Orrore e delirio all’Ikea, 8 letture in cui cercherai sollievo e non lo troverai

La gita all’Ikea ha sostituito per ogni italiano il pranzo della domenica da nonna Rosa. Alcuni animi strenui e stoici sopravvivono con pazienza. Altri si ritrovano improvvisamente invecchiati, con l’ernia e l’ulcera, mentre rimpiangono il male minore: la “parmigiana leggera leggera” della suddetta nonna, preparata con quattro latte d’olio, tocchi di burro a pioggia e una fetta di mortadella perché non si sa mai.

Dopo una domenica all’Ikea, comunque si parta (fidanzati, sposati, felici, amati e amanti, giovani, rampanti), si finisce in cronaca nera. Quei due giovani che partirono per l’Ikea e non finirono in cronaca nera sono tuttora dispersi; c’è chi afferma di aver sentito i loro lamenti nelle notti d’inverno, tra i Varvind e i Druvflader.

1. Parcheggio.

1Si percorre l’intera estensione cercando un posto e sobbalzando a ogni illusione. Poi si fa la questua, elemosinando passo passo un posticino anche piccolo in cui parcheggiare senza nemmeno poter aprire gli sportelli. Al sedicesimo “Scusi, sta uscendo?”, ti fermi dietro alla badante russa di una nonna (forse nonna Rosa) che 72 minuti fa ti ha detto che stava uscendo, ma non riesce a far entrare nel portabagli tutti i Lillangen che ha comprato. Mentre aspetti, ti riduci a leggere le cartacce accumulate sul cruscotto: lo scontrino dell’altro ieri (il quinto cappuccino, nonostante la glicemia) e tutti i fogli di giornale che riesci a resuscitare (giornali usati per tamponare pipì di gatto o pulire cacca di piccione). Ovviamente, le notizie non si concludono, perché hai i pezzi e non il giornale. Un uomo è stato u… Una donna è stata se… Winston Churcill era a… ma soprattutto, Belen Rodriguez ha di nuovo p…

2. Settore camere da letto.

2C’è chi le trova magiche e seducenti, chi considera le camere il luogo in cui sognare futuri migliori, bambini. Per te, i letti sono letti. Possono essere alti o bassi, d’estate togli il piumino, ma stop, finisce lì: letti. Ti arrampichi senza respiro sulla prima libreria che ti capita a tiro (una Nornas) e cominci a sfogliare come un tossico. Le pagine sono bianche, i titoli inventati. Libri finti.

3. Settore soggiorno.

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Segui le frecce verso l’uscita, ma sei solo all’inizio. Il settore Soggiorno è costellato di Besta componibili, di Vittsjo e soprattutto di Kottebo. Hai il primo di quattordici capogiri e cerchi di distrarti con l’ennesima libreria: la Billy Oxberg. Agguanti i volumi e sei così sollevato: sono scritti! Con delle lettere! In Svedese… La prospettiva di dover scegliere quale cesto sia meglio tra Branas e Nasum ti spinge a imparare la lingua. Padroneggi già la grammatica quando è ora di proseguire il giro, verso il…

4. Settore Bagno.

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È forse il momento più duro. Hai sempre guardato con sospetto alla parola “Lavabi”, figurarsi che puoi provare con Ireviken e Odensvik. Il bisogno di leggere qualcosa e fuggire da lì è così grande che ti getti sull’unico testo in italiano, il catalogo Ikea, producendo un circolo vizioso talmente tragico che manco Fantozzi.

5. Settore Camerette.

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Per la settima volta senti la parola Brugola (che, oggettivamente, prima dell’Ikea non esisteva). Ormai non hai più speranze e non resti sconvolto quando, toccando un libro che hai scovato tra gli scaffali, scopri che in realtà è un portaoggetti, portaoggetti per oggetti comprati all’Ikea; e allora giù a comprare karesta, framstalla e fullfolja.

6. Settore “Noi viviamo in 35 metri quadrati”.

6Finalmente trovi qualcosa scritto nella tua lingua, l’antico, dolcissimo italiano. Dodici volumi mastodontici di biografie di Margaret Tatcher. Che tu non l’hai mai sopportata Margaret Tatcher. Che secondo te il film su Margaret Tatcher era brutto nonostante ci fosse Meryl Streep a fare Margaret Tatcher, che c’ha pure vinto l’Oscar, Meryl Streep, col ruolo di Margaret Tatcher, anche se il film era brutto e in realtà lei faceva solo la vecchia. Ma leggi; leggi lo stesso. Mentre tua moglie ha scelto tre diversi copriwater, hai imparato tutto su Margaret Tatcher, un po’ sei Margaret Tatcher. Ti sposti verso il settore Cucina, cotonando i capelli e disprezzando gli operai.

7. Settore Cucina.
7Tu, che ormai porti al petto le spille d’argento di Margaret Tatcher e parli perfettamente in svedese, cominci a sfogliare voluminosi ricettari in cui gli ingredienti, dall’antipasto all’ammazzacaffè, sono immancabilmente aringa, salmone e cannella. Non sei più la persona che è entrata all’Ikea: sei Margaret Tatcher. E cominci a piacerti così.

8. Casse.

8Dopo la metamorfosi, ti pare d’aver raggiunto un equilibrio. Vaghi per gli scaffali, accaparri lampade dalle forme incommentabili; usi le brugole come fossero le tue stesse mani. Hai il carrello talmente carico di Strapats, Fniss e Sortera che quasi potresti costruirci un nuovo stato. Ecco che una signorona coi seni grossi come universi e le labbra coperte di baffi ti supera e ti passa avanti, si mette in fila alla cassa prima di te. E tu risorgi. No, non sei Margaret Tatcher. Butti la spilla d’argento. Tu sei un uomo infuriato, sei un uomo che è stato portato all’Ikea. Di domenica. L’ultima cosa che leggi, quando rinvieni, è l’articolo di cronaca nera sulla strage che hai provocato. Hai provato a strozzare la commessa con la borsa gialla dell’Ikea, che quella non te la puoi portare via: puoi portare via solo la busta blu. Allunghi le mani da dietro le sbarre, chiami il poliziotto e dici: “Scusi, esce?”. “Tranquillo” dice lui “Tranquillo… ora sei al sicuro. È tutto finito… È tutto finito”. E tu sorridi, stai bene.

– Walter Farnetti – 

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