L’Occhio di Medusa: The Perfectionists 1×02-03 commento e teorie

L’Occhio di Medusa: The Perfectionists 1×02-03 commento e teorie

Inizio scusandomi per non avere pubblicato l’articolo la scorsa settimana per problemi di tempo, cercherò di rimediare ora facendo un breve resoconto di entrambi gli episodi, che potremo chiamare “Il funerale” e “Mason non è colpevole”. Prima però un piccolo appunto sulla sigla: orribile. Hanno usato Secret delle The Pierces come per Pretty Little Liars, ma riducendola molto e mostrando poche immagini senza senso. Pessima scelta.

Partiamo ora con il funerale di Nolan, dove Marlene ci regala subito una chicca: ai tre “Liars” arriva un messaggio mentre sono in chiesa e il mittente è… Ali. Non una Mona che si firma A, ma la vera Ali. Bella citazione (non come la sigla). Dopo la morte del loro fidanzato e “amico”, i protagonisti devono affrontarne le conseguenze, consapevoli che l’omicidio è avvenuto proprio come Caitlin lo aveva immaginato e che le prove dei ricatti subiti potrebbero finire nelle mani della polizia, e dunque renderli i primi sospettati – cosa che avviene subito grazie all’agente Dana Booker. Ho notato che Marlene vede i poliziotti quasi in un unico modo: se sono maschi, sono corrotti; se sono femmine, saranno ostili ai protagonisti anche quando avranno le prove della loro innocenza (vedasi la terribile Tanner, che è riuscita a farmi odiare qualcuno più di Alison). La Booker chiede ai tre sospetti un alibi e, inaspettatamente, è Ali stessa a fornirglielo: la sera dell’omicidio erano tutti a casa sua.

Ali in realtà approfitta di un’informazione ricevuta da Mona, che si è accorta che, proprio in quel lasso di tempo, c’era stato un blackout nel quartiere in cui si trova l’appartamento della nuova assistente; più che usare questa notizia per creare un alibi (quasi) perfetto, sarebbe più curioso scoprire il perché del blackout. Blackout che, in questo modo, ha impedito ad Ali di ricevere un messaggio da parte di Nolan, il quale le chiedeva di incontrarsi sul tetto. Era davvero lei che aspettava? Gli serviva l’aiuto di una manipolatrice che, come Taylor, aveva finto la propria morte? Gli indizi sembrano portare a questo.

Per le teorie rimando alla fine dell’articolo, ora voglio soffermarmi su quanto fossero belle Mona e Hanna al telefono. Spencer e Toby si sono sposati ed è magnifico, ma lo è ancor di più sapere che le due ragazze si vogliono ancora bene – almeno per me, che ho sempre adorato il loro rapporto.

Il terzo episodio ci fa intuire chi non scopriremo essere l’assassino: Mason, l’amico di infanzia di Nolan che crescendo si era allontanato da lui, soprattutto dopo che la sua ragazza Caitlin l’aveva lasciato per l’amico. Tutto punta contro di lui:

  • erano diventati rivali;
  • mangia le stesse gomme la cui carta si trovava nel bosco e nella baita di Taylor (baita che Ali ha scoperto proprio grazie a una fotografia di Nolan e Mason, quindi la carta poteva essere lì da molto tempo);
  • come già detto, conosceva la baita, ma aveva anche scoperto che ora ci viveva Taylor?

Marlene insegna che il primo sospettato (e il secondo, e il quattordicesimo) non è mai quello vero, a parte CeCe, che effettivamente è stata sospettata per sfinimento, una volta che i personaggi da accusare erano finiti. Mason non c’entra, ma poteva essere effettivamente lui a trovarsi nel bosco insieme a Caitlin, Ava e Dylan.

La Booker prosegue le sue indagini e perseguita Dylan e Caitlin, mostrando di avere le prove di almeno uno dei ricatti, mentre sul tablet del musicista appare una sua foto compromettente insieme a Nolan. Grazie all’aiuto di Claire Hotchkiss, Dana tenta di far capitolare i ragazzi in modo da metterli l’uno contro le altre, ma non riesce nell’intento: ora non sono insieme solo per fingersi ancora gli amici di Nolan, ma perché si trovano simpatici. E fanno fronte comune. Piccolo applauso per Ava che finalmente riesce a reagire al lutto.

Prima di scoprire che la Booker possiede le prove di almeno uno dei ricatti, il trio si ingegna per trovare il nascondiglio di Nolan. Il primo posto ipotizzato si rivela una doppia delusione: non solo non trovano nulla che li riguardi, ma capiscono che qualcuno li aveva già preceduti. Il secondo luogo è la baita, dove Ava aveva seguito il fidanzato nel pilot per scoprirlo in compagnia di una “bionda” (che in un primo attimo scambia per Alison). Insieme alla loro insegnante perlustrano il posto, trovando Dylan la citata carta delle gomme e Ali, tornata lì da sola, il fiore che era stato fotografato sulla tomba di Taylor. Essendoci passata anche lei, fa due più due e annuncia a Mona che Taylor è ancora viva.

E, secondo me, è l’assassina. Pensate alla cartaccia che incolpa Mason: Caitlin pensa a lui perché lo vede buttarla, ma non è detto che sia il solo a masticare quelle gomme; quella rinvenuta nella baita poteva essere proprio di Taylor, la stessa che si trovava nei boschi quella fatidica sera.

Ben presto, però, faremo la conoscenza di un nuovo personaggio, ossia il padre (o la madre) di Caitlin. Parlando di lei, Claire afferma che non avrebbe potuto uccidere perché “non fa parte del suo DNA”; potrebbe solamente significare che non è da lei (la stessa che tuttavia crede nell’omicidio per giusta causa, tema di Dieci piccoli indiani che accompagnerà la stagione), se non fosse che Caitlin potrebbe non conoscere almeno uno dei suoi veri genitori, mentre Claire sì. Caitlin ha due mamme, dunque è stata concepita da solo una di loro o è stata adottata. Non dubiterà delle madri, però potremmo incontrare un personaggio che apparentemente non sembra avere un movente e che potremmo in seguito scoprire, proprio grazie a Claire, che ha agito per proteggere la figlia e sua madre.

Dopo il funerale, è il momento di un’altra splendida citazione (di cui non potevo evitare di parlare): il maiale, o meglio il topo, nel bagagliaio. Accompagnato da un biglietto: uno dei tre protagonisti è un traditore. Vero o falso? Probabilmente vero.

Per ora la serie non mi sta appassionando molto, ma spero si risollevi, perché ho bisogno di un altro Pretty Little Liars.

Bye bye, bitches.

 

– Medusa –

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