Non solo Disney: film d’animazione da amare

1Era il 1933 ed un omino abbastanza anonimo, con i baffetti, si apprestava ad invadere il mondo attraverso i manifesti della sua ideologia: nelle sale esce il primo lungometraggio animato della storia dell’umanità, e da allora il mondo non è più stato lo stesso. Da Biancaneve a Frozen, la Walt Disney ha creato uno stile e, che vi piaccia o meno, ha imposto dei modelli fisici e comportamentali, che negli anni sono cambiati (ma la strada per raggiungere Hayao Miyazaki è lunga…). Negli ultimi vent’anni, però, dopo decenni di dominio indiscusso, la Disney ha visto profilarsi con terrore degli avversari all’orizzonte. E che avversari! Parliamo principalmente della DreamWorks e della Fox, ma anche case di produzione più piccole si sono lanciate in questo sempre più redditizio mercato, creando una sfilza di film d’animazione da amare.

Per fortuna, noi grandicelli, non dobbiamo più vergognarci di comprare biglietti per adulti per andare a vedere un cartoon al cinema, senza nemmeno la copertura di un cuginetto, magari recalcitrante, perché lui voleva andare a vedere Fast & Furious. Anzi, il mondo dei cartoni animati ormai si rivolge più a noi fanciulli cresciuti che ai bambini, mascherando tematiche adulte, profonde e a volte drammatiche dietro qualche faccia simpatica. Siamo nel 1997, e il colosso Fox si lancia nella mischia, proponendo sugli schermi la storia della principessa perduta Anastasia: il successo è globale e 2dura ancora oggi. Gli elementi base ci sono tutti: la bella e coraggiosa principessa, il baldo giovane (con la voce di Fiorello), il cattivone e gli animaletti simpatici; la realizzazione tecnica è ottima, le musiche te le ricordi ancora e così ogni tanto te lo rivedi. Nel 1998 la DreamWorks dice: “E noi chi siamo? I figli dell’oca nera?” E così ci propone il colossal Il principe d’Egitto: disegni ed animazioni eccezionali, colonna sonora epica.

Dal 1996 ad oggi, la Fox ha sfornato altri gioiellini, come I Simpson – The Movie, Epic-Il mondo segreto, Fantastic Mr. Fox, Titan A.E., Snoopy & Friends, ma soprattutto… L’Era Glaciale! Un tipico caso di colpo di fulmine; lo vedi una volta e ti resta per sempre nel cuore. I tre sequel non sono affatto male, anzi, ma il primo è ineguagliabile. La simpatia dei personaggi, le battute memorabili e il livello eccelso del nostro doppiaggio lo rendono un evergreen. Quando i bis bis bis nipoti di Piero Angela (o lui stesso) vorranno studiare la nostra era, si baseranno anche su questi reperti. La DreamWorks invece è stata così generosa da creare per noi: Dragon Trainer, Galline in fuga, Kung fu Panda, Madagascar, Z la Formica, Home, Mostri vs Alieni, La strada per Eldorado, Spirit, Simbad, Shark Tale, La Gang del Bosco, Giù per il tubo, Bee Movie e il purtroppo sottovalutato Megamind (vedetelo!). Personalmente trovo che il loro prodotto migliore sia Le 5 Leggende, una storia incredibile sul potere della mente e dalla forza (o debolezza) che può infonderci, ma il titolo di punta della DreamWorks è sicuramente Shrek. Lo adorate tutti, ammettetelo. Se non lui, Ciuchino e se non Ciuchino, il Gatto con gli Stivali… e se nemmeno il Gatto, allora 3il mio preferitissimo in assoluto: l’Omino Pan di Zenzero! Una storia in cui il principe è un orco, la principessa un’orchessa che rutta e combatte come Bruce Lee, il destriero è un inutile chiacchierone, la fata madrina è una perfida anti-sindacalista e il principe azzurro è… un tipico principe azzurro disneyano anni ’30! Geniale, da vedere e rivedere. Specialmente il secondo capitolo.

Poi, nel 2010, la Universal Studios e la Illumination Entertainment ci propongono una storia che metà di noi adora e l’altra metà odia: Cattivissimo Me!, a cui seguono Cattivissimo Me 2 e l’avventura in solitario de I Minions. I detrattori dicono che praticamente una trama non c’è, i sostenitori (come me) dicono che è vero, ma che non ce ne frega niente, perché ci fa ridere… e non è poco. I cosetti gialli sono adorabili, punto. Cattivissimo Me si scontrò con il geniale Megamind della DreamWorks; ma le risate a uffo battono il cervello. Comunque vanno visti entrambi. Ma anche la Sony Animations (in collaborazione con Warner) ha ottenuto un buon successo con i due capitoli del divertente Hotel Transylvania.

Facciamo un salto in Europa: nel 2003, il regista Sylvain Chomet conquista il Premio Lumiere per il miglior film (e 2 nomination agli Oscar), con l’incantevole Appuntamento a Belleville. Film per palati sopraffini, Belleville si basa sulla tecnica narrativa della pantomima. L’atmosfera e le musiche lo rendono un prodotto d’eccellenza, un cartone non per bambini, ma nemmeno per tutti gli adulti. Chomet torna nel 2010 con L’Illusionista, che gli vale il César come Miglior Film. In questo mio articolo avrei voluto parlarvi di un altro film d’animazione tanto carino quanto misconosciuto, convinta che fosse di una piccola casa di produzione. Invece scopro che è della Disney! Sto parlando de I Robinson – Una famiglia spaziale, una storia piena d’ironia, dolcezza ed intelligenza. Però l’abbiamo vista in 7… mah, misteri della psiche umana. Buona visione!

– Monia Guredda –

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