Lord Byron e Lady Caroline

C’era una volta, nel magico mondo degli scrittori, una donna ossessionata da un uomo. Il suo nome era Lady Caroline. Caroline Lamb era una famosa scrittrice britannica, l’unica figlia di Frederick Ponsonby, III conte di Bessborough, e della nobildonna Lady Henrietta Spencer. Sin da giovane Caroline mostrava una personalità instabile, corredata da un carattere capriccioso ed estremamente estroso. All’età di soli 19 anni sposa, nel 1805, William Lamb, un nobile politico britannico e Secondo Visconte di Melbourne. Dal matrimonio, orchestrato sapientemente dalla madre dello sposo, nacque il piccolo George Augustus Frederick, bambino affetto da una particolare forma d’autismo. A causa della sua malattia e agli impegni politici dovuti alla carriera di William la coppia comincia ad allontanarsi, lentamente, sotto il profilo sentimentale. Ed è in questo terreno fertile che trovarono spazio i germogli di un nuovo “amore”.

Nel 1812 Lady Caroline vide, per la prima volta, Lord Byron, il grande poeta, che lei, grazie ad una sola occhiata, definì come un uomo “pazzo, cattivo e pericoloso da frequentare”, (Mad, bad, and dangerous to know). Per alcuni mesi, esattamente da marzo all’agosto di quello stesso anno, tra i due si instaurò una cocente relazione d’amore. Relazione di cui tutti erano a conoscenza, perfino suo marito. Byron chiamava la sua amante “Caro”, nomignolo di cui lei andava fiera, tanto da adottarlo anche pubblicamente. Ma una manciata di mesi bastarono per chetare la passione di Byron verso questa sua ennesima Lady. Ma per Caroline la decisione del poeta appare inaccettabile. Non è disposta a lasciare andare il suo George e, di conseguenza, esplode in lei una reazione morbosa e decisamente ossessiva. Per cercare di placare l’animo tormentato di Caroline, suo marito decise di portarla con sé in Irlanda ma, nemmeno questo stratagemma riuscì a raffreddare la sua passione. Caroline intrattenne, comunque, un rapporto epistolare con Lord Byron che, tuttavia, si destreggiava in una relazione amorosa e clandestina con Augusta Leigh. Relazione da cui nacque una bambina che il poeta non ha mai riconosciuto. Appresa la notizia della relazione Caroline, presa dall’ira, tenta di tagliarsi le vene dei polsi con i vetri di un bicchiere durante un importante ricevimento, sotto gli occhi allibiti di tutti gli ospiti. Byron definì la sua ex amante come una donna instabile e parlò dell’accaduto come se l’incidente fosse, soltanto, una rappresentazione teatrale: Lady Caroline ha recitato la scena della daga. Rifiutata, in tutti i modi, dal suo amore, Caroline trasferisce la sua ossessione nella letteratura con una serie di versi diretti a Lord Byron. Il povero William Lamb, intanto, cercò di difendere sua moglie anche contro sua madre che insisteva per la separazione della coppia. Tuttavia, Caroline desiderava separarsi formalmente da suo marito, che decise di accontentarla nel 1825. La donna si trasferì a Brocket Hall e, durante gli ultimi anni della sua vita, lottò contro l’instabilità mentale e l’abuso di laudano e alcool. Caroline Lamb incontrò la morte a soli 42 anni, probabilmente per alcolismo, e suo marito, che era capo segretario per l’Irlanda, intraprese una pericolosa attraversata per raggiungerla e dirle addio, sul suo letto di morte.

Questa totale dedizione di Lamb non fu mai stata ripagata, nemmeno attraverso la carta stampata. Infatti è “Glenarvon” l’opera più celebre della scrittrice. Il libro, pubblicato in forma anonima nel 1816, è un romanzo gotico palesemente rivolto alla celebre figura di Lord Byron. Tuttavia, l’ambiente dell’epoca sapeva perfettamente chi fosse l’autore del romanzo; e questo rese estremamente facile, alla nostra Caroline, vendicarsi di quell’uomo che l’aveva fatta tanto soffrire, descrivendo la loro storia d’amore in ogni minimo dettaglio.

La morale di questa storia? Forse non esiste, ma è lampante che un’ossessione, alle volte, cova dentro sé molto più potere del puro e semplice amore.

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

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