L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 6×02 – Home

L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 6×02 – Home

Continua lo spin-off Game of Thrones: Westeros’ Family Days (fonti anonime rivelano che presto uscirà anche la versione Essos), che vede le casate più importanti del continente occidentale uccidersi da sole per velocizzare le proprie storyline e concludere la serie entro due stagioni: dopo la dipartita dei Baratheon, dei quali sono rimasti solo i bastardi di Robert, lo scorso episodio è stato il turno dei Martell e questo dei Bolton, ma anche i Greyjoy intendono riappropriarsi di un piccolo spazio sullo schermo per raggiungere gli altri concorrenti, a cominciare da un simpatico fratricidio.

Ma andiamo con ordine. Dopo una stagione in loro assenza, tornano Bran e il Corvo con Tre Occhi, piacevolmente immersi in un trip di dimensioni epiche; grazie a loro, è finalmente possibile per gli spettatori avere un altro flashback oltre a quello della piccola Cersei, e così si scoprono le fattezze dei giovani Stark della vecchia generazione: Ned, Benjen… e Lyanna, cavallerizza provetta e al centro di mille più una teorie della saga. Il suo maestro lo costringe a tornare al presente, ma Bran vorrebbe rimanere a guardare i bei tempi di Grande Inverno in cui Nan non era ancora la vecchia Nan e Hodor si chiamava Wylis e, sorpresa delle sorprese, era in grado di parlare. Quale trauma lo avrà reso Hodor?

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Bran è entusiasta della scoperta e non vede l’ora di dirlo a Meera, che al contrario sogna solo di lasciare la grotta e unirsi alla guerra che, secondo il Corvo a Tre Occhi, sta per scoppiare. È facile capire come si senta: suo fratello, l’unico parente visto sullo schermo, è stato ucciso da scheletri viventi disegnati male e lei non ha ancora avuto la possibilità di partecipare ai Westeros’ Family Days. Una Figlia della Foresta cerca di rassicurarla, ma Meera ha già cominciato a stillare la lista dei suoi omicidi.

Per sapere di Bran gli spettatori hanno atteso una stagione, per Jon non si può andare oltre i due episodi, regalando inoltre al Castello Nero più scene delle altre location; giustamente, con Spettro e Melisandre in giro c’è ancora chi temeva che Biancaneve non tornasse in vita. Ser Alliser sta per attaccare Davos e gli altri nani, quando qualcuno bussa alla porta: è Wun Wun, altrimenti detto Cucciolo, che corre in soccorso dei suoi amici insieme al Popolo Libero, capitanato da Edd e Tormund. I Corvi si arrendono, Alliser è costretto a fare lo stesso, quell’idiota di Olly prova comunque a saltare addosso ai bruti. Tutto si è risolto per il meglio, tranne che per Biancaneve, che il bacio del presunto vero amore, il principe Tormund, non è riuscito a riportare in vita.

Momento di suspense e salto ad Approdo del Re, dove un anonimo abitante di Fondo delle Pulci – che ha già in testa la scritta “Morto entro il termine dell’episodio” – si vanta di essere giaciuto con la regina madre, che nulla ha potuto contro il suo possente membro. A qualcuno il racconto non va giù e, mentre l’uomo libera il suo imponente arnese in un vicolo, la sua testa viene spiaccicata contro il muro senza neanche un avvertimento. Finalmente entra in scena ser Robert, o la Montagna rediviva, che la scena successiva è già silenziosamente accanto a Cersei.

Che viene costretta dal figlio a restare nella Fortezza Rossa. La strana decisione di re Tommen viene presto spiegata a zio/papà Jaime mentre vegliano il cadavere di Myrcella: l’Alto Passero ha vietato a Cersei di entrare nel Tempio di Baelor e Tommen non ha alcuna intenzione di vederla arrestare di nuovo. L’affettuoso Jaime convince il nipote/figlio a fare visita alla madre/zia e si impossessa finalmente dello schermo: ora può affrontare l’Alto Passero, chiedergli perché lui – traditore, regicida e incestuoso in primis – non sia stato ancora arrestato e minacciarlo senza giri di parole; l’Alto Passero non ha paura perché il suo cognome è sconosciuto e non potrà quindi essere ucciso da un Lannister per i Westeros’ Family Days. Mentre Jaime giura di scoprirlo, Tommen si riappacifica con Cersei, entrambi pronti a tutto per raggiungere la finale dei giochi.

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Nel frattempo, a Meereen appare un Tyrion power-player. La Baia degli Schiavisti è stata quasi completamente riconquistata, bisogna evitare che anche la terza città ricada in mano ai Padroni, ma per farlo c’è solo un modo: usare i draghi per intimorire i loro nemici. Battute infelici – e che mi fanno perdere punti – sugli eunuchi a parte, Tyrion si distingue in questo episodio per essere riuscito, solo con la scelta delle parole, a farsi amico i draghi una volta liberati dalle loro catene. Le spiegazioni sono due: qualunque cosa voglia fare Tyrion ci riuscirà sempre perché è il preferito di Martin e di D&D – ma anche di molti spettatori – o questo è un indizio del suo presunto sangue di drago. Per riassumere una delle teorie sulle “tre teste di drago”, Tyrion potrebbe essere frutto di una relazione tra Joanna Lannister e Aerys Targaryen, dal momento che Tywin stesso era a conoscenza delle loro avventure sessuali.

Ci viene risparmiata Daenerys, perdendo purtroppo così anche Khal Moro e i suoi cavalieri di sangue, ma l’ambientazione di Essos rimane, spostandosi da Meereen a Hell’s Kitchen, dove Arya ha avuto bisogno di solo due scontri e una decina di lividi per essere riammessa nella Casa del Bianco e del Nero. Grande emozione. Ma, in effetti, prolungare questa parte di storyline sarebbe stato come farci vedere Bran attaccato a un albero e senza visioni.

Il punto forte dell’episodio, checché si dica del finale, è stato a Grande Inverno, dove un saggio Roose Bolton cerca di far comprendere al disperato figlio che non avrebbe senso attaccare il Castello Nero, inimicandosi così tutto il Nord; a Ramsay non importa e l’ambasciatore dei Karstark è d’accordo: Sansa deve venire a cena, molte casate si stanno infuriando per la sua assenza. Nel bel mezzo della discussione, arriva una buona notizia: lady Walda ha partorito un maschietto. Congratulazioni, che bello, lord Bolton di nuovo padre, e poi arrivano i saluti in stile Lannister: mentre lo abbraccia, Ramsay pugnala il padre a morte. C’è, però, ancora un erede in giro. E una Walda che proprio non intuisce la vera natura del figliastro. Ramsay fa chiamare matrigna e fratellastro, si congratula per la nascita, li porta dai cani e fine della storia. Che qui si è voluto riassumere in due righe, ma a casa mia è stata una sofferenza.

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Il momento più bello, tuttavia, arriva subito dopo. Mentre le Mophie si divertono su Instagram, le sorelle Stark sono ancora divise; Brienne racconta a Sansa di Arya e la lady di Grande Inverno accenna un sorriso quando sente che la sorella non era esattamente vestita come una dama, poi il discorso si sposta su Theon. Che ha deciso di tornare a Pyke, a casa. Jon non lo perdonerebbe per quel che ha fatto alla loro famiglia, a Robb, e in alcun modo prendere il nero gli concederebbe il perdono che, secondo lui, non potrà mai avere per un crimine così grande. In questa scena, in compagnia di un personaggio rassicurante come Brienne, che le ha salvato la vita in trenta secondi, sembra che Sansa possa essere finalmente se stessa, nel modo di parlare, di camminare e di porsi, perché non sta più recitando una parte impostagli da altri, non sta cercando di copiare sua madre o Margaery o Ditocorto; abbraccia Theon e trema perché lui è la cosa più vicina alla famiglia che abbia, e il non più Reek riceve finalmente il perdono, perlomeno da lei.

Parlando di Pyke, le cose non si mettono bene per i Greyjoy, che hanno deciso di partecipare ai giochi. Dopo una discussione con la figlia, Balon esce sotto la pioggia e si trova il ponte sbarrato da una figura incappucciata, che pochi minuti dopo lo getta in mare; la scena è fedele alle poche righe descritte nei libri, ma aggiunge un particolare essenziale: l’identità dell’assassino. Si tratta di Euron, fratello di Balon e pirata nei mari di Essos, che ha viaggiato da Vecchia Città a Qarth facendosi una pessima e temibile reputazione; ci viene donata anche una scena omerica con il racconto del pirata fuori di sé legato all’albero maestro. Euron è convinto di essere il Dio Abissale, o almeno che la loro potenza sia equiparabile, ed è tornato per prendere il trono. Che Yara credeva destinato a se stessa, ma non stava a Balon decidere a chi lasciarlo: è ora tempo dell’attesa Acclamazione di Re. Candidati che possiamo fin da ora ipotizzare: Yara, Euron… e forse perfino Theon.

Ancora una volta, l’episodio si conclude al Castello Nero. Davos, ancora ignaro della vera fine di Shireen, fa qualcosa di assolutamente inaspettato: chiede aiuto a Melisandre, rivelandole che non crede nel suo dio o in altri, ma nei poteri che ha già dimostrato di avere; alla fine la donna accetta e decide di svegliare Biancaneve. Non con un bacio, però: eseguendo un rituale con formule magiche, Melisandre si impegna al massimo per realizzare lo scopo desiderato, ma nulla accade. Almeno finché i Corvi sono nella stanza; non appena rimane solo con Spettro, Jon apre finalmente gli occhi. Wow, che colpo di scena. Ma a quanto pare lo è stato davvero per molti.

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Personaggi in dell’episodio: Sansa e Theon per averci concesso una scena tanto bella (tanto si sa che parteggio sempre per Sansa, mi spiace); Jaime e il discorso a Tommen e Jaime e il discorso all’Alto Passero, che deve cominciare a togliersi dalla strada dei Lannister se vuole vivere (ma non vuole vivere); Davos, pronto a chiedere aiuto a una donna che detesta pur di fare la cosa giusta.

Personaggi out: Ramsay, che invece di ascoltare il padre ha preferito togliersi ogni parente di mezzo e fare di testa propria, andando sicuramente incontro alla rovina; Balon, che non tiene assolutamente conto della pazzia e della determinazione del fratello e finisce così in fondo al mar; Tyrion, perché gli è andata bene, ma avrebbe potuto essere ammazzato in meno di un minuto e, per quanto mi piaccia come personaggio, ci avrei goduto. Come ha ammesso lui stesso a Varys, la prossima volta che avrà un’idea così idiota sarà meglio fermarlo.

Passiamo ora all’analisi del promo di Oathbreaker (SPOILER dei libri nell’ultimo punto):

  • Jon si risveglia e il Popolo Libero lo vede come una divinità. È una reazione normale, dal momento che Westeros ed Essos pullulano di dei e un uomo è appena tornato, incredibilmente, dalla morte, ma potrebbe essere un riferimento all’identità di Azor Ahai?
  • Arya migliora nell’allenamento e finalmente riesce a parare i colpi dell’avversaria: un po’ alla volta, sta diventando un Uomo Senza Volto.
  • Un drappello di soldati giunge a Grande Inverno per portare un “regalo” al nuovo lord Bolton. Se si tratta degli stessi uomini che poco prima sventolavano lo stemma della casata di provenienza, allora sono uomini dei Roxton, fedeli ai Tyrell; il primo pensiero è andato ai nordici Umber, che in realtà spezzano le catene nel loro stemma, ma grazie al talento di Podrick Payne nell’araldica è stata scoperta la loro vera identità. L’ipotesi, prima di tutto, è che i Tyrell cerchino l’appoggio dei Bolton contro i Lannister. Che dono potrebbero avergli mandato? Viene da pensare subito a un prigioniero, ma se invece avessero Ditocorto o perfino Olenna, e il regalo non fosse altro che una grande, nuova alleanza? Altrimenti il prigioniero potrebbe essere un appena catturato Theon – che tuttavia si trovava al Nord, ben lontano dai territori Tyrell.
  • Dany arriva a Vaes Dothrak, mentre Cersei torna a essere Cersei, determinata e pronta a tutto.
  • Il momento tanto atteso: Bran e il Corvo a Tre Occhi assistono alla battaglia di Torre della Gioia. Ned, insieme ai suoi uomini, sfida la Guardia Reale dei Targaryen per salvare Lyanna, rapita da Rhaegar e nascosta nella torre. A differenza del flashback a Grande Inverno, che si è limitato a introdurre il suo personaggio, questa scena potrebbe rivelare un particolare molto importante della storia di Lyanna, sostenendo o meno la teoria che Jon sia suo figlio e quindi un’altra “testa di drago”. Quasi certamente il flashback si interromperà prima, lasciando per gli ultimi episodi il giuramento fatto da Ned alla sorella morente, ma per ora potremo già godere dello scontro dei ribelli contro la Guardia Reale.

Il titolo dell’episodio sembrava riferirsi a Oathkeeper, puntata della terza stagione in cui Jaime dona Giuramento a Brienne, ma nessuno dei due appare nel promo; è quindi più probabile che sia legato alla scena a Torre della Gioia o all’alleanza che i Tyrell potrebbero proporre ai Bolton.

Valar Morghulis.

– Medusa –

4 pensieri su “L’occhio di Medusa: recensione Game of Thrones 6×02 – Home

  1. Solo una cosa: perchè mai Cersei dovrebbe essere la madre/zia di Tommen? E’ sua madre! Punto! Su questo non vi sono dubbi.
    Maternità sempre certa!

    • Grazie per il commento! Nell’attesa che l’autrice ti risponda, intanto “difendo” la battuta sulla “madre/zia”: essendo Tommen figlio di Jaime, fratello di Cersei, lei non è solo la madre, ma anche la zia, se ci pensiamo in modo ironico :). Ti ringrazio ancora, continua a seguirci!

  2. Altro appunto (scusate se faccio il rompiballe): non ci sono stati mai sospetti su presunte avventure sessuali tra Joanna Lannister a Aerys II. Semmai vi è il sospetto di uno stupro di quest’ultimo ai danni di Lady Lannister, dato che il Re Folle in più occasione aveva manifestato il suo interesse per quest’ultima.
    Solo Tywin ha palesato sospetti, per una pure questione d’orgolio, che Tyrion potesse non essere suo figlio , in quanto deforme (e si sa che i Lannister son tutti belli e fighi). Ma non ha mai accusato la moglie di averlo cornificato.

    • Ciao, grazie per il commento!
      Per quanto riguarda la battuta sulla madre/zia, Lidia ha già spiegato cosa intendessi dire; invece, il discorso Joanna ed Aerys è un po’ più complicato.
      Aerys ha molestato (a parole e probabilmente a fatti) Joanna durante la messa a letto nel giorno del matrimonio con Tywin, ma credo non sia arrivato allo stupro in quel momento… o perlomeno non a quello che avrebbe concepito Tyrion (seguendo la teoria sul suo essere in parte Targaryen, intendo dire). In seguito, la regina ha allontanato Joanna e altre famose amanti di Aerys dalla corte, ma non è spiegato se Joanna fosse effettivamente un’amante consenziente o avesse subito violenza – né, in effetti, se ci fosse stato realmente qualcosa. Quindi modifico la mia affermazione nell’articolo, dicendo che Tywin era a conoscenza delle voci sulle loro avventure sessuali (chiamate in questo modo perché non è specificato nemmeno se fossero consenzienti o no).

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