L’occhio di Medusa: commento e teorie Pretty Little Liars 7×12

L’occhio di Medusa: commento e teorie Pretty Little Liars 7×12

“L’occhio di Medusa”, la rubrica volante. Mi scuso con chi mi legge, ma ormai per me è impossibile vedere l’episodio prima del fine settimana, figurarsi buttare giù qualche riga; in compenso ho già un argomento con cui iniziare, riguardante una Liar che deve ricevere le mie scuse: Hanna Marin.

Hanna ormai è diventata insopportabile, l’ho già detto, ed è un peccato perché lei e Spencer sono sempre state le preferite del pubblico, ma forse – usando un po’ di psicologia spiccia – è possibile risalire al motivo del suo cambiamento. In questo episodio, dopo averla vista dare “di matto”, infuriarsi o farsi prendere dai dubbi, prima nei confronti di Spencer e poi per il vestito scelto dalla sua indossatrice, Hanna cede al panico, e non quello che avevamo visto fino a quel momento: Hanna ha un attacco di panico, o almeno credo che lo fosse. Attaccata nel negozio di scarpe e rannicchiata in un angolo, avrebbe la possibilità di chiamare Caleb, sia al telefono che a voce ora che lui è nelle vicinanze, ma non lo fa; rimane immobile, guarda solo il messaggio di A.D. e non risponde al richiamo del suo ragazzo. E perché?

Poco prima Hanna aveva avuto dei flashback, che – Marlene, io ormai mi perdo – potrebbero risalire al rapimento da parte di A.D. o alla Casa delle Bambole, poco importa: in entrambi i casi era stata torturata, psicologicamente o fisicamente, e credo che il suo cambiamento sia da attribuire al primo in ordine cronologico di questi due eventi; dopo essersi liberate del loro secondo stalker, Charlotte, le ragazze avevano avuto la possibilità di gettarsi a capofitto nella loro nuova vita e seguire la propria strada, e così Hanna aveva fatto, lasciandosi indietro Rosewood e, per la carriera, anche l’amato Caleb. Hanna era rimasta sola. Che impatto ha potuto avere ciò sul suo carattere? Per riavvicinarsi a Caleb c’è voluto l’ingresso in scena di A.D.: Hanna non è libera, si sente ancora sotto tortura e ha paura, perché il suo cavaliere è sempre pronta a salvarla, ma lei probabilmente sogna un mondo in cui Caleb non sia il suo salvatore, bensì il suo fidanzato e basta. Un mondo in cui possa avere una famiglia e una carriera senza interferenze esterne. Ma non può. Ecco il motivo di un’Hanna sempre nervosa e odiosamente acida.

Dopo questa lunga riflessione, passo ad Aria, che confermo essere la Liar più assennata in questi ultimi due episodi. Certo, tenta di intrufolarsi nella camera di Nicole – ma non era a New York?! – per fronteggiarla, non sappiamo ancora se con intenzioni pacifiche o meno, però non perde la calma o la fiducia in Ezra dopo avere visto le foto di lui e Nicole. Perché, diciamocelo, Aria è sempre stata una drama queen anche per questioni di poco conto, e ora che quell’idiota di Ezra si fa fotografare abbracciato a Nicole, per un articolo del genere, e non le manda neanche un messaggio per avvertirla e tranquillizzarla, Aria non perde le staffe. È da ammirare. Capisco in parte anche Ezra, riunito con un passato che gli è stato strappato e che forse tanto dispiacere non gli fa, però a una chiamata o un messaggio alla sua attuale fidanzata poteva anche pensarci. Lode a Holden e alla sua saggezza – no, non è lui A.D., toglietevelo dalla testa.

Spencer non fa niente. D’accordo, fronteggia la madre adottiva e cerca di staccare la testa a Jenna per le enormi cavolate che dice, ma non fa niente di interessante in questo episodio. Passiamo a Emily, Ali e alla sempre più saggia Paige – a quanto pare, le Liar devono sempre essere accompagnate da un personaggio del passato nominato improvvisamente “vecchio anziano del villaggio” che le faccia ragionare. A.D. è Addison, una mini Alison che ostile a Emily decide di confessare a Paige che la sua ex ragazza ci prova con lei e un’altra studentessa della squadra di nuoto; Paige sa che effettivamente Emily se l’è passata tutta, la squadra di nuoto di Rosewood, però la conosce bene e sa che un atteggiamento del genere sarebbe improponibile da parte sua, quindi la mette al corrente. Ed Emily cosa fa? Gioca a Jumanji e ottiene le prove per ricattare Addison e costringerla a ritirare le accuse. A quanto pare, quindi, il gioco spinge ciascuna delle Liars a dare prova del loro lato peggiore – i pezzi del puzzle dovrebbero essere sei e il primo, trovato da Spencer, era solo un’esca per farle iniziare.

Sono curiosa di vedere il “lato peggiore” delle altre Liars, sebbene mi immagini Aria attaccare l’indifesa e ferita Nicole, Hanna sbraitare contro l’adorabile Mona e Spencer staccare la spina a Yvonne. Dai, Spencer è una Lannister, ne siamo già al corrente.

Un’ultima riflessione riguarda Jenna, e più che è una teoria è una confutazione delle sue parole e delle idee che le Liars si stanno facendo:

  • Jenna non veniva minacciata da Noel, bensì era in combutta con lui.
  • Jenna non ha inviato messaggi ad Addison. Per l’amor delle trollate di Marlene, Liars: Addison è la classica bulletta e ha solo ricevuto un messaggio mentre Jenna ne inviava un altro. Mentre lo scrivevo mi è arrivato un messaggio, sarà Jenna?!
  • Jenna indossa quell’abito perché A.D. ha voluto che lo facesse, e questo è chiaro. Ma se semplicemente Claudia lo avesse messo in produzione, infischiandosi della partecipazione di Hanna al progetto?

Chiudo alla Cluedo: Lucas è l’assassino e la gemella di Spencer è A.D.

Bye bye, bitches.

 – Medusa –

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