Oscar 2018 – Miglior attore protagonista: Gary Oldman

Come avevo già scritto per le nominations agli Oscar di quest’anno, se non avesse vinto Gary Oldman questa statuetta avrei preso un volo per Los Angeles solo per andare a prendermela con tutta la giuria dell’Academy. Sia chiaro: so perfettamente che il lavoro svolto in precedenza non viene tenuto in considerazione nell’assegnare gli Oscar, ma nel mio cuore quelle ferite erano ancora aperte e vedere questo grandissimo talento finalmente ringraziare per qualcosa che avrebbe già da tempo dovuto ottenere tanto tempo fa è stato comunque soddisfacente. Il nostro Oldman si porta a casa il titolo di migliore attore per la sua interpretazione magistrale ne L’Ora più Buia, scritto da Anthony McCarten (La Teoria del Tutto), dove veste i panni del celebre stratega e Primo Ministro britannico, Churchill. Una trasformazione incredibile, resa possibile anche dall’ottimo trucco di David Malinowski, Lucy Sibbick e Kazuhiro Tsuji, che ha portato i suoi frutti.

Il film tratta della situazione delicata che vide Churchill venire eletto Primo Ministro d’emergenza il 10 maggio del 1940. In questo clima difficile lo stratega si trova di fronte ad un quesito complesso: negoziare un trattato di pace con Hitler o combattere fino alla fine. Un rischio enorme, che alla fine venne ricompensato, ma che senz’altro può essere inserito nelle “ore più buie” dell’Inghilterra. “Ho sentito l’enorme peso della responsabilità di dar volto a una figura seminale per tutti noi britannici – ha detto Oldman – Per fortuna che la famiglia Churchill ha approvato e abbracciato questo film, compreso il mio ritratto: il pronipote Randolph Churchill mi chiama ‘bisnonno’. Grazie a loro mi sono sentito adeguatamente sicuro”. Del resto, se dovessi scegliere qualcuno per interpretare un mio avo, anche io mi sentirei tranquilla ad affidare il compito a Gary. Ma io sono di parte.

La bellezza di questa interpretazione, comunque, non si limita a mostrare il Churchill forte e scorbutico che abbiamo imparato a vedere sullo schermo, ma bensì un uomo a tutto tondo, con le sue paure e i suoi momenti di sconforto, realizzarti da un’ottima regia, ma soprattutto dalla grande capacità attoriale di uno dei nomi più importanti del cinema degli ultimi anni. Insomma: FINALMENTE!

– Lidia Marino – 

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