Nella tana dei lupi, action movie vecchio stile

Questa settimana vi consiglio un film, anzi, diciamo pure un Signor film che, sebbene sia di un genere ormai esplorato da ogni punto di vista e sfruttato da anni, riesce a farsi notare nel marasma generale. Sto parlando di Nella tana dei lupi, una sorta di action movie vecchio stile, con le sembianze di un thriller e la complessità di un drammatico ma sfoltito dello spessore psicologico dei personaggi. Insomma un film difficilmente catalogabile, ma sicuramente apprezzabile.

Una pellicola di soli uomini che vede come protagonisti un gangster poliziotto, Gerard Butler, contrapposto a un ladro atletico e dalla mente lucida, Pablo Schreiber, e un inaspettato 50Cent a fare da anello d’unione tra le due fazioni antagoniste. Proprio come recita il trailer ci troviamo di fronte ad una gang di poliziotti senza limiti e una squadra di ladri senza paura che si contendono la scena con metodo e strategia.

È un film in cui spara, ma non abbastanza: le scene epocali con armi d’assalto, raffiche di colpi e esplosioni degne di nota sono essenzialmente due, in apertura e chiusura, una sorta di ciclo perfetto; nell’intermezzo c’è ben altro: lo spettatore viene portato alla risoluzione del caso studiando nei minimi dettagli le dinamiche del piano; seguiremo tutti i personaggi fino a capire l’evoluzione della trama, come se il film prendesse forma sotto i nostri occhi, ciak dopo ciak. Ed è una scelta niente male, che fa la differenza: sebbene non ci siano scene incalzanti o macchinose lo spettatore viene conquistato dalla linearità della narrazione, la calma con cui si susseguono i vari avvenimenti fa più rumore di una sparatoria. Si è lì concentrati, in attesa che qualcosa accada, perché si sa che sta per accadere, ma nessuno ha intenzione di anticipare nulla. Solo dei piccoli indizi vengono lasciati in giro con parsimonia: un occhio attento li noterà subito, uno spettatore non dedito al genere perderà l’importanza di alcuni ma una cosa è certa, nessuno dei due potrà immaginare come andrà a finire.

Ebbene sì, il finale vi stupirà e lascerà a bocca aperta; a quel punto vi pentirete di aver pensato anche solo per un momento di star vedendo “la solita americana” perché Nella tana dei lupi è un film ben ideato e ben creato, di quei film intelligenti che scegli di vedere per i motivi sbagliati e che ti conquistano invece con giusti elementi.

“Non siete voi i cattivi, siamo noi. Io sono il capo di una band, solo che abbiamo i distintivi!”

Il cast è ben strutturato: tra le strade di Los Angeles, la capitale mondiale delle rapine in banca, si aggirano dei poliziotti squilibrati, che con il distintivo in una mano e un’arma nell’altra non seguono alcuna regola ma solo il loro istinto, con il fine ultimo di sgominare la banda più ricercata della città prima che compia il colpo dell’anno alla Federal Reserve Bank; sul versante opposto troviamo un manipolo di uomini dall’aspetto marziale e ben organizzati che sono pronti a tutto pur di ottenere ciò che vogliono. Il punto forza del film è che in questo contesto non si fa il minimo accenno a introspezioni, riflessioni profonde o pseudo realistiche: non ci interesserebbero e solitamente servono solo a spostare l’attenzione su altro, allungando il brodo (concedetemi questa espressione assai tecnica!). In questo caso il film riesce a cavarsela facendo gioco forza sul proprio cast, sull’ingegnosità della trama e qualche piccolo escamotage ben studiato: d’altronde siamo finiti in quella sala cinematografica per questo, non per altro, e ci meritiamo di uscirne adrenalinici.

Concluderei dicendovi che sì, è un film consigliato per questi pochi, ma essenziali motivi: una storia già vista, ma raccontata con un guizzo differente, un gruppo di attori preparati e che sanno stare nella parte, si spara poco, ma bene (è il caso di dirlo) ed infine aggiungerei che vale la pena anche solo per la voce di Luca Ward che ci regala un Gerard Butler degno di nota.

Mai come in questo caso si può dire che ogni elemento può fare la differenza in una produzione cinematografica: qui si tratta di due ore di svago ben assemblato, non ve ne pentirete, parola di spettatrice assolutamente soddisfatta.

– Jessica Bua – 

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