Non l’ha detto così – 10 citazioni che ricordiamo errate

Ogni tanto, la memoria collettiva è molto più forte di un messaggio. Pensateci bene: quante volte vi convincete di una cosa e poi non è vera? E quante volte scoprite che quello di cui eravate convinti era condiviso da altri? Non vi è mai capitato? Beh, sono sicuro che ora vi accorgerete che non è così. Perché oggi andiamo a vedere 10 citazioni che ricordiamo errate tutti quanti, 10 frasi che pensiamo siano state dette da qualcuno o che ricordiamo dette in un certo modo, sbagliando. E non solo noi: un errore di dominio pubblico, con riferimenti errati anche in film, serie TV, programmi, libri, eccetera… Ovviamente, non si tratta di errori enormi, ma solo grossolani; sono citazioni che andiamo a ripetere sempre in un modo, che sentiamo ripetere ovunque in quello stesso modo, ma che nel film, serie o libro da cui provengono, venivano detto diversamente. Quali sono queste frasi? Eccole:

1. “Luke, sono tuo padre!” – Star Wars Episodio V – L’Impero colpisce ancorai

Questo è il primo, il più famoso. Quante volte avete condiviso o citato la frase detta da Darth Vader o l’avete sentita citare da altri? Forse è il momento topico di tutta la saga, quel momento che ha fatto esplodere Star Wars, che l’ha reso memorabile. Il cattivo che si scopre padre dell’eroe, un espediente narrativo ormai molto usato, ma all’epoca fu una grande svolta per la serie di film. Darth Vader era in realtà Anakin Skywalker, padre di Luke e amico di quel Ben Kenobi che lo stesso sith sconfigge nel primo film. Questa frase viene citata spesso, anche da chi non ha mai visto nessun film della saga, la troviamo in battute, in frecciatine, in film, serie tv, eccetera… eppure è sbagliata.

Darth Vader, infatti, svela la sua paternità in risposta a Luke. Vader chiede a Luke cosa gli avesse detto Obi Wan sul padre, lui gli risponde che gli ha detto tutto, aggiungendo “Che sei stato tu ad ucciderlo!” ed ecco la frase reale: “No! IO, sono tuo padre!” Vedete? Non solo non dice Luke, ma calca quel “IO”, proprio per dare più forza alla cosa, alla notizia.

2. “Specchio, specchio delle mie brame…” – Biancaneve e i sette nani

Andiamo molto in dietro nel tempo. Siamo nel 1937 ed esce il primo lungometraggio animato della Disney. Un lavoro enorme, per l’epoca. Uno stravolgimento di come verrà visto il cinema in quel momento. Si può fare, si possono creare animazioni a colori di quella grandezza, di quello spessore. Arriviamo, però, alla scena: la matrigna di Biancaneve, forte di poteri inconsueti per una regina e di una malvagità dettata dall’invidia e dalla voglia di essere la più bella, si sporge verso uno specchio magico, capace di darle tutte le risposte che cerca. Si avvicina ed enuncia la frase magica che le svelerà chi è la più bella del reame, iniziando con “Specchio, SERVO delle mie brame…”.

Andiamo, però, a spezzare una lancia in favore dell’errore. Questo errore è completamente italiano, dovuto anche ad una scarsa attenzione non in questo adattamento, ma in quelli di film, serie tv e libri che lo riprendevano. Infatti, la frase originale è “Mirror, Mirror on the wall.” ovvero “Specchio, specchio sul muro.”. Questa frase è stata riportata in tanti libri, serie tv e film usciti successivamente e, in quei casi, fu tradotta sempre con la ripetizione della parola Specchio come in originale, senza mai controllare la citazione del film originale.

3. “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…” – Blade Runner

Arriviamo ad una delle frasi più iconiche del film. Blade Runner, film tratto da un libro Il cacciatore di androidi o anche conosciuto come Ma gli androidi sognano pecore elettriche? fu preso da Ridley Scott che decise di trasportarlo cinematograficamente. Per interpretare Roy Batty fu preso un attore del calibro di Rutger Hauer. Nella scena finale del personaggio, arriva questo lungo monologo, forte ed emozionante. Anche durante le riprese, molti degli operatori che lavoravano nel film piansero e tutti applaudirono Hauer per l’interpretazione. La frase divenne famosa anche per la mancanza di un creatore: Scott e lo sceneggiatore David Peoples dissero che Hauer si inventò tutto, traendo spunto dalle varie versioni che avevano scritto loro, ma aggiungendo molto di suo. L’attore, nella sua autobiografia, disse che recitò semplicemente la frase che ricordava di aver letto tra quelle proposte dal duo Scott/Peoples, ma che aggiunse solo “tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”.

La cosa di cui nessuno parla, è l’errore di citazione. La frase non inizia nemmeno con “ho visto…”, ma è, precisamente “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi”. La frase è toccante, emozionante. Eppure quel “ho visto” ricordato dalla memoria collettiva lo rende quasi troppo arrogante, tant’è che tutt’ora viene spesso usato tra amici, quando uno dice all’altro “No! Davvero hai visto/fatto quella cosa?” e la risposta più utilizzata è proprio “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare!”.

4. “Metti la cera, togli la cera” – Karate Kid

Questa frase è la classica citazione usata per tre diverse occasioni. La prima è quando si sta spiegando un lavoro ripetitivo da fare, simile al mettere la cera e poi toglierla. La seconda occasione è quando si vuole far capire che una cosa può sembrare inutile per lo scopo che si vuole raggiungere, ma che poi darà i suoi frutti (come il mettere e togliere la cera si rivela utile in combattimento). La terza è quando qualcuno sta platealmente pulendo un piano o una macchina e qualcun’altro si avvicina facendo una inutile domanda come “che fai?” quando è chiaro cosa si stia facendo (ma voi siete ironici e ci scherzate su citando il Maestro Miyagi).

Ma pensateci bene: quando avete una cera ed una macchina, voi METTETE la cera o DATE la cera? Sul pavimento di legno, METTETE la cera o DATE la cera? Date, giusto. Infatti il Maestro Miyagi è “DAI la cera, togli la cera”. Dove nasce l’errore? Sembra essere una semplice comparazione sbagliata. La cera si da su pavimenti e macchine, ma la contrapposizione del verbo Togliere è il verbo Mettere, non Dare (per cui avrebbe più senso Prendi come contrario). Così, mentre per la cera ha senso Dare e Togliere, per un lavoro ripetitivo ed apparentemente inutile la nostra mente recepisce meglio la contrapposizione Mettere e Togliere.Perché non Dare e Prendere? Perché dai: che senso avrebbe “prendi la cera”?

5. “Lazzaro, alzati e cammina!” – La Bibbia

Arriviamo sulla narrativa. No, non saremo blasfemi, tranquilli. Parliamo di uno dei miracoli più famosi di Gesù, ovvero quello di Lazzaro. Questo pover’uomo è morto quando Gesù viene preso dalle sorelle e portato al suo capezzale. Qui, il Cristo lo resuscita, esortandolo con la voce, come se parlasse con un uomo assopito, a mala pena addormentato. Ma, mentre tutti pensano che esso dica “Lazzaro, alzati e cammina.”, l’esortazione utilizzata dal figlio di Dio è, in realtà, “Lazzaro, vieni fuori!” (Vangelo secondo Giovanni 11,43).

Ovviamente c’è un motivo di questo errore: nello stesso libro della Bibbia, ovvero nel Vangelo secondo Giovanni (5,8), prima della scena di Lazzaro, Gesù si ritrova davanti ad un uomo malato da trentotto anni e lo guarisce anche qui esortandolo con una frase. Questa è “Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina”. Perché questa confusione? Probabilmente, dicono molti esperti, la scena di Lazzaro è la più famosa e forte (Gesù resuscita per la prima volta un morto), ma la frase “vieni fuori” non rende l’idea del miracolo. Inoltre, le due frasi sono nello stesso Vangelo e non tanto distanti tra loro. Così, ci si ricorda molto della scena di Lazzaro, ci si ricorda molto della frase detta al malato da 38 anni e si fondono entrambe, creando questa citazione errata.

6. “Houston, abbiamo un problema.” – Centro Spaziale NASA

In questo caso, ci troviamo davanti ad una doppia citazione. No, non andate a prendere la scena del film di Apollo 13 dove Tom Hanks interpreta il comandante Lovell e dice questa specifica frase. In questo caso non parliamo di un film, ma della realtà. Ci troviamo sempre nello spazio, ci troviamo sempre nell’Apollo 13, ma in quello vero. La comunicazione viene ascoltata da tutti gli operatori nella centrale spaziale stanziata sulla terra. Dallo spazio, arrivano notizie di alcuni problemi, ma il film riporta ben due errori.

Il primo errore è l’attribuzione. La frase non fu detta da Jim Lovell, personaggio interpretato da Tom Hanks e che dice questa frase, ma dal suo collega Jack Swigert, anche lui nello stesso razzo. Inoltre, la frase reale, che possiamo trovare anche nella cronologia ufficiale dei messaggi, è “Okay, Houston, we’ve had a problem here”, che, tradotto letteralmente, è “Okay Houston, abbiamo avuto un problema qui”.

7. “Elementare, Watson!” – Sherlock Holmes

Forse è una delle frasi più canoniche del personaggio. Forse è una delle citazioni più riconosciute a livello mondiale. Sherlock Holmes che spiega a Watson una cosa che può sembrare ardita o geniale, difficile da pensare, eppure per il detective è una cosa talmente banale da essere “elementare”. Una frase che mostra la superiorità deduttiva del detective, la sua estrema intelligenza ed arguzia e quanto per lui tali cose vengano facilmente. Eppure, la frase è sbagliata.

In realtà, non è sbagliata la parola, ma il modo in cui la ricordiamo. Tutto proviene da una scena: dopo una lunga ed elaborata spiegazione di una deduzione di Holmes, Watson risponde con un sarcastico “Semplice”, ma il detective risponde “Elementare”. Questo scambio di battute si trova ne Il caso dell’uomo deforme. Come mai l’apparizione di quel Watson dopo la parola Elementare? Nasce dalle prime citazioni, quelle a voce. Lettori di diverso calibro, citavano quell’Elementare quando volevano apparire intelligenti, ma è difficile capire una citazione da una parola. Ecco che si aggiunse il Watson per far capire chi parlava. Lo scambio era tra Watson e Holmes: citando Watson, si capiva la rapida citazione a Sherlock Holmes. Andando avanti nel tempo, la citazione divenne più conosciuta delle storie. In fondo, la figura di Holmes aleggia nell’immaginario collettivo, ma in pochi hanno letto almeno un libro di cui è protagonista.

8. “Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse” – Benjamin Franklin

Questa citazione, non solo è errata, ma è anche sbagliata l’attribuzione. Benjamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti d’America, aveva forse altre cose a cui pensare, tra una nazione da formare e comandare. La frase vera fu tratta da The Cobler of Preston, una farsa scritta nel 1716 da un attore poco noto, chiamato Christopher Bullock.

Nella realtà, la frase originale è “(…) è impossibile essere sicuri di qualcosa se non della morte e delle tasse (…)”. Ovviamente il senso è lo stesso, ma fu estrapolata come concetto di vita, dove nulla è certo al cento per cento, a parte la morte e le tasse… anche se quest’ultime possono essere evase, come la storia ci insegna.

9. “Escono dalle fottute pareti” – Aliens – Scontro finale

Spietati alieni, creature pericolose dello spazio. Parliamo del film del 1986, il secondo film della serie su una interminabile lista di film su alien che va sempre più crescendo. Una frase detta da Hudson, interpretata da Bill Paxton, che abbiamo sentito milioni di volte e citato altrettante milioni di volte… sbagliato.

La frase giusta è “Vengono fuori dalle fottute pareti”. In realtà è la stessa cosa: “vengono fuori” ed “escono” sono la stessa cosa. Da dove viene l’errore? Dall’utilizzo più consueto di “uscire” al posto di “venire fuori”. Nel linguaggio comune, “venire fuori” è usato poco, mentre il verbo “uscire” è di uso comune, quindi più facile anche da ricordare in questa citazione. Ma perché, allora, fu usato “vengono fuori” invece di “escono”? Per un fatto di tempistiche di doppiaggio. Infatti, per la scelta della frase da adattare nel doppiaggio, bisogna far riferimento anche al numero di sillabe e di movimenti labiali fatte dall’attore, per scegliere la frase più adatta. La frase originale è “They’re coming outta the goddamn walls” ed usare “escono” voleva dire avere meno sillabe di quante ne faceva l’attore sullo schermo.

10. “Non ti curar di loro, ma guarda e passa” – Divina Commedia

Per l’ultima citazione, scomodiamo addirittura Dante, il sommo poeta. La frase viene detta da Virgilio quando, insieme a Dante, nel Canto III dell’Inferno, si avvicina agli ignavi. Alighieri, infatti, non ha mai nascosto la pessima opinione che aveva verso coloro che, per viltà, non si sono mai schierati, a differenza sua, esule per colpa di ideologie politiche. Pone, quindi, questi vili nell’antinferno e mostra tutto il suo sdegno con questa frase, dicendo, però

“Fama di loro il mondo essere non lassa / misericordia e giustizia li sdegna / NON RAGIONIAM di lor, ma guarda e passa”

Lo sdegno di Dante viene dal non voler perdere tempo a ragionare su questi vili. La frase è diventata un modo di dire comune proprio sul non perdere tempo a parlare o pensare di alcune persone e andare avanti. Eppure, la storpiatura in “NON TI CURAR di loro” ha una radice molto profonda, nonostante non sia mai detta dal sommo poeta. Forse questo errore è dovuto ad una maggiore influenza del “curar” rispetto al “ragioniam”: in fondo, il detto viene usato anche verso persone di cui non solo di solito parliamo, ma col quale abbiamo a che fare. Ma sono solo opinioni: la storpiatura, che a volte diventa anche “NON PARLIAM di loro”, non cambia il significato e non ha una motivazione certa.

– Giorgio Correnti –

Rispondi