L’occhio di Medusa: commento Pretty Little Liars 7×20

L’occhio di Medusa: commento Pretty Little Liars 7×20

Credo che questo sarà un lungo articolo, per cui mettetevi comodi e preparatevi a sentirsi nostalgici: cercherò di esaminare tutto, dalla storia e le motivazioni di A.D. alle scene più divertenti, dalle domande a cui non sono state date risposte alle incongruenze del finale, fino a una breve panoramica riassuntiva delle sei Liars – sei, perché Mona è una di loro. Ha ucciso per loro, è parte del gruppo, se lo merita.

A.D., come avevamo immaginato io e almeno un altro 30% degli spettatori, era la gemella di Spencer, Alex Drake. Marlene ci ha trollati un sacco di volte in questo episodio, a iniziare dalla maschera di Melissa indossata da Mona, che ha fatto solo temporaneamente esultare i fan delle teoria MelissA. Sorry, guys. Alex ha alle spalle una storia molto simile a quella di Charlotte, che ha portato al loro prevedibili avvicinamento: data in adozione appena nata, viene abbandonata – al Radley o in una casa per bambini irrequieti – durante l’infanzia o l’adolescenza. Charlotte sapeva di avere una sorella con il nome di Alex Drake a Londra, così ha incaricato Wren, suo dottore, di trovarla; le sorellastre hanno scoperto di avere molte, troppe cose in comune, a partire dal desiderio di una famiglia, e la vicinanza di Charlotte non solo ha reso Alex felice come non era mai stata, ma ha fatto riaffiorare in lei quei disturbi che avevano spinto i genitori adottivi ad abbandonarla. Una piccola parentesi su questi genitori: persone schifose. Una bambina non è un oggetto che si può restituire a piacimento, proprio come i cuccioli che quando crescono non si “possono” tenere in casa. La rabbia di Alex è perfettamente comprensibile, ha sbagliato solo a indirizzarla.

Wren, come afferma Alex, è attratto da donne piuttosto simili… o almeno con lo stesso sangue. Lascia Melissa e inizia una storia con la gemella di Spencer, mentre Charlotte si è legata ad Archer. Wren è un dottore pessimo, ammettiamolo: non dovrebbe aiutare una sua ex paziente al di fuori del Radley, e sicuramente non utilizzare il proprio seme per concepire le figlie di Alison ed Emily. È la stessa Alex a rivelarlo, quando con il braccio una delle bambine si guarda allo specchio: l’immagine promozionale era uscita poco prima dell’episodio, ammiccando allo spettatore con il riflesso di Spencer, e significativamente non era trapelata la notizia che le figlie di Alison sarebbero state due – sebbene, in realtà, non credo che il suo patrimonio genetico abbia potuto influenzare quello di Emily e Wren. Si è trattato piuttosto di un riferimento alla presenza di più di una coppia di gemelle in Pretty Little Liars, e spero non a quelle del racconto di Alison – per chi volesse un chiarimento a riguardo, e anche al vestito “da comunione” di una delle due nella visione di Ashley, suggerisco di guardare Alice sweet Alice di Alfred Sole.

Alex soffre per la morte di Charlotte e intende trovare il suo assassino. Manda Wren a uccidere Mona, ma lei lo convince che può essere utile – è pur sempre la mente migliore di Rosewood. Finge di collaborare con Alex per poi scoprire l’ubicazione del suo nascondiglio e liberare Ezra e Spencer, l’uno colpevole di avere intuito qualcosa di strano nei comportamenti di “Spencer”, l’altra nascosta per prendere il suo posto. Alex aveva creato una sorta di Casa delle Bambole, un piccolo mondo sotterraneo in cui forse fare vivere Spencer, senza permetterle però di scappare; il suo mondo, invece, sarebbe stato quello reale  a cui apparteneva Spencer. Ero erroneamente andata più in là con le supposizioni. Pensavo che Alex non avesse voluto un assaggio della vita di Spencer, ma che avesse preso il suo posto già nel penultimo episodio, o che addirittura fosse la Spencer che tutti conoscevamo, scambiata nel pilot com Avery, l’amica di Sara Harvey che non avevamo mai visto in volto e che dopo la scomparsa di Sara – lo stesso giorno della sparizione di Alison – aveva passato il tempo a dormire a causa delle medicine. Sbagliavo: l’idea di Alex deve essere nata dopo la chiusura della storyline di Charles.

Prima di proseguire, vorrei farvi una serie di domande. Chi tra A, Charles e A.D.:

  • preferite come personaggio;
  • ne preferite la storyline;
  • ne preferite le minacce e le prove a cui hanno sottoposto le Liars;
  • credete abbia la storyline più lineare;
  • ne avevate scoperto l’identità;
  • non avreste mai detto fosse lei.

Il mio preferito è Mona, lo stalker che credo abbia la storyline più lineare: bullizzata da Alison usa il proprio ingegno per spingerla alla fuga, stringe amicizia con Hanna e impazzisce quando teme che le altre Liars tornino a fare gruppo e la respingano ancora. Avevo scoperto la sua identità come quella di A.D., nel senso che avevo guardato gli ultimi episodio del loro “arco” vedendo nei loro comportamenti indizi che confermassero la mia ipotesi; al contrario Charles, che ho ipotizzato fosse Cece solo poche ore prima della rivelazione, è quello di cui ho preferito la storyline e l’episodio in cui è stata raccontata. Alex non mi dispiace… ma le sue torture non sono le migliori, sorry. Preferisco A e Charles, soprattutto A.

Lasciamo perdere per un attimo A e i suoi successori, fulcro della serie, e focalizziamoci sui momenti più divertenti dell’episodio. Primo fra tutti l’incontro delle mamme con successiva sbornia alla cena di prova di Aria ed Ezra; ho amato l’occhiolino di Marlene agli spettatori, quando le tre cominciano a ricordare il modo in cui sono uscite dallo scantinato sei anni prima e poi si interrompono dicendo soltanto che Pam non aveva più bevuto da allora. È una domanda rimasta irrisolta, ma di poco conto, e mi piace abbiano deciso di liquidarla con una scenetta comica. Applausi anche al cameo di Marlene, che con il cellulare che squillava in chiesa ha fatto credere a tutti, come durante il funerale di Ali, che i giochi fossero iniziati di nuovo. E in un certo senso lo sono, perché “il cerchio si chiude”, ma non nel modo che ci aspettavamo: l’ultima scena è dedicata alla scomparsa – meno male! – di Addison, la bulla della nuova generazione; se vogliamo seguire la soluzione del mistero di Ali, possiamo ipotizzare che il colpevole sia la ragazza sorda che aveva trovato una bambola raffigurante se stessa, trafitta da un coltello, nel proprio armadietto.

Ci sono delle domande, però, per le quali a differenza della storia dello scantinato avrei preferito avere delle risposte:

  • Maya sapeva davvero troppo? Viene soltanto nominata come zia di una delle amiche di Addison, ma credevo avesse scoperto il passato di Charles, almeno.
  • Perché Mike non era nemmeno al matrimonio della sorella? Lo so, Teen Wolf… ma mi è dispiaciuto.
  • La Spencer che chiamava “mamma” Mary era sempre Alex? Credo di sì, in questo episodio come nel penultimo, quando le aveva preso la mano; in questo modo, facendole capire che solo lei, e non Spencer, l’aveva accettata come madre, poteva spingerla a seguire il suo piano.

Le incongruenze sono più numerose:

  • Alex si fida subito di Mona, che aiuta sua madre a evadere, e in quale modo testa la sua lealtà? Facendole indossare la maschera di Melissa per spiare le Liars. Aria aveva tradito le sue amiche, perché all’assassina di Charlotte è bastato così poco? Mona individua Alex dicendole soltanto che le Liars avevano scoperto il suo gioco e lei le rivela dove trovarla… o questo è quello che immagino, dal momento che subito dopo la telefonata Mona possiede le coordinate del nascondiglio di A.D.
  • Wren è morto. Perché? E quando? Aveva fatto visita a Mona, non l’aveva uccisa e Alex si è vendicata? Ha ucciso il suo ex amante, ma ha lasciato in vita il killer di Charlotte?
  • Quando si conoscono Wren e Alex, Charlotte era ancora viva. Non riesco a collocare esattamente il periodo, dato che non si sono impegnati neanche a ringiovanire i personaggi, anche solo con una pettinatura diversa (Wren nello specifico).
  • La ferita che Toby tocca sul petto di Alex non può essere dovuta allo sparo. Alex convince Wren a spararle solo dopo la fine dei giochi, quando sente l’impellente necessità di essere Spencer, non prima di fare l’amore con Toby.
  • Quando Toby chiede alle due gemelle quale sia la poesia preferita di Spencer nel libro che gli ha regalato, Spencer risponde nel modo giusto. Ma Toby non nomina il libro in questione, che gli è stato dato da Alex a insaputa di Spencer.

Per concludere questo (lungo) commento, vorrei parlare di ciascuna delle sei Liars e del percorso che hanno fatto nel corso delle sette stagioni.

Aria ha capito come amare Ezra e ha messo in chiaro ciò che riguarda loro e ciò che riguarda principalmente lei. La loro storia è sempre stato un interminabile tira e molla, tra minacce di A e minacce dei genitori, tra tentativi di separarli a pause che non hanno sortito alcun effetto, fino al ritorno di Nicole – non una ex, ma una fidanzata che era stata data per morta – e al ricatto di A.D. Quello che rischiava Ezra era maggiore dei torti fatti alle sue amiche, e lei ha scelto Ezra, mentre lentamente lo aspettava riprendersi da Nicole e aiutarla a sua volta tornare alla vita. Aria ha aspettato, mettendo Ezra di fronte al fatto compiuto – lasciare che altri, più esperti e legati a lei, si occupassero di Nicole – solo quando la situazione non presentava altre vie d’uscita, ma è stata determinata e diretta quando ha spiegato a Ezra che quello che aveva scoperto sul proprio corpo era nell’immediato un problema suo, non di entrambi, e a doverlo accettare per prima era lei. Aria ha scoperto di essere sterile e soffre perché, anche non avendo mai mostrato nella serie il desiderio di diventare madre, le è stata preclusa questa possibilità, un desiderio che avrebbe potuto nascere in futuro, dopo il matrimonio. Nel frattempo è cresciuta anche a livello lavorativo, divenendo finalmente la scrittrice che avrebbe sempre voluto essere.

Emily ha superato le sue incertezze: il timore di non essere accettata per il suo orientamento sessuale, la paura di non essere all’altezza di Alison, la mancanza di un lavoro che le permettesse di mantenere la propria famiglia, l’abbandono degli studi, l’impossibilità di diventare un’atleta a livello mondiale. Da anello debole, Emily è diventata l’anello forte e non abbassa più la testa, sorridendo imbarazzata, quando una ragazza mostra interesse nei suoi confronti o le viene rivolto un complimento. La Emily di adesso si è guadagnata quell’interesse e quei complimenti, ha guadagnato l’amore di Alison e farebbe di tutto per tenere al sicuro lei e le loro bambine, e quando urla si fa sentire più di tutte. Emily è diventata più forte di prima, ha trovato uno sbocco lavorativo nel mondo del nuoto che aveva temuto di dovere lasciare per sempre e si sente realizzata con Ali, Grace e Lily.

Hanna ha reagito diversamente alle angherie di Charles e A.D. Si è sentita in colpa, dopo Mona e per Mona, e negli ultimi tempi aveva trovato una tranquillità al di fuori di Rosewood, con un ragazzo che non le ricordasse neanche lontanamente quello che aveva passato durante l’adolescenza. Ma era un’illusione, perché non si può voltare le spalle al passato in maniera definitiva, e soprattutto non si può dimenticare Caleb. I sensi di colpa di Hanna vanno dalla pazzia di Mona alla tristezza di Spencer, a tutto ciò che ha generato il suo comportamento superficiale in tali situazioni. È giusto che Hanna cerchi un’assoluzione – ed è ciò che ha fatto fingendo di essere l’assassina di Charlotte – ma Ashley le fa capire una lezione importante: è giusto esserci per chi non è stato aiutato in passato, ma è indispensabile farlo per chi c’è ora. Per Caleb, tra tanti. Hanna decide di restare accanto a Mona senza costringerla a invadere lo spazio personale dei due coniugi e mette Caleb prima di lei. Meno sensi di colpa per ciò che ha procurato, più tentativi di evitare in futuro altri sensi di colpa nei confronti di chi non le ha mai voltato le spalle. Ora ha un figlio che cresce nel suo grembo e, come Caleb le ha fatto notare, deve imparare a gestire Mona prima di decidere di allevare un bambino.

Spencer ha smesso di sentirsi l’ombra di Melissa, la sorella maggiore, la più determinata e ambiziosa, e ha scoperto che fra tutte le sorelle e le sorellastre che aveva Melissa era la migliore. Ha concluso giurisprudenza e si è riavvicinata a Toby, che è stata la comparsa della stagione: apparso solo in pochi episodi, è caduto nel tranello di Alex e ha riconosciuto la vera Spencer soltanto all’ultimo momento. Come Keegan aveva affermato in un’intervista, non ci sono stati baci Spoby nella settima stagione, perché le due scene di sesso e il bacio prima della partenza di Toby e Yvonne sono avvenuti con Alex. Spencer ha inoltre capito che Mary, per quanto affermi di amarla, ha fatto scelte ciniche permettendo ad Alex di rapirla, ma soprattutto vendendo una delle figlie per uscire dal Radley. Sa che l’unica persona della famiglia di cui può fidarsi è Veronica, la madre adottiva che si è dimostrata per lei molto più madre di Mary. Complimenti inoltre a Troian e alla sua splendida recitazione in questo episodio, alla quale ha contribuito anche l’impegno nell’imparare l’accento inglese.

Alison non è mai stata Addison. La seconda è una bulla come tante, la prima era un mostro del male: nel giro di una notte ha ricattato dieci persone, ne ha baciate cinque ed è finita nel mirino di oltre metà Rosewood. Alison sapeva custodire i segreti… e ora neanche un anello di fidanzamento. È un’Alison completamente cambiata, che attribuisce la sua incapacità nel mantenere una relazione e parte della sua aggressività nella paura di accettare l’amore per Emily. Un’Alison che guarda con orgoglio Jenna, rivedendo in lei una ragazza simile a quella che era un tempo Ali, non più una nemica. Niente più complotti ormai, solo lavoro e famiglia – quella vera, quella che ha costruito con Emily, non quella piena di segreti dei DiLaurentis.

Mona ha dimostrato, per l’ultima volta, di essere il personaggio migliore della serie nonché la vincitrice dell’intero gioco. Il suo desiderio di liberarsi di Alison e di avere delle amiche l’ha spinta a mettere da parte il proprio enorme cervello e fingersi la principessa della scuola – quella che, fino a un anno prima, l’aveva vista come “Mona la sfigata” – pur di essere accettata da Hanna, che ormai sappiamo volerle bene incondizionatamente. Mona ha creato il gioco di A, è stata scoperta, è finita al Radley e ne è fuggita, ha agito per Charles, è stata rapita, ha aiutato le Liars a scovare la verità, ha ucciso Charlotte per evitare che facesse loro ulteriore male, ha messo di nuovo a dura prova il precario equilibrio mentale per aiutare Hanna e, alla fine, ha collaborato con A.D. al fine di scoprirne l’identità e batterlo. Mona ha vinto e, dopo la scena iniziale delle sue allucinazioni, verrebbe da considerare il finale come frutto della sua immaginazione; tuttavia in molti hanno notato che il ragazzo francese e il poliziotto chiamato da Mona erano la stessa persona: Mary e Alex sono davvero prigioniere di Mona, fino a quando lei vorrà.

Non ho altre parole per lasciarvi, Alison e il suo studente hanno già detto tutto: anche se i protagonisti ottengono un lieto fine, il lettore è dispiaciuto di finire il libro. Un libro che è durato sette anni.

Addio, bitches, e arrivederci al 19 luglio con il commento di Game of Thrones!

– Medusa –

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