Massimo Bottura Ambasciatore delle Nazioni Unite

Massimo Bottura è lo chef italiano più quotato negli ultimi anni. Oltre al suo ristorante Osteria Francescana, è considerato uno dei migliori chef al mondo dalle più rinomate classifiche culinarie. Inoltre, è rinomato il suo lavoro umanitario contro lo spreco alimentare al mondo con associazioni come Food for Soul, Il Tortellante. Questo suo impegno  gli è valso a settembre durante la Giornata internazionale della consapevolezza della perdita e dello spreco alimentare il titolo di Goodwill Ambassador, una nomina da Ambasciatore per il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (UNEP)

Chi è Massimo Bottura?

Intanto parliamo dell’uomo e dello chef. Bottura è proprietario di due famosi ristoranti a Modena, Osteria Francescana e Franceschetta58. Il primo di questi, però, è stato il ristorante che lo ha lanciato tra le stelle della cucina. Bottura acquista il ristorante nel 1995: questo prima era un ritrovo degli uomini del sottoproletariato, fatto di tavolacci di legno, tovaglie a quadri, vino in caraffe di coccio, briscola e tresette e pranzi a basso costo. L’idea di Bottura, però, è ricreare un luogo dove la cucina italiana si fonde con l’avanguardia e con l’esperienza sensoriale del gusto. Dopo il rischio di chiudere e vari problemi, nel 2011 il ristorante si è guadagnato le tre stelle sulla Guida Michelin, la più alta categoria per i ristoranti. Inoltre dal 2013 al 2018 l’Osteria Francescana è entrata sul podio del The World’s 50 Best Restaurants vincendolo per due anni (2016 e 2018) ed uscendone nel 2019 dopo essere stato selezionato tra i Best of the Best, ovvero i 7 ristoranti più quotati che non possono più entrare nella lista dei migliori 50 ristoranti. Se volete saperne di più, vi consiglio la prima puntata della prima stagione di Chef’s Table che parla proprio di lui e del suo ristorante.

La lotta allo spreco

Con Food for Soul, dal 2015 Bottura si è lanciato anche nella lotta contro lo spreco alimentare. Questa onlus ha agito in tutto il mondo, da Milano a Parigi, dal Messico all’Argentina. L’obiettivo è recuperare le eccedenze alimentari considerate imperfette, scarti non vendibili, ma ancora commestibili, che vengono trasformati in pasti per chi vive in isolamento sociale o chi ne ha bisogno. Con questo lavoro, Food for Soul è riuscito a recuperare oltre 125 tonnellate di eccedenze alimentari, creandoci oltre mezzo milione di pasti nutrienti per avventori in difficoltà economiche e a rischio di esclusione sociale, come migranti, senza tetto e disoccupati. Lo spreco alimentare è una piaga della società moderna e Bottura ha così voluto ispirare tutti quanti, mostrando il valore del cibo sia al livello sanitario, che culturale.

Bottura e l’umiltà del successo

Bottura vince la gara di chef del mio cuore (e spero anche del vostro) non solo per la bravura e per l’impegno sociale, ma anche per l’umiltà che lo contraddistingue. Oltre alla puntata suddetta nel quale lui si mostra a cuore aperto, parlando del ristorante, ma anche della sua vita e della sua storia d’amore proprio come si parla con gli amici, il suo lavoro umanitario è continuato durante il lockdown. Durante il confinamento, ha anche creato una serie Instagram chiamata Kitchen Quarantine dove condivide le serate in cucina con la sua famiglia. Su La Repubblica ha rilasciato un’intervista in cui voglio citare questa frase: “Ho avuto la fortuna di vivere la vita che probabilmente avevo sempre sognato, perché ho deciso di fare ciò che amavo. C’è stato un momento nel quale ho realizzato che il cuoco dovesse fare un passo indietro perché la rivoluzione tecnica era sufficientemente compiuta da non meritare ulteriore concentrazione di energie, e attraverso la cultura dovesse rappresentare qualcosa in più della somma delle sue ricette. Dopo aver ricevuto tanto, forse tutto, dalla vita ho sentito il bisogno di restituire, di condividere col mondo la mia visione del significato di ‘Nutrire di Pianeta’”

– Giorgio Correnti –

Rispondi