My two cent n. 13 – La Dama e l’Unicorno di Tracy Chevalier

20Bentornati, Fedeli Lettori! Oggi ho il piacere di parlarvi del tredicesimo romanzo da me letto in questo 2021: La Dama e l’Unicorno di Tracy Chevalier, edizioni Nera Pozza. L’avevo trovato poche settimane prima nel mercatino dell’usato vicino casa e l’ho prontamente adottato sicura che mi avrebbe dato soddisfazioni, dal momento che della Chevalier (vedi articolo) ho già letto “La ragazza con l’orecchino di perla” e “Strane creature” e li ho travati entrambi notevoli sotto tutti i punti di vista (in particolare il secondo, meno noto titolo). Beh, non avevo torto.

La Chevalier gioca con la storie e la storia dell’arte, immaginando cosa si possa nascondere dietro le opere d’arte e nelle pieghe del tempo. Oltre il nome dell’artista, del committente, dei potenti dell’epoca, chi c’è veramente alla base della nascita di un capolavoro che travalica il tempo e lo spazio? E laddove dell’opera d’arte si sappia poco o nulla, come fare? Chi tra i membri della famiglia Le Viste aveva commissionato gli affascinanti arazzi della Dama e l’Unicorno? Per chi? Per celebrare cosa? E soprattutto, chi li aveva realizzati? Sappiamo che furono scoperti nel 1841 da Prospere Mérimée in pessime condizioni, che Georges Sand intraprese una battaglia a colpi di penna per salvarli e che questo spinse il governo francese a comprarli, restaurarli ed esporli nel Musée National du Moyen Age, dove sono tutt’ora in mostra.

La Storia ci dice poco, purtroppo, così la Chevalier decide di riempire i vuoti e coinvolgerci non solo nella gestazione degli arazzi, ma nelle vite di tutti coloro che ebbero un ruolo nella loro realizzazione, tratteggiando con maestria personaggi, luoghi e soprattutto atmosfere. Io l’ho adorato e quindi ve lo consiglio senza dubbio, augurandovi come di consueto buona lettura!

– Monia Guredda –

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