LOFT, Maffucci e l’intrattenimento social

LOFT è la nuova piattaforma televisiva ideata dal team de’ Il fatto Quotidiano: prevede un’app e un sito internet su cui seguire settimanalmente programmi di satira, attualità e intrattenimento di vario genere condotti da volti noti della rivista ma non solo. Punto forza di LOFT è la pagina Facebook su cui è possibile seguire in live – o in differita- i programmi che più ci piacciono. Insomma, anche la televisione si vede costretta a cedere il passo ai social, o quasi.

Uno dei primi format ospitati da questa giovane piattaforma vede come protagonista Matteo Maffucci, cantante del duo romano Zero Assoluto, che ricopre la veste di coautore ma soprattutto di presentatore di LOFTER: va in live, non è più  il caso di dire in onda, ogni giovedì sera alle 20:30. Un conto alla rovescia di un minuto vi darà il tempo di ricevere la notifica e sintonizzarvi per non perdervi l’inizio della sigla accompagnata dal famosissimo singolo Per Dimenticare. Si è poi immediatamente catapultati in questo loft dove troverete seduto dietro una scrivania Maffucci e di fronte a lui l’ospite della puntata; ce ne sarà uno per ogni serata scelto semplicemente in base al consenso ottenuto lavorando sui social e quindi facendo affidamento sull’elevato numero di followers racimolati negli anni.

I protagonisti sono gli youtubers più famosi dell’ultimo decennio che per una volta si potranno mettere di fronte la telecamera come persona e non personaggio, parlando di loro stessi, della loro carriera partendo dalla gavetta fino ad arrivare al successo; parleranno dei loro sogni, di come tutto è iniziato e come potrebbe proseguire. Le domande sono intervallate da brevi video in cui si mostrano spezzoni della loro produzione online o interviste al pubblico per valutare la vera notorietà del personaggio nelle strade d’Italia. La diretta dura circa venti minuti durante i quali non mancheranno occasioni per affrontare tematiche attuali, sbottonarsi un po’ di più su argomenti meno battuti o conoscere meglio quelli che sono i giovani artisti del web e come funziona la loro vita a telecamere spente.

Nelle prime quattro puntate sono stati intervistati Gordon, che ha rotto il ghiaccio, poi il famosissimo Guglielmo Scilla, pioniere del genere; a seguire Elisa Maino, giovane star venuta alla luce con Musically, ed infine  Leonardo Decarli ,youtubers a tutto tondo famoso per le sue parodie ma ancor di più per il suo gattone, il più amato e tormentato del web.

E’ un format che funziona? Secondo me sì e vi dico anche perché: son riusciti a prendere il meglio della televisione svecchiandolo, hanno unito ironia ed intrattenimento alla tempistica social; non ci sono regole né interruzioni, lo spettacolo prosegue lineare con un’iterazione continua tra intervistato e intervistatore lasciando ampio margine all’improvvisazione che c’è, si nota, ma soprattutto non dispiace. Sono venti minuti trascorsi in leggerezza, Maffucci sa gestire bene i tempi e lo spazio, spalleggiato dalla sua Quota Anziani, ovvero gli altri due autori Andrea Scarpa e Andrea Amato, che intervengono tramite chat proiettata su uno schermo HD scrivendo le domande più scomode o i commenti più caustici e per questo vengono apostrofati dal conduttore come “Maledetti!”.

Si è così creato un piccolo spazio virtuale in cui parlare agli utenti di ogni età e soprattutto con cui incuriosire senza scadere nel banale o, peggio, nelle fin troppo architettate dinamiche della televisione italiana.

Gli ideatori hanno invaso un terreno incontaminato come quello dell’intrattenimento social, in cui c’è libertà di movimento e di pensiero; non si dipende dall’audience, non c’è politica né una tipologia di ascoltatori da catturare. Loro premono play e parlano, rivolgendosi a chiunque dall’altra parte dello schermo abbia voglia di ascoltare e lasciarsi magari incuriosire da queste giovani vite che hanno saputo fare della loro incoscienza e goliardia un lavoro.

Quelli de’ Il Fatto Quotidiano hanno dimostrato che esiste ancora l’intrattenimento puro, quello volto appunto a intrattenere un pubblico senza sotterfugi o rivalità di rete.

Probabilmente i palinsesti del futuro saranno notifiche sullo smartphone che ci avvertono delle nostre dirette preferite e abbandoneremo definitivamente il trash che piace tanto in questi nostri giorni di pochezza televisiva. Sognare non costa nulla, giusto? Il meglio magari è solo a un click di distanza da noi.

– Jessica Bua –

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