Origine dei nomi di alcune delle band musicali più famose

Sicuramente vi sarà capitato più volte di porvi delle domande circa l’origine dei nomi di alcune delle band musicali più famose, o no? Per esempio: perché gli Abba si chiamino così, perché i Blink 182, perché i The Doors? Ebbene, qui troverete le vostre risposte. Gli ABBA, nonostante fossero in molti a pensare prendessero il nome nome dal termine omonimo ebraico “padre”, in realtà hanno avuto semplicemente l’idea di mettere insieme le iniziali dei nomi dei componenti del gruppo ovvero: Agnetha, Björn, Benny e Anni-Frid. Dobbiamo il nome degli AC/DC alla sorella dei fratelli Young (Angus e Malcolm, i chitarristi – nonché fondatori – del gruppo) che lesse la scritta su un elettrodomestico e la trovò adatta ad esprimere l’elettricità e il dinamismo del gruppo. I BEATLES scelsero un nome che fosse un gioco di parole fra il termine beetles (“coleotteri”) e beat (relativo allo stile musicale). L’associazione in italiano fra il nome dei Beatles e quello degli scarafaggi non è propriamente corretto: il nome comune inglese dello scarafaggio è infatti cockroach. Tornando ai Blink 182, la band cambiò il semplice nome Blink, per evitare problemi legali con un omonimo gruppo irlandese, e aggiunse il 182, che – anche se poi smentirono, parlando di uno scherzo – si trattava del numero di volte in cui la parola “fuck” veniva ripetuta nel film preferito da uno dei membri della band. Ci sono poi i Depeche Mode, i quali componenti, alla ricerca del nome, vennero ispirati da una rivista specializzata in moda francese (“mode depeche” letteralmente “gazzettino di moda”).

I THE DOORS, prendono spunto da una poesia di William Blake che diceva “if the doors of perception are cleansed, everything would appear to man as it truly is, infinite” (se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all’uomo come realmente è: infinita), ma non solo: sembra che anche il libro di Aldous Huxley sulle sue esperienze con la droga, chiamato appunto “The Doors of Perception” (le porte della percezione), abbia giocato un ruolo importante nella scelta definitiva. I Green Day pare debbano il nome di tanto successo ad una frase infelice a loro rivolta in gioventù, quando il preside della scuola che lasciarono li etichettò come perdenti: “It’ll be a green day in hell before you make anything of yourselves” (“Il giorno in cui l’inferno sarà verde voi combinerete qualcosa nella vita”). I l nome dei JAMIROQUAI deriva da un mix tra Jam session e Iroquois, nome di una tribù di indiani americani ai quali Jay Kay (cantante e leader) si sente particolarmente vicino dal punto di vista filosofico. Ci sono poi i Korn che devono il loro nome al Kern County, dove Jonathan Davis (cantante) lavorava come assistente di medico legale (“coroner”). Da qui forse è derivato Corn che viene scritto con la K al posto della C e con la R rovesciata. Il nome Limp Bizkit, invece, fu una decisione di Fred Durst, ispirato dal proprio cane, Biscuit, dall’andatura zoppicante. E Pink Floyd? Deriva dai nomi di 2 bluesman della Georgia, ovvero Pink Anderson e Floyd Council; la band originariamente infatti si considerava una blues band. R.E.M. è invece l’acronimo di “rapid eye movement” ovvero “movimento rapido degli occhi”, ad indicare quella fase del sonno in cui si sogna, sebbene pare che il frontman, Michael Stipe, abbia affermato che il nome non fosse stato scelto per quel motivo. Rolling Stones era il titolo di una canzone blues cantata da Muddy Waters, di cui Keith Richards era un grande fan.

E i gruppi italiani? Anche in questo caso di domande ce ne siamo fatte! Ebbene, sapevate che il primo nome del duo Max Pezzali e Mauro Repetto fosse “I Pop”? Divenne 883, per il nome e la cilindrata del modello di moto della Harley Davidson di cui i due sono grandi appassionati. Il nome del gruppo Baustelle, invece, nasce da una parola tedesca che significa “cantiere”, “lavori in corso”. Sembra sia stato scelto sfogliando un dizionario italiano-tedesco, ma anche per alcune curiose caratteristiche al suo interno: contiene la parola “stelle”, l’ironica onomatopea “bau” ed “elle”, che in francese significa “lei”. Il nome dei Litfiba deriva dall’indirizzo telex della sala prove della band: “L” (prefisso telex), “IT” (Italia), “FI” (Firenze), “BA” (Via de’ Bardi), mentre il Negroamaro è un vitigno della terra d’origine della band omonima, il Salento. E la Premiata Forneria Marconi? Non è altro che il nome di una pasticceria a Brescia situata nei pressi della sala prova della band. Successivamente venne ridotto in PFM perché considerato più internazionale. Concludiamo con i Pooh: sì, il nome deriva proprio dall’orsetto più carino della Disney, che venne proposto dalla segretaria del produttore, e convinse anche i membri del gruppo.

– Lidia Marino – 

Rispondi