Luke Cage – Pro e Contro

1Da quando Netflix e la Marvel hanno iniziato a collaborare creando un filone seriale pregno e che porterà ai Difensori, abbiamo visto capolavori come il primo Daredevil, con un gran villain e con una costruzione di sceneggiatura valida e forte, e Jessica Jones, con un villain che, da solo, reggeva tutta quanta la baracca. Poi uscì la seconda stagione di Daredevil e ne abbiamo già parlato: un po’ di delusione su quello che potevano fare, ma comunque un discreto prodotto. Il 30 settembre è, invece, uscita la serie personale di Luke Cage, già visto in Jessica Jones. Per dare un giudizio, cerchiamo di vedere i Pro ed i Contro.
[N.B.: La seguente lista contiene spoiler]

PRO

– Buona musica; all’interno della stagione, spesso ci ritroviamo in un locale, l’Harlem Paradise, che offre una ottima musica tra il jazz ed il blues.
– Continuity; tutte le stagioni Marvel/Netflix hanno una continuità narrativa da tenere d’occhio. Ogni stagione richiama le altre e le unisce, vista anche la programmazione della serie dei Difensori.
2– La mafia; per gli amanti del genere di intrigo poliziesco, con inganni ed escamotage sulle leggi, questa serie è la tipica partita a scacchi tra il potente mafioso ed l’eroe povero che si ritrova a cercarsi giustizia da solo.
– Il cattivo che non si conosce; all’inizio, ci viene presentato un cattivo che sembra impossibile da mettere in galera, poi muore improvvisamente e il cattivo diventa un altro. Poi ne compare uno quasi definitivo, ma il cattivo di prima è ancora in piedi alla fine dei giochi… insomma, i nemici sono tanti e diversi e non si ha un cattivo principale come Fisk di Daredevil e Kilgrave di Jessica Jones.
– Il Capitan America nero; il protagonista ha una forza esuberante e inumana, ma non la utilizza senza pensarci. Luke rimane un uomo normale, finché può, con i suoi problemi finanziari e la sua etica. Solo quest’ultima lo spinge a fare a botte per salvare Harlem e il buon nome di Pop.
– Pop; il personaggio più bello della serie. Nonostante un passato da gangster (il soprannome Pop viene, infatti, dal rumore che facevano i suoi pugni contro le teste dei malcapitati), diventa un simbolo per tutta Harlem, capace di avere la stima dei gangster più importanti come Cottonmouth, della polizia e di chiunque passi dalla sua bottega da barbiere. Purtroppo muore, ma è proprio questo evento a far scatenare Luke e tutte le situazioni che seguiranno nella stagione.
– Rosario Dawson; il suo personaggio è ricorrente in tutte le serie. Si sbaciucchia tutti, sia Daredevil che Luke Cage (non si è sbaciucchiata Jessica Jones per ovvi motivi e non credo che quest’ultima prenda bene il suo rapporto con Luke), aiuta tutti e, probabilmente, li unirà tutti. Chissà che ruolo avrà in Iron Fist.

3CONTRO

– Lento e veloce senza distinzioni; tornando a parlare di cattivi, 7 puntate per mettere dentro Cottonmouth, ma questo è potente e riesce ad uscire su cauzione… per morire all’inizio della puntata successiva. Poi puntate di nulla, con tutto che si intreccia solo alla fine. La sceneggiatura ha dei momenti lenti in cui sembra si sia tentato di allungare il brodo per arrivare a 13 puntate, ma che poi termina senza aver concluso molto, lasciandoci l’impressione che le puntate sarebbero bastate, se solo non si fosse perso tempo per spiegare, in maniera lenta e ridondante, alcuni aspetti della vicenda e tralasciando altri aspetti che sarebbero potuti essere interessanti.
– Un cattivo principale noioso; il cattivo principale, se così vogliamo chiamarlo, è Diamondback ed è noioso. Arrogante e con un ego gigantesco, al contrario di Fisk non ha quel carisma e quel potere che lo potrebbe rendere interessante. Sembra, invece, un ragazzino “piagnone” (termine romano che sta per “persona che ama piangersi addosso“) che vuole avere rivalsa sul fratellastro preferito di papà, diventando, così, infantile e, per l’appunto, noioso. Questo è un punto molto importante, perché si sa che, in serie di questo genere, il cattivo è una parte fondamentale dell’appeal alla serie.
6– Il combattimento finale; la penultima puntata finisce con Diamondback che arriva con una tuta che lo rende forte come il nostro protagonista, pronto a menar le mani contro Luke. Inizi l’ultima puntata e parte la scazzottata finale con tanto di flashback del loro passato… e finisce dopo 13 minuti (compresa la sigla). Ci restano 35 minuti dove tutto si mette a posto e poi si riapre, dando l’impressione di non aver risolto nulla. Mariah è ancora libera, Luke Cage torna dietro le sbarre e l’unico pregio è che Diamondback viene messo in carcere.
– Il Capitan America nero; questo è anche un difetto grosso. Luke vive nella completa apatia, si lascia tutto scorrere solo perché ha paura di essere un eroe, perché sente il peso di questa parola e perché la sua aspettativa reale è quella di avere una vita normale. Questo lo rende un puro, ma anche una palla al piede per la serie stessa, incappando nell’errore di chi non ha le idee chiare: quando dovrebbe agire, parla e quando dovrebbe parlare, agisce di sproposito. Lungi da me dal dire che Capitan America sia così, solo che, questo voler essere di aiuto agli altri senza ricorrere sempre alla violenza, è, in Luke Cage, stressante e poco d’intrattenimento, soprattutto nei lunghi monologhi che esegue nel spiegare quanto lui, poverino, sia diventato così senza volerlo e non vuole fare del male a nessuno.
4– Un finale che finale non è; capisco il voler lasciare aperto il finale per ricollegare tutte le serie, ma la stagione si basa sul salvare Harlem da persone come Cottonmouth e Mariah. Del primo se ne sbarazza la cugina, poi arriva Diamondback, Luke lo batte e… basta. Mariah è libera, Shade la protegge e Harlem non è salva per niente. 8 puntate per salvare Harlem, 5 puntate per smettere di salvare il quartiere e cercare solo di eliminare Diamondback. Un po’ frustrante. Attenzione: io di solito sono uno che ama i finali aperti, ma un conto è dare un finale e poi aggiungere l’apertura alla stagione successiva, un conto è troncare tutto senza in questo modo inconcludente, che ci lascia un senso di vuoto, più che di aperto. In fondo, anche dopo la prima stagione di Daredevil avevamo un finale aperto alle altre stagioni, perché Daredevil rimane il “diavolo di Hell’s Kitchen“, ma la storyline si era conclusa, dandoci un senso di “fine”.
 Cottonmouth; Il personaggio più odioso. Tenta di essere una versione di colore di Fisk, ma ne risulta sono un uomo impreparato, incapace e, spesso, fuori luogo. Vedendolo in queste 7 puntate, prima di morire per mano di Mariah, non si capisce come possa essere diventato ricco ed importante. La sua capacità di programmare atti mafiosi è scarsa sin dal principio, mostrando quanto sia dilettante e quanto, senza i soldi, non sarebbe nulla. In più, il suo appeal verso il pubblico è quasi inesistente. Il suo solo momento migliore, quello in cui quasi applaudi alle sue gesta, è quando butta giù dal palazzo il suo sgherro che l’aveva disubbidito, distruggendo la bottega di Pop, uccidendo lo stesso proprietario. Questo è il suo momento migliore, ma mostra anche la sua scarsa capacità di comando, visto che aveva detto espressamente al tizio di aspettare, mentre questo, armato di uzi, era andato lo stesso alla bottega, di sua iniziativa.
5 Il doppiaggio italiano; ultimamente, il doppiaggio italiano, sempre carico di talenti e molto ricercato nelle voci e nella recitazione solo vocale, sta perdendo il contatto con le serie TV. Mentre troviamo doppiaggi cinematografici che non ci fanno sentire la mancanza della voce originale, arrivando, alcune volte, a mostrare una recitazione migliore di quella dell’attore, nelle serie TV abbiamo una scarsità di voci e una qualità minore. Non so dove sia il problema, ma le voci che troviamo nelle serie TV sono sempre le stesse e, spesso, poco attinenti con il personaggio o con la voce originale. Per questo, mi ritrovo a guardare film in italiano, ma telefilm in lingua originale. Anche in questo caso, vi consiglio di sentire la versione originale, più integrata nella realtà di Harlem. In più, in originale Luke ha una voce pazzesca, anche se non lo catalogherei tra i grandi attori.

Il risultato è una stagione pressoché noiosa, che non ci da nulla di nuovo. La continuity è portata avanti, ma senza darci spunti per il resto. In più, di 13 puntate, troverete fatica a finirne alcune, lente e troppo cariche di introspezioni ridondanti e ripetitive. Credo che sia la serie Marvel/Netflix fin’ora di qualità peggiore, visto che Daredevil 2, che già aveva molto deluso gli spettatori, aveva almeno il pregio di dare tanti spunti per quello che sarebbe venuto dopo, soprattutto con i Difensori, e di rilanciare un altro personaggio: The Punisher. Consiglio di vederlo solo se amate questo filone supereroistico e se non volete perdervi nessun passaggio.

– Giorgio Correnti –

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