Non solo classici – Jézabel di Irène Némirovsky

Ben ritrovato lettore! Nel secondo appuntamento della rubrica Non solo classici voglio proporti l’opera di Irène Némirovsky, scrittrice conosciuta al grande pubblico soprattutto per il romanzo Suite française. La scrittrice, francese di origine ebraica (di cui ho parlato un po’ di tempo fa), è anche autrice di un romanzo, che secondo me dovresti conoscere, dal titolo Jézabel.

Il libro racconta la storia di una donna che, seduta in un’aula di tribunale, aspetta di essere giudicata per l’omicidio del suo giovane amante. Gladys Eysenach viene condannata a scontare una pena di soli cinque anni grazie all’attenuante del movente passionale.

Ma è davvero questo il reale motivo dell’omocidio? Una domanda che sorge spontanea  fin dalle prime battute grazie ad una protagonista che supplica i giudici affinchè le infliggano, nel minor tempo possibile, la pena che ritengono più giusta.

È da questo momento che la Némirovsky comincia a scavare nell’animo di Gladys raccontando la vita di una donna ricca, seducente e invidiata. Gladys è una donna che ama essere amata dagli uomini, che vive per sedurre. Ma bada bene lettore, di certo la penna dell’autrice non può limitarsi solo a questo. Non è un caso che il titolo, “Jézabel”, sia un chiaro riferimento all’ultima tragedia di Racine ovvero “Atalia”, che anticipa il punto centrale del romanzo: il rapporto tra un genitore e il proprio figlio. Il romanzo mette in luce l’egoismo, la frivolezza e il mancato rapporto madre e figlia. Gladys ama sua figlia ma la ama come si può amare un bell’accessorio, che serve solo a mettere in risalto i pregi di chi lo indossa. Finché Marie Thérèse rimarrà una bambina Gladys rimarrà giovane per sempre.

Immergiti, lettore, nella vita di un personaggio schiavo di sé stesso, che desidera solo la pace ma che è annientata dall’impossibilità di essere felice.

Buona lettura.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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