Non solo classici – L’uomo che ride di Victor Hugo

Ben ritrovato lettore! Da amante dei libri ho voglia di proporti “un’avventura” un po’ diversa dal solito. Generalmente si consigliano i libri che hanno reso immortale uno scrittore, da oggi invece voglio cimentarmi in qualcosa di diverso: voglio provare a consigliarti libri, altrettanto validi, ma che per una serie di motivi sono passati in sordina. Un viaggio tra le parole dei grandi scrittori che chiameremo: “Non solo classici”.

Pronto? Bene, comincia a leggere queste poche parole: “Io sono l’Uomo. Sono lo spaventoso Uomo che Ride. Ride di cosa? Di voi. Di se stesso. Di tutto”

Queste parole appartengono al celebre Victor Hugo e puoi leggerle nel romanzo L’Uomo che ride, pubblicato nel 1869. Sicuramente meno famoso di Notre-Dame de Paris o de I Miserabili, L’uomo che Ride racconta la storia di un giovane uomo costretto a portare sul proprio volto una maschera deformata. La trama è la seguente: durante una violenta tempesta di neve, un bambino, Gwynplaine, viene abbandonato da una banda di comprachicos, banditi dediti al commercio di esseri umani.

Il bambino è deformato da una terribile cicatrice che lo costringe ad un ghigno perenne e che lo trasforma in un fenomeno da baraccone. Durante il suo vagare salva da morte certa una neonata cieca, Dea. I due trovano rifugio presso un filosofo e girovago, Ursus, che vive in cerca di espedienti in giro per l’Inghilterra insieme al suo lupo addomesticato, Homo.Da quel momento vivranno insieme la loro vita, fino a quando il ghigno continuo di Gwynplaine porterà alla luce un segreto che incrinerà il suo destino e quello dei personaggi che lo circondano.

Victor Hugo, in questo romanzo, usa una penna decisamente più intima e viscerale: mette su carta una Inghilterra crudele in cui i poveri sono costantemente maltrattati e muoiono avvolti dall’oscurità. Allo stesso tempo fa conoscere al proprio lettore la storia d’amore tra Gwynplaine e Dea: un amore dolce, quasi innocente che i personaggi vivono nel loro piccolo mondo fatato lontano da occhi indiscreti, occhi che non possono comprendere l’unione di due reietti che vivono ai margini della società. Tuttavia, la missione dello scrittore è un’altra ovvero quella di far comprendere, a chi lo sta leggendo, che ogni uomo indossa una maschera per celare allo spettatore il proprio dolore.

L’uomo altro non è che un freak che decide di deridere un suo simile, un freak esattamente come lui. Non è una lettura facile, non ho alcuna intenzione di prenderti in giro, ma è senza dubbio un viaggio inaspettato nella natura umana e in tutte le sue emozioni. Una full immersion spietata che dimostra come le tenebre dimorano anche nella luce più splendente. Armati di coraggio e di una sana dose di pazienza, non te ne pentirai.

Al prossimo libro!

– Giuseppina Serafina Marzocca –

Rispondi