L’occhio di Medusa: The Witcher 1×05

L’occhio di Medusa: The Witcher 1×05

Bentornati! Sono ancora al quinto episodio e hanno già rinnovato la serie per una terza stagione… Credo che, per quando arriverò all’ottavo, saranno giunti al quinto rinnovo! Non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo. Finalmente due storyline si intrecciano nel corso della puntata, mostrando l’incontro tra il witcher Geralt di Rivia e la maga Yennefer di Vengeberg. Piccola curiosità: mentre Yen viene veramente da Vengeberg, il nome di Geralt è stato scelto dal suo anziano maestro Vesemir (speriamo Mark Hamill) a seguito della proposta del witcher di un appellativo quantomeno ridicolo. La mia mente l’ha perfino cancellato.

Come ipotizzato nello scorso articolo, questo episodio si concentra su L’ultimo desiderio e cerca di proporlo il più fedelmente possibile. C’è solo una grossa differenza: nel racconto avevamo un unico punto di vista, quello di Geralt. In questo caso l’inserimento di un secondo punto di vista è risultato un successone, perché lo spettatore può confrontare con chiarezza i loro caratteri e i loro desideri; infatti, lo scopo di Geralt sembra essere liberarsi della Legge della Sorpresa, mentre quello di Yen è concepire un bambino. È disposta a sottoporsi a qualunque trattamento e a tentare qualsiasi espediente pur di essere di nuovo fertile, mentre Geralt si ritrova “padre” a sua insaputa. Altra piccola curiosità: ricordate quando ho detto che il racconto Lo strigo era in realtà avvenuto dopo l’incontro la maga? Recatosi nel Tempio di Melitele per curarsi, infatti, Geralt consegna a Nenneke delle pietre preziose con cui nel corso del tempo si è fatto pagare per i suoi servigi, in modo che la sacerdotessa li doni a Yennefer per aiutarla a pagare i rimedi contro la sterilità. Altro che rimozione dell’utero.

Una seconda differenza, meno rilevante per alcuni, sta nel rapporto tra Geralt e Ranuncolo, che nella serie non vede da dieci anni (per chi ha notato che il bardo non invecchia mai, è tempo di citare Dijkstra: “Hai una quarantina d’anni, ne dimostri una trentina, immagini di averne poco più di venti e agisci come se non ne avessi neppure dieci.”). Nei racconti, invece, Geralt e Ranuncolo sono amici stretti, si può dire che il bardo sia il migliore amico del witcher, ed è proprio Ranuncolo a parlare per primo del djinn, di cui Geralt non è nemmeno a caccia. I desideri esauditi, però, sono esattamente gli stessi. Ottima inoltre la scelta di non rivelare il desiderio finale di Geralt.

Perché? Perché neanche nei libri sappiamo cos’abbia esaudito. Yen a differenza della serie, però, l’ha capito e si intuisce che sia qualcosa di legato a loro due, come uno “stare insieme per sempre”, ed è solo allora che lo bacia; in Wild Hunt inoltre viene ripresa questa interpretazione quando nell’omonima missione Yennefer chiede al djinn di liberarli dall’incantesimo che li teneva uniti da anni.

Per il resto, non c’è molto altro da dire, perché il racconto si svolge quasi nello stesso modo, a eccezione di alcune piccolezze che neanche cito; mi spiace soltanto per il dialogo sull’assicurazione contro i danni magici, che mi aveva reso perfino simpatico un elfo – se volete sapere di cosa stia parlando, leggete i libri. Tanto avrete già iniziato a farlo, per la gioia mia e del Sapkowski. Passiamo ora all’ultima storyline, quella di Ciri, che viene trovata a Brokilon da un doppelgänger del druido Saccoditopo. Ecco, qui cominciano i miei dubbi.

Il primo riguarda il fatto che Ciri venga lasciata tranquillamente andare dalle driadi: o sanno già, essendo il suo secondo viaggio a Brokilon, che non è possibile trasformarla in una di loro, oppure se la fanno scappare facilmente. Questo è un dettaglio noto solo ai lettori e ci posso passare sopra, ma l’ingresso tanto facile di Saccoditopo nella foresta? Va bene, è stato usato l’espediente della “druida che non vede di buon occhi Ciri”, ma già tre episodi prima abbiamo avuto la possibilità di vedere Dara, l’elfo amico di Ciri, colpito da una freccia che era il tipico secondo avvertimento delle driadi. E Dara era ancora fuori dal perimetro di Brokilon – perlomeno da quello tracciato dagli alberi. Come ha fatto il finto Saccoditopo a raggiungere le driadi senza farsi notare? Forse – tutto off screen, naturalmente – ha preso prima l’aspetto di una di loro? Sì, possibile, ma appunto avvenuto off screen e senza spiegazioni.

Il terzo dubbio è rivolto a Cahir. Chi? Oh, quel soldato nilfgaardiano che ogni tanto appare in scena. Bene, Cahir cattura Saccoditopo e sembra provare del sadismo nel farlo uccidere; credo che a tutti i fan di Game of Thrones abbia ricordato Ramsay Bolton in Battle of the Bastards. A me questo Cahir convince, ma non troppo, perché sento che stravolgerà il suo personaggio pur mantenendone l’arco costruttivo. Adesso farò un grosso, gigantesco spoiler, dirò molte cose riguardo Cahir, quindi per favore se volete evitare spoiler saltare il prossimo paragrafo. “Io ve l’ho detto”.

Spoiler romanzi: Cahir venne incaricato dall’imperatore di Nilfgaard di catturare la principessa Cirilla viva e fin qui ci siamo; quando la porta via a Cintra, però, le sta praticamente salvando la vita, mentre Ciri ricorda quell’evento con brividi di terrore e arriva a temere nei suoi incubi “l’elmo con le ali da rapace”. Cahir è, in fondo, una brava persona. Lui è un ufficiale perché suo padre è molto vicino all’imperatore e sì, è anche un soldato capace, ma rimane un ragazzino di credo quindici, sedici anni. Esageriamo e diamogliene venti, perché si è comunque meritato con le azioni un posto da ufficiale nell’esercito. Cahir incontrerà di nuovo Ciri ad Aretuza e lei lo lascerà vivere, venendogli poi in sogno da ragazza e facendolo così innamorare della donna che diventerà. Cahir sarà uno dei più fedeli compagni di Geralt nella ricerca di Ciri. Cahir è un brav’uomo, non è un cattivo redento. Quello che vogliono renderlo invece è proprio questo: prendono un John Murphy da The 100 o un Theon Greyjoy da Game of Thrones, un personaggio antipatico che non ha la capacità di divenire un significativo villain, e lo fanno redimere agli occhi dei protagonisti e dello spettatore. Cahir diventerà un alleato di Geralt, combatterà per Ciri, ma sarà completamente un altro personaggio. Amo Murphy, amo Theon, ma non amo gli stravolgimenti di caratterizzazione.

Spoiler concluso. Direi che ora possiamo apprestarci a vedere il prossimo episodio, basato su I limiti del possibile. Ah, scusatemi, ultima curiosità: il doppelgänger di Saccoditopo non esiste nei libri, ma questa creatura appare ne Il fuoco eterno (da La spada del destino) e poi in Wild Hunt come un personaggio positivo.

Vi lascio con una citazione che le driadi non hanno completato: “La spada del destino ha due lame. Una sei tu.”.

– Medusa –

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