno degli antagonisti più affascinanti della letteratura, oltre che uno dei più infami. Interpretato da Gianluigi Fogacci, non si può che inorridire dentro la sua bieca cattiveria e impressionarsi per la capacità di quell’uomo di tessere delle tele molto ben architettato. Il suo odiato Moro è Maurizio Donadoni, dall’imponenza fisica e la voce molte adatte al contesto. Un Cassio, Massimo Nicolini, da sottolineare: un attore che attira l’attenzione.

Devo ammettere che non tutto mi ha convinta: la scenografia, in un teatro del genere, che non prevede grandi espedienti, sarebbe stata meno “fastidiosa” se fissa: un paesaggio, delle sedie, un tavolo, non so… ma qualcosa che non andasse spinto e smontato continuamente degli attori avrebbe senz’altro focalizzato l’attenzione degli spettatori in modo così invadente. Inoltre, lo stile recitativo degli attori non era omogeneo: si passava da un Fogacci confidenziale e quasi amico di tutti i giorni a una Maria Chiara Centorami, Desdemona, che enfatizzava talmente ogni parola e ogni gesto che strideva con il resto. Ho trovato i costumi, invece, molto ben realizzati e in perfetta sintonia con la trama narrata: così anche il trucco e le acconciature.

Un elemento che mi è piaciuto molto è stato l’inizio: con un sopranista di sfondo che canta, vengono presentati gli attori, in vesti moderne, che arrivano a teatro, e si siedano ad un tavolo, come a prepararsi per lo spettacolo. Poi da un telo nero affiora Otello, che viene “sporcato” dalle mani del cast, per poi invece essere abbracciato dalla sua Desdemona. Le introduzioni di questo genere le trovo sempre efficaci: un po’ come l’incipit di Jesus Christ Superstar. Insomma, con le sue ombre e le sue luci, vi consiglio ugualmente di andare a vederlo e poi fatemi sapere!

– Lidia Marino – 

 

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