L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 8×05

L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 8×05. Quando una regia impeccabile viene rovinata da una sceneggiatura pessima.L’occhio di Medusa: commento e teorie Game of Thrones 8×05

È lunedì mattina e questo è un commento a caldo. Ecco come mi sono comportata con gli episodi precedenti: guardati una prima volta in diretta, poi una seconda per prendere appunti e notare eventuali dettagli che in precedenza mi erano sfuggiti; schematizzare le linee guida e infine scrivere l’articolo. Questa volta mi sono fermata al punto uno, perché non ho alcuna voglia di riguardare questo episodio fallimentare, ma desidero solo buttarmelo alle spalle. Se ci riuscirò, domani lo rileggerò a mente spero più fredda e capirò se sono stata troppo pessimista – no, non credo, vedrò solo se ci sarà da aggiungere altro.

Sono amareggiata. Come sapete, ho difeso la serie con le unghie e con i denti, ma fin dall’inizio di questa penultima puntata ho intuito che la serie stava andando alla deriva. Non mi pento di avere avuto opinioni più o meno positive sul resto della stagione (escludiamo il terzo episodio, che ora sto rivalutando in bene), ma avrei voluto finisse lì. Non so quanti di voi abbiano visto How I Met Your Mother e abbiano avuto quel senso di amarezza non dovuto alle ship, bensì a un’impressione di calo di scrittura che costringe, malvolentieri, a rivalutare l’intera serie. O quanti abbiano letto Margherita Dolcevita, che mi ha impedito di leggere qualsiasi altra cosa di Benni perché guardare quello che, per i primi capitoli, potrebbe diventare un capolavoro autodistruggersi in favore di una morale spicciola e di scene raccapriccianti… beh, fa male. Fra poco proverò quelle sensazioni, ma al momento c’è un misto di rabbia, incredulità e rassegnazione. Mi dispiace di non essere in grado di attendere l’ultimo episodio come promesso per dare una valutazione generale e affermare che tutto è andato, beh, con dolci ragazze come Shae e Ros, però non riesco più a difendere lo show, la HBO e quello schifo di D&D.

Partiamo con i lati positivi:

1) Nessuno (e non parlo di Arya). No, non è vero, qualche lato positivo c’è.

1bis) Cersei che, in mezzo alla Cleganbowl, si fa educatamente da parte. Mi aspetto una valanga di meme con “Scusi… permesso… grazie mille”.

2) La regia di Miguel Sapochnik. Questa è un’aggiunta “a freddo”. Non riuscivo a capacitarmi del perché ad alcuni la puntata fosse piaciuta… e la risposta è Sapochnik. Le scene di Arya, in particolare, sono state superbe: ho provato lo stesso senso di angoscia della Battaglia dei Bastardi (là dato dal lungo piano sequenza di Jon, dall’accalcarsi di soldati e cadaveri sopra di lui), l’ansia per la sorte di Arya, la paura per ciò che poteva accaderle. Perché non l’ho provato per altri personaggi come il mio amato Jaime? Perché proprio per Arya, che non rientra tra i miei preferiti? Grazie a Sapochnik, che è riuscito a mettere insieme fotografia, montaggio e musiche con una maestria tale che la sceneggiatura pessima di D&D è riuscita a passare in secondo piano. Nel complesso, l’intera puntata ha avuto vette molto alte di regia ed è un peccato che i dialoghi e la caratterizzazione piatta dei personaggi l’abbia messa in secondo piano; secondo me, senza Sapochnik il risultato sarebbe stato assai peggiore.

3) Arya. C’è chi la mette tra i lati negativi dell’episodio, perché le succede di tutto, eppure sopravvive. Non è un sopravvivenza dettata dal suo addestramento come era accaduto a Grande Inverno, bensì dalla pura fortuna, ma ciò che ho apprezzato di Arya è la presa di coscienza. Già una volta aveva scelto la famiglia invece della vendetta, tuttavia rifiutando Gendry e partendo per Approdo del Re con la consapevolezza di non tornare più a casa aveva di nuovo messo in cima alle sue priorità il completamento della lista; nello specifico, l’omicidio di Cersei. A farla ragionare è il Mastino e non bisogna pensare che tutta quella strada non le sia servito a niente: di fronte all’orrore che si sta riversando tra le strade, il popolo in fuga, la realtà di una guerra in cui sia i buoni che i cattivi sono i Vivi, Arya ascolta le parole dell’uomo che ha imparato a volerle bene come a una figlia. “Non diventare come me”, le vuole dire. Arya è giovane, ha la possibilità di vivere, di non farsi divorare dal rancore e dalla vendetta e, alla fine, sceglie di seguire il consiglio di Sandor. Ha motivi per vivere.

Così scappa, fugge, cerca di andarsene dalla battaglie perché il nemico – Cersei – verrà ucciso da qualcun altro, forse dalla stessa Madre dei Draghi, e alla fine si trova a osservare gli orrori della guerra. E ne ha paura, e ne è sconvolta. Potrebbe tornare a casa, ma non lo farà.

4) L’espressività di Emilia Clarke. Non ho mai elogiato la recitazione di Emilia, che impallidiva di fronte a mostri come Lena Headey, che anche nella sua uscita di scena si è dimostrata un’attrice grandiosa. Eppure nei primi piani di Daenerys ho riscontrato quello che la sceneggiatura non è riuscita a comunicare: il suo cambiamento. Il trucco l’ha aiutata, ma sono stati i suoi sguardi, la curva delle labbra, le espressioni a dare spessore al suo personaggio e alla sua follia. Grazie, Emilia, perché nel momento in cui hai dovuto accettare la svolta malvagia di un’eroina che ti ha accompagnata per anni hai scelto di interpretarla alla grande.

Vediamo ora i lati negativi, che riguardano nello specifico la sceneggiatura (ovviamente) e la grafica.

1) Partiamo con gli effetti speciali, così ce li togliamo subito. Non mi capacito di come la HBO possa essere a corto di soldi per ottenere degli effetti speciali decenti. Ha destinato tutti i fondi a Westworld? Il contratto di Meryl Streep per Big Little Lies era troppo esoso? Un conto è ignorare Spettro ed eliminare Rhaegal a metà stagione per risparmiare sulla CGI, un altro è mostrare una città in fiamme che ha del ridicolo. Avete fatto caso alle mura distrutte dal fuoco, a quel che rimane in fiamme? O alla veduta di Approdo del Re dall’alto? A un certo punto sembra disegnata a mano.

2) Varys. Riflettendo sullo scorso episodio, avevo cominciato a dubitare della caratterizzazione di Varys, che si espone troppo di fronte a Tyrion: non è il Ragno Tessitore che agisce di nascosto, che usa i suoi uccellini e che, da solo, avrebbe potuto rovesciare un sovrano. Se la morte di Ditocorto non mi ha soddisfatta (mi è piaciuto moltissimo che abbia sottovaluto Sansa, ma non che l’abbia implorata di risparmiarlo in maniera così imbarazzante), quella di Varys mi ha fatto subito presagire cosa sarebbe accaduto nel resto dell’episodio. E sapete in quale punto? Quando fa intuire di essere intenzionato a uccidere Daenerys con il veleno. Avrebbe subito portato a lui, sarebbe morto dopo essere sopravvissuto a così tanto, perfino agli Estranei. Ottima la scelta di usare la stessa bambina che si nascondeva con lui nelle cripte – che però non ricordo se è la “Shireen” di Davos – ma perché bruciare i messaggi? Sapeva di essere spacciato, aveva anche tolto gli anelli, si stava preparando alla morte. L’unica risposta è che avesse già inviato dei corvi, ma volesse fino all’ultimo fingere di non avere ancora agito, o di attentare “soltanto” alla vita di Daenerys. Varys li ha mandati, quei corvi, e a tutti quei lord che ancora contano qualcosa nei Sette Regni (Edmure Tully, Robin Arryn che comunque è già dalla parte di Sansa, il principe di Dorne, Yara Greyjoy, Gendry Baratheon) e che, ora che Daenerys ha fatto la sua mossa folle, saranno più propensi a sostenere un altro candidato.

3) Jaime ha impiegato CINQUE GIORNI per arrivare ad Approdo del Re. A volere esagerare. Ricordate nel pilot quando Cersei affermava che erano in viaggio da un mese? In quel caso si portavano dietro una casa su ruote, ma attraversare Westeros da soli, da Grande Inverno ad Approdo del Re, senza case su ruote o eserciti, e cercando per quanto possibile di non essere riconosciuti (l’hanno fermato solo i soldati di Daenerys) credo richieda minimo due settimane. Jaime parte subito dopo la morte di Rhaegal e la mattina successiva Tyrion informa Daenerys che Jon avrebbe impiegato almeno quattro giorni per raggiungere Roccia del Drago. Com’è possibile che sia arrivato prima? Quanto era utile mostrare la sua cattura? Solo per farci vedere i fratelli Lannister insieme per l’ultima volta? Aggiunto una nota: sì, è vero che anche Varys, nelle stagioni precedenti (ultimo episodio della sesta), è sembrato teletrasportarsi da Westeros a Essos nel giro di una scena, ma in tal caso ho “sospeso l’incredulità” dando per scontato che fosse passato del tempo – dopotutto con lui c’erano anche le navi dei Martell.

Piccola aggiunta dopo avere fatto due conti: la distanza, più volte citata nella serie, da Approdo del Re a Grande Inverno è di mille miglia; da Roccia del Drago, in linea d’aria, saranno ottocento-novecento. Contando le necessarie pause durante il viaggio, il corvo ha impiegato tra i tre e i cinque giorni per raggiungere maestro Wolkan e, di conseguenza, Sansa e Jaime. Questo perché mi piace essere meticolosa, però devo anche aggiungere che, durante il viaggio di Jon e la Compagnia dell’Anello oltre la Barriera, lo stesso corvo ha impiegato mezza giornata dal Castello Nero a Roccia del Drago, e altrettanto tempo ci ha messo Daenerys in sella ai draghi per raggiungere il gruppo. Ma perché ci perdo ancora tempo?

4) Drogon contro tutti. Rhaegal, ferito e preso alla sprovvista, è stato ucciso; Drogon, puntato dal solo scorpione di Bronn, è stato colpito ed è caduto a terra. Perché ora Drogon, guidato solo dalla furia del suo cavaliere, è in grado di distruggere tutti gli scorpioni di Approdo del Re senza farsi nemmeno un graffio? Questa non è sospensione dell’incredulità, è spegnere il cervello. Anche cercando di godersi lo show senza farsi domande è impossibile rimanere senza parole – a meno, appunto, di non avere spento il cervello.

5) Sono durati più gli sguardi tra Verme Grigio e Harry Strickland che la Compagnia Dorata. E solo perché non avevano gli elefanti. Ma che mi rappresenta introdurli e farli morire così?! E la Flotta di Ferro (che almeno ha potuto combattere ogni tanto)? Posso ancora cercare di passarci sopra, notando che è una tattica già utilizzata quella di mostrare un personaggio che potrebbe cambiare le sorti della situazione e poi liberarsene subito. Però non mi sento comunque soddisfatta.

6) Jaime che agita la mano dorata. Lo aveva ricordato: lui era il meno intelligente dei fratelli Lannister (che in questo episodio fanno a gara contro i personaggi più imbecilli mai creati). Entra ad Approdo del Re e, senza motivo, si toglie il guanto. Poi cosa fa, cercando di entrare nella Fortezza Rossa? Agita la mano dorata e urla: “Soldato! Soldato!” Ma che davvero? Avevo le mani nei capelli.

7) Daenerys. Sto per dirvi una verità inconcepibile, tenetevi pronti: c’è gente a cui è piaciuta la pazzia di Daenerys. C’è gente a cui è piaciuta la puntata. E sapete il motivo? Perché era inaspettata (nota: quando ho scritto questa parte non avevo ancora riflettuto sulla regia di Sapochnik). Che bella la morte del Re della Notte, ucciso da Arya solo perché D&D volevano stupire il pubblico; che bello ripensare a quei tempi, quando ci scannavamo per il terzo episodio, per tutto ciò che era stato preparato in dieci anni e che era poi andato a farsi friggere! Daenerys impazzisce perché sì. Perché avrebbe stupito tutti, sarebbe stato un incredibile colpo di scena. Sapete quale sarebbe stato un colpo di scena? Voldemort che muore inciampando su Nagini. Bello, vero? Non come plot twist ben fatti come la “morte” di Gandalf o il nemico finale di Hunger Games. Volevano copiare Star Wars? Almeno Anakin aveva delle ragioni, condivisibili o meno: Daenerys decide che vuole distruggere tutto quando Jon non la bacia. Ma cos’ha, un pene più magico di quello di Podrick? “Allora che mi temano.”

Poi la città si arrende e lei si lancia sugli innocenti. Che cosa fai, Daenerys?! Io voglio odiarti perché ti trovo insopportabile, non perché fai cose a caso perché ti hanno affidata agli sceneggiatori de Gli occhi del cuore! Hai sempre difeso gli innocenti e ora, per rabbia, li uccidi tutti? Che ti hanno fatto? Come potevano scegliere che regina sostenere, se la loro non è mai stata una scelta? D&D si sono pure dimenticati che nella Fortezza Rossa c’era il popolino, perché bastava mandarla dritta da Cersei e, ops, sono morti anche molti sudditi. Che poi, mannaggia la miseria, Jaime ha fatto tantissimo, si è macchiato di infamia per salvare Approdo del Re più di vent’anni prima e questa ammazza tutti? Se conosco qualcuno e non riesco ad andare a genio ai suoi amici, smetto di pensarci, al massimo (esagerando) lascio la persona in questione, ma non do fuoco a tutti quanti!

Un personaggio buttato nel cesso. Per cosa? Per stupire tutti. La sapete una cosa sensazionale? Sono MESI che il web ipotizzava che Daenerys sarebbe impazzati e diventata il nuovo villain. Boom, che colpo di scena!

8) Verme Grigio. E niente, muoviti a morire. “Missandei è la mia debolezza”. E cosa facevano agli Immacolati per combattere la loro debolezza? Li obbligavano ad affrontarla. Vale per gli Immacolati di tre anni e non per quelli adulti? Ma andiamo: Missandei è morta e tu, da bravo soldato senza più debolezze, non agisci soltanto per rabbia. Perché venitemi a dirmi quel che volete, ma godeva nell’eseguire gli ordini di Daenerys. D’accordo, il fattore “Verme Grigio” è qualcosa che a freddo non mi darà fastidio, ma ora sì (nota a freddo: continua a starmi sulle scatole, sebbene comprende un po’ di più le sue ragioni).

9) Jon e Davos. Jon si sveglia solo in mezzo alla battaglia, realizzando che… Daenerys è veramente folle! Posso veramente criticarlo? Sì, perché invece di convincere la sua cara zietta a togliersi dalla testa l’idea di incendiare la capitale, in assenza di resa, sapendo quanto avesse perso l’ha lasciata fare. No, nemmeno Jon è un buon re. Mettete Sansa su quel cavolo di trono e almeno avrò una soddisfazione. Poi parliamo di Davos: nella battaglia di Grande Inverno non combatte, si limita ad aprire cancelli e osservare Arya fare acrobazie, mentre durante questo episodio tiene in mano una spada e neanche la usa. Non ci prova nemmeno. A cosa serve Davos, se non combatte e nemmeno consiglia più?! A sostenere suo malgrado un’altra sovrana che brucia innocenti a caso?

10) Cersei. Super cattivone della serie, perché così era stata rappresentata, crudele e spietata, ingegnosa, passionale a letto come negli omicidi, Cersei viene uccisa dal crollo della Fortezza Rossa. Allora, io non voglio parlare di Jaime, perché mi fa troppo male e non l’ho ancora metabolizzato, ma con tanta amarezza devo ammettere che mi è piaciuto che se ne siano andati insieme (ennesima nota a freddo: intendo dire che “almeno” non è morto ucciso da Euron). Il senso di Brienne? Metterla incinta, forse. Non so più neanche quello, secondo me nemmeno la faranno vedere nell’ultimo episodio. In ogni caso, questa puntata è stata talmente uno schifo che sono stata in parte sollevata dal concetto “Siamo nati insieme e moriremo insieme”. Volevo che Jaime la uccidesse, ma mi va bene così. No, non mi va bene la loro morte, sia chiaro: mi va bene che fossero insieme. Vi sembrava che la morte del Re della Notte per mano di una Senza Volto fosse assurda? Benvenuti al nuovo super assassino di villain: IL PAVIMENTO.

11) L’Altofuoco. Non mi riferisco al fatto che non sia stato usato e che tutte le previsioni sulla morte di Cersei e sul fare saltare in aria Approdo del Re siano andate a farsi benedire (nel Tempio di Baelor durante la confessione di Loras). Avete visto anche voi quelle fiamme verdi miste al fuoco di Drogon? Perché il popolino tiene l’Altofuoco in soffitta? Perché non esplode, ma fa solo colore? Perché D&D esistono?!

12) “Ti ho colpito!”. Euron, a parte che tutta la contesa per le Isole di Ferro ormai è conclusa senza che potessi combattere contro Yara, possiamo parlare del fatto che hai tentato di uccidere Jaime? Lasciamo pure da parte il fatto che ti sia dimenticato il dialogo tra Cersei e Tyrion, il bambino e tutto quanto. Dimmi la verità: quella frase era farina del tuo sacco. Era rivolta agli sceneggiatori. Ti stavi chiedendo perché qualcuno che hai colpito due volte nel fianco potesse muoversi ancora – ma lo stavi chiedendo a D&D. Li stavi implorando di spiegarti il perché di tutto questo schifo.

13) Inside the episode. A partire dal terzo episodio, il breve commento dei produttori alla puntata appena andata in onda è diventata una spiegazione di ciò che abbiamo visto: “Non ci sembrava giusto che fosse sempre Jon” o “Daenerys si era dimenticata della Flotta di Ferro”, commenti che hanno generato una marea di meme. Il problema di questi video, però, risiede nel loro tentativo di – appunto – spiegare agli spettatori cosa abbiamo appena visto. Un conto è aggiungere dei particolari (per esempio stuzzicare la curiosità dicendo che la sigla varia ogni puntata, senza soffermarsi sulle varie modifiche), un altro è raccontare ciò che il linguaggio televisivo non è riuscito a comunicare. Quando questo comincia ad avvenire sempre più spesso, significa che c’è qualcosa di sbagliato nella realizzazione dell’episodio.

Basta, mi fermo qua, non ho il coraggio di ripensare ad altre scene senza senso. Ad altre caratterizzazioni buttate nel cesso. Solo un appunto sul mio amatissimo Jaime (che spero nei libri possa avere una fine migliore): Bran voleva che sopravvivesse per una ragione. Non è un dettaglio di molte stagioni fa, è del secondo episodio dell’ottava. Sceneggiata da Cogman, ma speravo che D&D tenessero questo dettaglio in considerazione. Jaime non sopravvivere per combattere i morti, perché non fa niente di particolare, e nemmeno per uccidere Cersei. Doveva solo mettere incinta Brienne? Azor Ahai è il loro bambino? No, niente teorie, solo sarcasmo e odio.

Aggiunta a freddo: non riesco ancora a parlare di Jaime, penso che il web abbia detto abbastanza contro la sua pessima caratterizzazione. Però… però Nikolaj ha detto che l’ultima scena che ha girato era ambientata in un posto meraviglioso e, per pochi minuti, ieri ha caricato una foto sul suo profilo di un castello. Potrebbe ovviamente essere una scena in più, di quelle girate per cercare di evitare la fuoriuscita di informazioni, però lo sapremo solo guardando la prossima sigla e scoprendo se ci sarà o meno il nome di Nikolaj. Perché Euron era davvero sorpreso dalla forza di volontà di Jaime nonostante le ferite che gli aveva inflitto e perché il suo cadavere non è stato mostrato… Ragazzi, che volete farci? Fino all’ultimo ci spererò.

Ecco alcune teorie. Le uniche che posso fare in questa situazione (non a una settimana dal finale, ma di fronte a tanta catastrofe).

Teoria numero uno: Jon uccide Daenerys, Arya uccide Drogon. Mi sarebbe piaciuto tantissimo che la sua ultima scena, invece di salire sopra un cavallo sopravvissuto a caso, fosse stata questa: Arya è ferma, chiude gli occhi, fa un respiro profondo. “Daenerys”, dice infine, pronunciando l’unico nome della sua lista. Bello, vero? Un minimo soddisfacente? No, mettiamoci un cavallo (“Genio!”), che vuole probabilmente simboleggiare la puledra bianca di Daenerys, ora macchiata dal sangue degli innocenti, però non riesco a capire come facesse a essere lì. Comunque sia, sento che sarà Jon a uccidere l’amata, però per tutto il focus che hanno dato su Arya penso che anche lei avrà un bel

ruolo. Pensavo anche che avrebbe salvato il Mastino, ma va bene (non parlo della Cleganbowl perché in questo clima distruttivo mi ha lasciata indifferente, capace solo di notare la scena alla Harry e Voldemort nell’ottavo film, sebbene a freddo stia apprezzando che Sandor si sia sacrificato buttandosi con il fratello tra le fiamme). Mi piace anche l’ipotesi che a uccidere Daenerys sia Martha, la bambina a cui Varys voleva fare avvelenare la Madre dei Draghi. Potrebbe non avere dimenticato il discorso del suo insegnante.

Teoria numero due: tutto questo sta succedendo mentre Bran sta avendo una visione. “Devo andare”, dice a Theon nel Parco degli Dei, e va a osservare cosa accadrebbe. Nel prossimo episodio giunge il Re delle Notte, Bran gli dice: “Daenerys” e il suo caro amico esegue. Assurdo, ma in linea con D&D. Numero due bis: il Corvo con Tre Occhi è il vero cattivo e ha wargato in Daenerys per distruggere Approdo del Re.

Teoria numero tre: la HBO, preoccupata dalla perdita di informazioni, ha mandato in onda la stagione basata sui leak trapelati. Al termine dell’ultimo episodio, uscirà la versione reale, con scene diverse, sorprendendo tutti. Questa è la mia preferita.

Che posso aggiungere? Il trono non esisterà più (la Fortezza Rossa è crollata, forse si sta per realizzare la visione di Daenerys nella Casa degli Eterni) e Jon opterà per una sorta di repubblica – a Essos lo stato di città libere funziona. Sansa rimarrà a Nord, Arya sposerà Gendry pur continuando a combattere, Brienne crescerà il figlio concepito con Jaime e Tyrion lo designerà come suo erede di Castel Granito. Jon tornerà al Nord, tra il Popolo Libero, l’unico luogo a cui si sia davvero sentito di appartenere. Libero come Spettro.

Valar Morghulis. 

– Medusa –

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