Maniac, la serie Netflix con Emma Stone

Sicuramente, da un po’ di tempo a questa parte, la parola “Maniac” è  ricorrente sui vari social network.

Ma cosa è davvero “Maniac” e perché sta facendo tanto scalpore?

“Maniac” è la nuova serie-tv di Netflix, disponibile sulla piattaforma dal 21 settembre 2018. Prodotta dalla Paramount Television e Anonymous Content, dietro la macchina da presa troviamo Cary Joji Fukunaga, il regista della prima stagione di “True Detective”. La serie è una dark-comedy basata sull’omonima serie norvegese, ed è nata proprio per mettere lo spettatore in crisi, ricordandogli che la realtà non è mai davvero come appare.

La storia è ambientata in un istituto psichiatrico e due pazienti: Annie, interpretata da Emma Stone, e Owen, interpretato da Jonah Hill, vivono in una sorta di limbo tra il mondo reale e un mondo creato dalla loro fantasia. I protagonisti si sottopongono a un test farmaceutico controllato da un computer parlante e pensante e, grazie a questo, vivono avventure immaginarie ispirate ai grandi classici del cinema e della letteratura. Un modo, non certamente convenzionale, per scappare dal dolore che attanaglia i due protagonisti. Ma da quale dolore fuggono realmente?

Annie non riesce a superare la morte di sua sorella e ha un disturbo borderline della personalità. Owen, invece, è un uomo depresso, schizofrenico ed è emarginato dalla sua ricca famiglia, una famiglia che si preoccupa solo di salvaguardare le apparenze. Convinti che alcune pillole possano cancellare i loro traumi e i loro problemi, Annie e Owen entrano in una cura farmacologica sperimentale, guidata da alcuni medici che solo in apparenza appaiono “sani di mente”. Il dottor James Mantleray, interpretato da Justin Theroux, è un vanesio psichiatra con l’hobby della masturbazione, grazie all’aiuto di una app per la realtà virtuale. La dottoressa Azumi Fujita, interpretata da Sonoya Mizuno, è invece una glaciale scienziata con il vizio del fumo.

Guardando tutta la serie, perché non basta seguire solo le prime due puntate per comprendere pienamente la potenzialità dello show, si capisce perfettamente che “Maniac”, con uno stile bizzarro, racconta l’oscurità delle ombre che avvolgono l’animo umano. “Maniac” mette il suo spettatore davanti al dolore della solitudine, della depressione, del lutto, e, non può fare a meno, di mettere il suo pubblico davanti alla consapevolezza dell’orrendo imbarazzo che si prova quando non si riesce ad accettare se stessi, quando non si è mai abbastanza per i canoni  della società che ci circonda e, tantomeno, per i propri ideali.

Ma la serie non parla solo del dolore.

“Maniac” porta, sul piccolo schermo dei nostri pc o dei nostri smartphone, la storia di un’amicizia che, anche se nata in modo bislacco, è decisamente più tradizionale e solida di quanto non si possa immaginare. Se le mie poche parole non sono riuscite a invogliarvi a vedere la serie, ci riusciranno sicuramente le parole della protagonista, Emma Stone: “Di Maniac mi è piaciuto che parla di persone con i loro problemi interiori e di come cercano di risolverli con una pillola. Ma nel corso della serie vedremo che sono i rapporti umani e l’amore l’unica cosa che ci può davvero permettere di superare le difficoltà“.

Buona visione a tutti!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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