Mary Shelley, dal film alla vita

Il 29 Agosto è uscita nelle sale italiane la pellicola “Mary Shelley – Un amore immortale ” un film del 2017, diretto da Haifaa al-Mansour, con protagonista Elle Fanning nel ruolo di Mary Shelley, la creatrice di uno dei romanzo gotici più famosi di sempre: “Frankenstein”. Nella pellicola, il regista ha deciso di raccontare la relazione della scrittrice con il poeta romantico Percy Bysshe Shelley, interpretato da Douglas Booth. Il film racconta la storia di due giovani amanti legati da una chimica naturale e da idee progressiste, che vanno oltre i limiti della loro età e del loro tempo. Costretti a fuggire a causa della loro famiglia, che ostacola la loro relazione, Mary, a soli 18 anni, è costretta a sfidare i preconcetti della sua epoca contro l’emancipazione femminile e a proteggere il suo lavoro di scrittrice, con l’unico scopo di forgiare la sua identità.

Nella realtà la storia di questi giovani amanti, anche se quasi sconosciuta, è decisamente più complessa.

Nel 1814 Mary, durante il suo soggiorno in Scozia, si innamora di uno dei discepoli di suo padre, William Godwin, ovvero Percy Bysshe Shelley, all’epoca già sposato con Harriet Westbrook.

I due cominciano una relazione che viene assolutamente disapprovata dal padre della scrittrice. La reticenza di suo padre scatena in Mary grande confusione a causa degli ideali di libertà e di riformismo professati dalla sua famiglia, compresa la visione del matrimonio come un “repressivo monopolio”. Ed è proprio questa visione del mondo che spinge la giovane Godwin tra le braccia di Shelley: l’incarnazione delle idee riformistiche e liberali dei suoi genitori, in particolare l’idea del matrimonio che suo padre aveva argomentato nel 1793 nel suo “Political Justice”. Tuttavia, insieme alla sua sorellastra Claire Clairmont, seconda figlia di Mary Jane Clairmont, Mary fugge in Francia con Percy ma, dopo aver attraversato l’Europa, si vedono costretti a rientrare in Inghilterra per mancanza di denaro. Mary, rimasta incinta, partorisce la figlia di Percy, che trova la morte pochi giorni dopo il parto. I due giovani (Mary ha appena diciannove anni) si sposano nel 1816, dopo il suicidio della moglie di lui. Con il passare del tempo, Mary trova conforto in Hogg, amico di Shelley, che comincia a considerare lei stessa come suo buon amico. Percy, intuendo un certo feeling spinge i due a diventare amanti in nome dell’ideale dell’amore libero. Mary, condividendo gli stessi ideali di suo marito, non ha mai, probabilmente, disprezzato l’audace proposta, tuttavia non si hanno prove certe dell’attuazione di tale relazione. Oggi possiamo leggere solo alcuni loro scambi epistolari, in cui Mary dichiara di amare, sopra ogni cosa, suo marito: “So quanto mi ami e con quale tenerezza, e mi piace pensare che posso costituire la tua felicità. Ma la nostra ancora più grande felicità sarà in Shelley – che io amo così teneramente e interamente, la mia vita è nella luce dei suoi occhi e la mia intera anima è completamente assorbita da lui“. Il 22 febbraio del 1815 Mary dà alla luce una bimba prematura di due mesi, Clara, che muore circa due settimane dopo. Dopo questo nuovo lutto, Mary precipita in una profonda depressione. Di questo periodo, che coincide con il risanamento delle finanze di Percy e con la nascita del loro figlio William, non si hanno notizie certe dato che il diario della scrittrice, che va dal maggio 1815 al luglio 1816, è andato perduto. Nel maggio del 1816, gli sposi, insieme a Claire Clairmont, si dirigono verso Ginevra. Il gruppo raggiunge Ginevra il 14 maggio del 1816, e affittano una casa chiamata Maison Chapuis, ed è proprio in quel periodo che Mary comincia a definirsi come la “Signora Shelley”.  La scrittrice racconta, nel 1831, che quella fu: “un’estate piovosa e poco clemente. La pioggia incessante ci costrinse spesso in casa per giornate intere.” Un’estate spesa ad affrontare vari argomenti, come gli esperimenti condotti nel XVIII secolo da Erasmus Darwin (nonno di Charles), che affermò di esser riuscito a rianimare della materia morta. Serate intere passate davanti al fuoco nella villa di Byron leggendo storie tedesche di fantasmi. Ed è proprio in una di queste serate che Byron decide di proporre un gioco, in cui ogni ospite avrebbe dovuto scrivere una storia di fantasmi e di paura. Ed è così che, durante un sogno, Mary ebbe l’idea per il suo Frankestein. Mary comincia a scrivere la sua storia impostandola come un racconto breve. Ma Percy, dopo aver letto la prima bozza, la incoraggia a proseguire e ad espandere il racconto, incitandola nel creare il suo indimenticabile romanzo d’esordio. Un momento di scrittura che Mary definì come: “il momento in cui passai dall’adolescenza all’età adulta.”

P.S. Se l’argomento, lettore, ti interessa vorrei consigliarti un mio precedente articolo in cui metto “nero su bianco” le pellicole cinematografiche a cui “Frankestein” ha dato vita! Buona lettura e buona visione!

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