L’occhio di Medusa: The Witcher 1×04

L’occhio di Medusa: The Witcher 1×04

Bentornati e buon Natale – tecnicamente è passato, ma facciamo finta di niente. Come state trovando questa serie? L’avete divorata o avanzate lentamente come me, consci che la prossima stagione verrà rilasciata solo nel 2021? Comunque prima di Winds of Winter, temo.

La puntata di mid-season è forse quella che più i lettori attendevano con ardore e paura; certo, I limiti del possibile è tra i racconti maggiormente amati e Qualcosa di più… ma di che stiamo parlando? Un piccolo capolavoro. Però Una questione di prezzo spiega finalmente le parole di Calanthe in punto di morte (“Cerca Geralt di Rivia. Lui è il tuo destino”) e sottolinea la distanza temporale tra le storyline di Geralt e Ciri, e non solo tra le loro e quella di Yennefer, come abbiamo visto nello scorso episodio con il cameo di Foltest e Adda bambini.

Sono molte le differenze con il racconto, tuttavia credo che sia stato reso alla grande: Calanthe è una donna forte che combatte ancora le proprie battaglie, con la spada o con le parole, Pavetta è innamorata di Duny e Geralt dovrebbe stare attento agli “scherzi del destino”. Nella serie Ranuncolo prega Geralt di accompagnarlo a un banchetto dove farà da bardo, mentre il suo personaggio è assente nel racconto originale e sarà estraneo per molto tempo a qualunque vicenda legata a Cintra e a Ciri; il witcher si reca da Calanthe su richiesta della regina, che intende assoldarlo per lo stesso motivo descritto nell’episodio, nascondendo però al resto degli ospiti la sua vera identità.

Calanthe è il personaggio più diverso rispetto al libro. È stata una combattente… ma ora assomiglia a Cersei Lannister: ama sua figlia e vuole evitare che l’uomo che la reclamò tenti di ottenere la sua mano, tuttavia cerca di farlo nei modi più subdoli possibili. Nessuno toglie l’elmo a Istrice (o Duny) nel racconto, è lui stesso a farlo quando Calanthe fa suonare la mezzanotte con un’ora di anticipo, costringendolo ad esporsi. I giocatori di Wild Hunt possono apprendere questa vicenda nel corso della missione principale, quando a Novigrad Geralt partecipa alla sua rappresentazione su un palco teatrale, ma lì Calanthe risultava esente da colpe perché convinta da un suo malvagio servitore.

La Calanthe combattente per me è grosso “sì”. Non sarà pacata ed educata, ma è la vera Calanthe, quella che avrebbe voluto scendere ancora in guerra e pugnalare l’odiato Istrice. Pavetta anche riesce a esprimere le proprie opinioni, mentre nel racconto era assente per gran parte del banchetto. Geralt, grazie al suo medaglione, si era già accorto di una forte presenza di magia, senza però comprenderne la fonte (d’accordo, questo è un bel gioco di parole!); alla fine Pavetta era esplosa e aveva quasi devastato la stanza, non si era librata in aria con l’amato.

Al termine dell’avventura, Duny chiede a Geralt in che modo possa ripagarlo e il witcher risponde “sfottendo” la Legge della Sorpresa, usata spesso dal suo stesso ordine per reclutare nuovi allievi; inconsciamente, il suo destino rimane quindi legato alla figlia che Pavetta porta in grembo. Non si gioca con il destino, Geralt. A questo punto, i giocatori avranno ricollegato Duny a un altro personaggio, ma tengo la bocca chiusa – chi invece ancora non ci aveva pensato ora avrà sgranato gli occhi, spero. Nel libro fu un grosso plot twist, considerato poi che… basta così.

La storyline di Yen è del tutto nuova e, nonostante finora le sue vicende mi abbiano appassionata, mi ha annoiata in confronto al banchetto di Cintra. Sono però soddisfatta del modo in cui sia stata rappresentata: viene derisa per la scarsità di poteri mostrata, quindi abbandona la regina alla morte. Una Yen poco responsabile? No, si tratta di una maga che, dopo avere ottenuto il ruolo desiderato tanto a lungo, si è ritrovata a fare da balia alla famiglia del re di Aedirn – altro che complotti politici, o anche solo un piccolo consiglino. È frustrata, sta facendo il possibile perché combatte un mago potente, si arrabbia e fugge lasciando la donna al suo infausto destino; torna però per la bambina, che purtroppo le muore tra le braccia. La Yen che la seppellisce in riva al mare non piange, non si dispera, è lucida e mostra il carattere dei libri che si ama o si odia; al contempo, è una Yen che si sta rendendo conto di ciò a cui ha rinunciato: la possibilità di avere un proprio figlio.

Ciri, a Brokilon, ci fa intuire di avere dimenticato tutto ciò che riguardava Geralt. Oh, meno male! Non c’è molto da dire, se non che lo scarso effetto delle acque di Brokilon era chiaro anche al suo primo – e canonico – arrivo nella foresta. Le driadi mi piacciono: non mi importa se non sono verdi, ma soltanto che non si allontanino dai loro alberi.

Giunti a metà stagione, credo che abbiamo davanti L’ultimo desiderio – già qui il giocatore di Wild Hunt può intuirne il succo – quindi l’unico racconto de Il guardiano degli innocenti a essere stato escluso è Un briciolo di verità. Piccolo riassunto perché mi dispiace non parlarne proprio: come Adda potrebbe essere associata alla Bella Addormentata, Duny ricorda la Bestia che può spezzare la maledizione solo con un atto di amore; anche in Un briciolo di verità viene però rappresentata la fiaba de La Bella e la Bestia. Il mostro che incontra Geralt, infatti, vive in una casa che risponde a ogni suo comando ed è così per via di una maledizione; nella speranza di spezzarla, aveva convinto un uomo – che voleva avere salva la vita – a lasciargli sua figlia, salvo poi scoprire che le donne si mostravano molto più interessate a lui nella versione bestiale che in quella umana.

Va bene, avete ragione: c’era anche La voce della ragione, racconto cornice del libro. Geralt, ferito dalla strige, si lascia curare nel Tempio di Melitele, come già raccontavo nello stesso articolo, e qui incontra diversi personaggi che gli fanno ripensare ad alcune avventure vissute; l’unico dettaglio degno di nota è che Lo strigo è ambientato dopo tutte le altre missioni, e non prima del banchetto di Cintra.

Al prossimo episodio!

– Medusa –

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